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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22943/2023 del 25/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato in appello per i reati di appropriazione indebita e truffa: avrebbe trattato come propria l'autovettura di Marina Ferraris, consegnatagli per una riparazione, e avrebbe indotto in errore Michele Lo Casto circa la proprietà del veicolo ottenendo il pagamento di Euro 2.250 e il rilascio del possesso. In cassazione il difensore deduceva: 1) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione alla tempestività della querela (sostenendo che l'offesa era stata già a conoscenza di trattative dal 2016 e che vi sarebbe stato un accordo tra Ferraris e Lo Casto); 2) mancata prova degli artifici e dei raggiri richiesti per la truffa (sosteneva che l'acquirente avrebbe potuto controllare il libretto e che il solo fingersi proprietario non bastava); 3) doglianza sull'appropriazione indebita, sostenendo che l'interversione del possesso non poteva ritenersi avvenuta prima degli adempimenti di trascrizione al PRA.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Sul punto della querela la Corte territoriale aveva ritenuto tempestiva la denuncia presentata il 9 novembre 2017, perché i dubbi dell'offesa sulla buona fede del ricorrente furono fugati solo nell'ottobre 2017 con la ricezione di una raccomandata che rivelava il comportamento fraudolento. Sul reato di truffa la Corte di appello aveva motivato che Siciliano aveva posto in essere una trattativa ingannevole, percependo il prezzo e ottenendo il possesso del veicolo, elementi idonei a fondare la condanna; la Cassazione ha ritenuto che la ricostruzione probatoria non fosse sindacabile nel giudizio di legittimità per eccedere il perimetro delle questioni di diritto. Quanto all'appropriazione indebita, la Corte ha confermato che per la consumazione è sufficiente l'interversione del possesso e la piena disponibilità della cosa da parte dell'autore, senza che sia necessario il trasferimento formale della proprietà o la sua opponibilità ai terzi tramite trascrizione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende di Euro 3.000.

Norme richiamate

  • d.l. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8

    Consente lo svolgimento del procedimento con contraddittorio scritto; indicato per motivare la procedura seguita in Cassazione

  • art. 640 c.p.

    Norma che disciplina il reato di truffa: la Corte ha valutato che gli artifici e i raggiri sussistono quando l'agente induce in errore la vittima, ottiene il pagamento e il possesso del bene

  • art. 646 c.p.

    Norma che disciplina l'appropriazione indebita: la Corte ha interpretato che per la consumazione è sufficiente l'interversione del possesso (piena disponibilità e gestione uti dominus), senza richiedere il trasferimento formale della proprietà o la trascrizione al PRA

  • d.lgs. n. 36 del 2018

    Ha modificato la procedibilità dell'appropriazione indebita rendendola procedibile a querela di parte; il giudice deve verificare la legittimità della condizione di procedibilità (esistenza e tempestività della querela)

  • art. 616 c.p.p.

    Stabilisce le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso in Cassazione, con condanna alle spese processuali e possibile versamento a favore della Cassa delle ammende

  • art. 120 c.p. (citato in motivi)

    Richiamato nella doglianza come presunta violazione di legge; nel testo della sentenza la Corte non ha ritenuto fondata la censura sulla motivazione relativa alla querela

Massime di principio

  • La Cassazione non è sede per la rivalutazione libera delle prove: i motivi che si limitano a chiedere una diversa valutazione probatoria sono inammissibili.
  • Per il reato di truffa è rilevante l'insieme degli elementi idonei a ingenerare errore nella vittima e a ottenere un profitto; il fatto che l'acquirente avrebbe potuto compiere ulteriori verifiche non esclude automaticamente la responsabilità dell'agente che ha posto in essere artifici o raggiri.
  • In materia di appropriazione indebita, l'interversione del possesso si valuta sulla disponibilità e gestione della cosa da parte dell'autore: non è necessario il trasferimento formale di proprietà né la trascrizione al PRA per configurare il reato.
  • Quando la normativa cambia la procedibilità (es. da procedibilità d'ufficio a querela di parte), il giudice deve verificare la legittimità della condizione di procedibilità alla luce della data di querela e degli elementi che hanno fatto sorgere la consapevolezza nell'offeso.
  • Se il ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile, il ricorrente può essere condannato alle spese e al pagamento di una somma a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Memorie o atti presentati dalla parte civile in Cassazione non sottoscritti dal difensore non possono essere presi in considerazione.

Testo integrale

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