Cassazione Penale, Sentenza n. 680/2022 del 12/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza del 16/07/2020 della Corte d'Appello di Roma che aveva ritenuto Rocchi responsabile, ai sensi dell'art. 223, comma 2, n. 2, legge fall., di aver cagionato/aggravato il dissesto della s.r.l. Sangiò redigendo nel 2008 una perizia che sovrastimava notevolmente il compendio immobiliare. Il ricorrente deduceva carenza del nesso causale (la società era già in crisi irreversibile dal 2007), assenza del dolo (la perizia si limitava a recepire la stima di un'agenzia scelta dall'amministratore senza che il perito potesse prevedere l'uso fraudolento) e insufficiente motivazione sulla misura delle pene accessorie.
La decisione
La Corte di legittimità ha accolto i primi due motivi: ha ritenuto carente la motivazione della Corte d'appello sul concreto aggravamento del dissesto e ha ritenuto che mancassero elementi concreti per affermare il dolo eventuale del perito. Il fatto è stato riqualificato come bancarotta semplice (art. 217 legge fall.), ossia colpa grave/colpa cosciente, non come bancarotta impropria dolosa. Poiché il reato così riqualificato era prescritto, la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio. Il motivo relativo alle pene accessorie resta assorbito.
Norme richiamate
R.D. 16 maggio 1942, n. 267 (legge fallimentare), art. 223, comma 2, n. 2
art. 223, comma 2, n. 2, R.D. 16 maggio 1942, n. 267
La norma punisce le operazioni dolose che cagionano o aggravano il dissesto. La Corte d'appello aveva applicato questa fattispecie ma la Cassazione ha ritenuto che non fosse stata provata la componente dolosa; quindi non applicabile nel caso concreto.
R.D. 16 maggio 1942, n. 267 (legge fallimentare), art. 217, comma 1, n. 4
art. 217, comma 1, n. 4, R.D. 16 maggio 1942, n. 267
La Corte ha ricondotto la condotta alla bancarotta semplice per colpa (colpa grave/colpa cosciente) in quanto mancavano elementi concreti per ritenere il dolo eventuale; tale fattispecie è soggetta a prescrizione nel caso concreto.
Codice penale, art. 41
Richiamato in tema di concorso causale: anche se esisteva una causa preesistente del dissesto, un'operazione dolosa può aggravarlo e rimanere causalmente rilevante; la Cassazione tuttavia ha richiesto prova concreta dell'aggravamento.
Sezioni Unite, sentenza Espenhahn
Sez. Unite, sent. n. 38343 del 24/04/2014 (Espenhahn)
Fornisce il discrimine tra dolo eventuale e colpa cosciente: il dolo eventuale richiede rappresentazione e accettazione del rischio dell'evento, mentre la colpa cosciente consiste nella consapevolezza della possibilità dell'evento senza adesione volontaria ad esso. La Corte l'ha applicata per escludere il dolo eventuale nel caso di specie.
Codice di procedura penale, art. 129
Richiamato in relazione alla possibilità di una formula assolutoria più ampia; la Corte ha escluso tale opzione per mancanza di prove d'innocenza.
Codice penale, art. 37
Mentionato dalla difesa in tema di applicazione dei criteri per la determinazione delle pene accessorie; la questione è stata comunque assorbita dalla riqualificazione e dalla prescrizione.
Massime di principio
- Per configurare bancarotta 'impropria' dolosa (art. 223, comma 2, n. 2) è necessario provare non solo una valutazione oggettivamente falsa ma anche la sussistenza dell'elemento soggettivo doloso: devono emergere circostanze concrete che dimostrino la rappresentazione e l'accettazione del rischio di cagionare o aggravare il dissesto.
- La semplice gravità, imperizia o negligenza nella redazione di una perizia, o l'affidamento a stime terze senza controlli, sono di per sé più compatibili con la colpa grave/colpa cosciente (bancarotta semplice, art. 217) anziché con il dolo eventuale, salvo che non vi siano ulteriori elementi probatori (es. legami economici, benefici evidenti, compensi anomali, istruzioni degli amministratori).
- Il nesso causale richiede una motivazione concreta: non basta l'affermazione astratta che la sovrastima abbia ritardato la rilevazione del dissesto; il giudice deve indicare in quale misura e come il ritardo abbia effettivamente aggravato la situazione patrimoniale.
- In caso di riqualificazione del fatto in una fattispecie meno grave sussistente ma prescritta, la sentenza può essere annullata senza rinvio per prescrizione: è quindi cruciale valutare l'impatto della qualificazione giuridica sulla prescrizione.
- Nelle fattispecie fallimentari il discrimine tra dolo eventuale e colpa cosciente va calato concretamente nel caso, applicando i criteri giurisprudenziali (Espenhahn): bisogna valutare se l'agente abbia accettato il rischio dell'evento o si sia semplicemente limitato a trascurare i controlli doverosi.
- Per evitare rischi giudiziari quando si redige una perizia su società in crisi, il perito dovrebbe documentare i controlli effettuati sulle fonti estimative, precisare i limiti dell'incarico e segnalare eventuali segnali di difficoltà dell'impresa, per ridurre il rischio di essere ritenuto responsabile per colpa grave o dolo.
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