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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15117/2023 del 11/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la conferma della condanna per reati previsti dagli artt. 81, 341-bis e 337 c.p., denunciando nullità processuali per mancata sospensione del procedimento ai sensi dell'art. 420-quater c.p.p. e per omessa declaratoria di nullità della dichiarazione di assenza ai sensi dell'art. 179 c.p.p., in quanto la notifica del decreto di citazione a giudizio era stata effettuata presso lo studio dell'avv. Giulia Riondato come domicilio eletto dall'imputato, nonostante: a) l'elezione non fosse stata sottoscritta dall'imputato né ritirata copia del verbale; b) l'avv. Riondato fosse stata individuata come difensore d'ufficio e avesse successivamente dichiarato di non accettare l'incarico; c) vi fosse fondato dubbio che l'imputato, per il manifesto stato di ubriachezza, non fosse in grado di comprendere l'atto di elezione di domicilio. Per tali ragioni si sosteneva che la notifica presso il domicilio eletto non abbia determinato la conoscenza effettiva del procedimento e che il processo tenutosi in sua assenza avrebbe dovuto essere sospeso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato l'assenza di prova di un effettivo rapporto professionale tra l'imputato e l'avv. Riondato e ha ritenuto che la semplice elezione di domicilio presso un difensore non sia, di per sé, idonea a dimostrare la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato. Ha inoltre rilevato elementi che facevano dubitare della capacità dell'imputato di comprendere l'atto al momento della sua redazione. Per tali motivi la Corte ha qualificato la nullità come assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, e ha annullato senza rinvio sia la sentenza di primo grado che quella di appello, disponendo la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Padova per quanto di competenza.

Norme richiamate

  • art. 420-quater cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal difensore per sostenere che il procedimento avrebbe dovuto essere sospeso quando la notifica e le scelte difensive non hanno assicurato la conoscenza effettiva del processo da parte dell'imputato; la Corte ha ritenuto che l'omessa sospensione e la prosecuzione del processo non sono compatibili con la mancanza di prova della conoscenza dell'atto da parte dell'imputato.

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Disciplina la possibilità di celebrare il processo in assenza dell'imputato ma richiede, per la dichiarazione di assenza, la verifica che l'imputato abbia avuto effettiva conoscenza del procedimento o si sia volontariamente sottratto; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che esclude la sufficienza della sola elezione di domicilio presso il difensore per ritenere acquisita la conoscenza.

  • art. 179, comma 1, cod. proc. pen.

    Rilevata nella doglianza relativa alla mancata declaratoria di nullità della dichiarazione di assenza; la Corte ha ritenuto che la nullità sia sussistente quando manca la prova della conoscenza dell'atto da parte dell'imputato.

  • art. 178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamata come causa di nullità assoluta con riferimento ai vizi di notifica: la Corte ha qualificato la nullità originatasi come assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento.

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Norma relativa all'avviso di conclusione delle indagini; dagli atti risulta che l'avv. Riondato ha appreso la propria (presunta) nomina solo tramite tale notifica e ha dichiarato di rinunciare, circostanza che ha contribuito a dimostrare la mancanza di un rapporto effettivo tra difensore e imputato.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma sulla causa di non punibilità richiamata nella decisione impugnata (la Corte di appello aveva respinto la doglianza circa la sua applicazione), ma non determinante ai fini della decisione di Cassazione sulla nullità di notifica.

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. n. 137 del 2020

    Norme speciali che hanno consentito la trattazione del ricorso senza l'intervento delle parti; utilizzate per la modalità processuale con cui è stato esaminato il ricorso in Cassazione.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso un difensore non è di per sé sufficiente per ritenere che l'imputato abbia avuto conoscenza del procedimento: il giudice deve accertare che esista un effettivo rapporto professionale e che le notifiche siano giunte concretamente a conoscenza dell'imputato.
  • Se sussistono elementi che rendono dubbia la capacità dell'imputato di comprendere il significato dell'atto al momento della sua redazione (es. manifesto stato di ubriachezza), la dichiarazione o elezione di domicilio può essere nulla e la nullità è assoluta e rilevabile in qualsiasi stato del processo.
  • La notifica presso lo studio del difensore che ha rinunciato all'incarico o che in realtà era stato semplicemente indicato dall'ufficio come difensore d'ufficio non garantisce automaticamente la validità della notificazione al destinatario; occorre prova che l'imputato sia stato informato.
  • Le nullità assolute connesse a difetti di notifica e alla conoscenza del procedimento possono comportare l'annullamento delle sentenze anche senza rinvio e la restituzione degli atti al pubblico ministero per ulteriori determinazioni.
  • Le censure per nullità assolute possono essere proposte e rilevate anche in cassazione, purché configurino vizi di tal natura da essere rilevabili in ogni stato e grado del procedimento.

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