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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37092/2023 del 11/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere per: 1) partecipazione alla cosca di 'ndrangheta Bellocco (art. 416-bis c.p.); 2) danneggiamento seguito da incendio aggravato dall'art. 416-bis.1 c.p. (capo 7); 3) illecita detenzione/porto di arma in luogo pubblico, aggravata ex art. 416-bis.1 c.p. (capo 8). Il ricorrente ha dedotto: vizio di individuazione e contraddittorietà sulla identificazione del "cugino du bombolo" e quindi mancanza di gravità indiziaria per il capo 7; insufficiente prova della consapevolezza del possesso dell'arma (capo 8); illegittimo riconoscimento dell'aggravante 416-bis.1 perché i fatti sarebbero scaturiti da motivi privatissimi (relazione extraconiugale) e non dalle dinamiche associative; e difetto di motivazione sul fatto associativo (capo 1).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Il Tribunale ha ritenuto convergenti e sufficienti gli elementi indiziari (dichiarazioni di collaboratori, conversazioni e scambi di sms, riscontri tra conversazioni e riferimenti tra sodali) per: 1) confermare l'intraneità del ricorrente alla cosca Bellocco e la sua riferibilità al gruppo degli "scissionisti"; 2) ritenere che il danneggiamento seguito da incendio fosse opera di Restuccia insieme ad altri, sulla base di dichiarazioni rese da Nocera, Palaia e Gregorio e dello scambio di sms in cui si usa l'espressione "cugino du bombolo" interpretata come riferimento a persone indicate nei riscontri; 3) affermare la disponibilità/conoscenza dell'arma da parte del gruppo poiché la spedizione punitiva era stata compiuta con armi e tutti i partecipanti condividevano l'azione; 4) applicare l'aggravante ex art. 416-bis.1 perché l'azione, pur originata da questioni private, è stata utilizzata e gestita nelle dinamiche di potere interne alla cosca, risultando in un episodio inserito nelle logiche associative. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Riconosciuta la partecipazione all'associazione di tipo mafioso sulla base di dichiarazioni di collaboratori e riscontri indiziari, anche quando singoli episodi hanno motivazioni private ma si inseriscono nelle dinamiche associative

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Applicata come aggravante ai reati commessi in occasione di attività riconducibili alla 'ndrangheta; il Tribunale ha ritenuto che il danneggiamento e la condotta con arma, sebbene originati da motivi personali, siano stati strumentalizzati per riaffermare ruoli e gerarchie interne

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Disposizione richiamata per gli adempimenti della Cancelleria in ordine alle comunicazioni e agli atti conseguenti alla decisione sul ricorso

Massime di principio

  • La gravità indiziaria in sede di riesame può fondarsi su elementi convergenti anche se nessun singolo elemento è decisivo: dichiarazioni di collaboratori, intercettazioni e riscontri tra fonti formano un coerente quadro indiziario
  • L'identificazione di un soggetto può essere desunta per concatenazione di indizi (es. dichiarazioni di terzi, sms, comportamenti successivi) e non richiede sempre una prova diretta
  • La conoscenza o disponibilità di un'arma può essere desunta dalla partecipazione collettiva a una spedizione punitiva: la condivisione dell'azione giustifica la partecipazione alla detenzione/porto
  • L'aggravante ex art. 416-bis.1 si applica quando atti apparentemente personali vengono utilizzati per finalità associative o per affermare posizioni gerarchiche all'interno dell'organizzazione
  • Per contrastare efficacemente le imputazioni basate su indizi multipli, la difesa deve proporre elementi di riscontro specifici e circostanziati che spieghino o neutralizzino la concatenazione indiziaria
  • Le dichiarazioni dei collaboratori assumono rilievo se valutate insieme ad altri riscontri: la loro efficacia probatoria dipende dalla coerenza e dalla correlazione con altri elementi investigativi

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