Cassazione Penale, Sentenza n. 2592/2023 del 20/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorsi miravano a censurare la sentenza d'appello che aveva ritenuto i riuniti responsabili di vari reati: in particolare il Procuratore generale distrettuale chiedeva l'annullamento della sentenza per la parziale esclusione della corruzione (capo 1) e la censura del riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 323-bis per l'induzione indebita (capo 2). Gli imputati impugnavano la riconosciuta responsabilità per accesso abusivo alle banche dati (P.R.A. e Motorizzazione), per induzione indebita verso Finotti, per corruzione per l'esercizio della funzione in favore dei fratelli Salerno e per abusi d'ufficio (annullamenti di preavvisi). Le doglianze principali erano basate su: errata qualificazione giuridica dei fatti, insufficiente o illogica motivazione circa l'esistenza del sinallagma corruttivo e della utilità promessa, natura pubblica o libera delle banche dati consultate, e vizio nella determinazione della pena.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso del Procuratore generale (non ammesso) e i ricorsi degli imputati Cuppone e Cirrincione (inammissibili o manifestamente infondati), confermando in larga parte la ricostruzione di merito: ha ritenuto che gli accessi alle banche dati non siano liberamente consentiti e che la valutazione probatoria dei giudici di merito non fosse travisata in modo da consentire la cassazione. Ha altresì ritenuto legittimo il riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 323-bis per l'induzione indebita, dato l'incerto valore dell'utilità promessa. Ha invece accolto il ricorso di Crisafulli: i giudici di legittimità hanno rilevato un travisamento logico della sentenza d'appello sul ruolo materiale e cronologico attribuito a Crisafulli nella comunicazione delle targhe e nelle visure prodotte, e hanno annullato senza rinvio la sua condanna perché il reato a lui ascritto si era estinto per prescrizione; per Cuppone e Cirrincione è stata disposta la condanna al pagamento delle spese e di una somma a favore della cassa delle ammende (3.000 euro ciascuno).
Norme richiamate
art. 615-ter, comma 2, n. 1, cod. pen.
Delitto richiamato nella qualificazione di taluni accessi abusivi a sistemi informatici; la Corte ha ritenuto prevalente la qualificazione come accesso abusivo rispetto alla corruzione in relazione ai fatti del capo 1
art. 319-quater, cod. pen.
Norma relativa all'induzione indebita; applicata al comportamento del pubblico ufficiale che sollecita o ottiene promessa di utilità, con riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 323-bis per modestia/indeterminatezza dell'utilità
art. 323-bis, cod. pen.
Attenuante "particolare tenuità" riconosciuta per l'induzione indebita in ragione della modesta/indeterminata utilità promessa, valutazione ritenuta non manifestamente illogica dalla Cassazione
art. 318 e art. 319, cod. pen.
Distinte fattispecie di corruzione: la sentenza d'appello ha ritenuto configurabile la corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318) con riferimento ai Salerno; la Cassazione ha confermato la valutazione di merito purché non travisata
art. 323, cod. pen.
Abuso d'ufficio richiamato nella fase di primo grado come riqualificazione di taluni fatti; la Corte di cassazione ha ribadito che la qualifica è rimessa ai giudici di merito salvo travisamento probatorio
art. 7, comma 3, legge n. 187 del 1990
l'accesso sia gratuito soltanto per gli organi costituzionali, giurisdizionali, di polizia e militari, per le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, per le agenzie fiscali e, limitatamente alle informazioni necessarie per il servizio svolto, per i concessionari del servizio nazionale della riscossione
La Corte ha richiamato questa disposizione per affermare che l'accesso al P.R.A. non è libero e richiede credenziali/convenzioni per categorie diverse dagli organi istituzionali
d.m. n. 514 del 2 ottobre 1992, art. 1, comma 4
l'accesso agli archivi elettronici centrali e provinciali per le attività di aggiornamento dei dati, per le certificazioni e per le consultazioni, è consentito esclusivamente al personale munito di apposito codice di identificazione personale
Norma regolamentare che conferma la necessità di credenziali per l'accesso al P.R.A.; utilizzata dalla Corte per escludere la tesi della libera consultabilità
d.P.R. 28 settembre 1994, n. 634 (Regolamento M.C.T.C.)
Richiama le limitazioni di accesso alla banca dati della Motorizzazione: accesso gratuito limitato agli organi istituzionali e concessione per altri soggetti previa convenzione
art. 616, cod. proc. pen.
Norma richiamata per l'obbligo di condanna alle spese processuali e alla somma a favore della cassa delle ammende nei casi di inammissibilità dei ricorsi
art. 129, comma 1, cod. proc. pen.
Richiamata per il principio che cause di proscioglimento immediate (es. prescrizione sopravvenuta) sono rilevabili d'ufficio dalla Cassazione
art. 159, comma 1, n. 3, cod. pen.
Citato con riferimento ai giorni di sospensione del decorso della prescrizione (periodi computati ai fini dell'estinzione del reato)
art. 83, commi 2 e 4, d.l. n. 18 del 2020 conv. dalla legge n. 27 del 2020
Richiamato per la sospensione dei termini processuali durante l'emergenza pandemica e il conseguente effetto sul decorso della prescrizione
Massime di principio
- L'accesso alle banche dati del P.R.A. e della Motorizzazione civile non è libero: è necessario possedere specifiche credenziali o convenzioni; consultazioni senza titolo configurano accesso abusivo a sistemi informatici.
- Per la configurazione della corruzione è necessario il sinallagma tra atto contrario ai doveri d'ufficio e l'utilità promessa/erogata; la sua dimostrazione è questione di fatto demandata ai giudici di merito e la Cassazione sindaca solo il travisamento manifesto o la illogicità grave.
- L'induzione indebita si configura anche quando la prospettazione di conseguenze sfavorevoli incide sulla libertà di autodeterminazione del destinatario della richiesta, anche se gli effetti negativi ricadrebbero su terzi collegati; non è necessaria l'identità formale tra destinatario e soggetto svantaggiato.
- Il riconoscimento dell'attenuante di particolare tenuità (art. 323-bis) richiede comunque una motivazione specifica; tuttavia, una motivazione non estremamente dettagliata può essere superata se non risulta manifestamente illogica o priva di elementi concreti.
- La Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito per rivalutare le prove o proporre una ricostruzione alternativa dei fatti, salvo che non emerga un travisamento palese e decisivo della prova.
- La prescrizione sopravvenuta è rilevabile d'ufficio in Cassazione e, se sussistente, comporta annullamento senza rinvio della sentenza nei confronti del solo ricorrente a cui si riferisce l'estinzione del reato.
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