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Ordinanza

Ordinanza n. 9073/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento del diniego del visto d’ingresso sul territorio nazionale per motivi di studio dell'Ambasciata d’Italia in Jerevan in favore di -OMISSIS-, prot. n. 696 del 22 marzo 2023.

Giustizia amministrativa202312511

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Collegio ha ravvisato l’inammissibilità dell’istanza cautelare, poiché la controversia sottostante era già stata definita con pronuncia passata in giudicato e confermata in appello. In applicazione del principio ne bis in idem, ha dichiarato il non luogo a provvedere sull’istanza. Le spese sono state integralmente compensate, con nulla per le spese.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso in Italia per motivi di studio adottato dall’Ambasciata d’Italia in Jerevan

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha riproposto un’istanza cautelare nell’ambito del giudizio diretto all’annullamento del diniego del visto d’ingresso per motivi di studio. Il TAR rileva tuttavia che il ricorso cui accedeva l’istanza cautelare era già stato respinto con una pronuncia passata in giudicato, confermata dal Consiglio di Stato. La riproposizione dell’istanza è stata quindi ritenuta incompatibile con il principio del ne bis in idem.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale base per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata e per giustificare l’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La riproposizione di un’istanza cautelare relativa a una controversia già definita con sentenza passata in giudicato è inammissibile per violazione del principio ne bis in idem e determina il non luogo a provvedere.
  • Quando il giudizio principale cui accede una domanda cautelare è stato definitivamente respinto, il giudice non deve riesaminare la medesima istanza cautelare, essendo ormai preclusa dalla definitività della decisione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareSopravvenuta carenza di interesse

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