Cassazione Penale, Sentenza n. 37898/2024 del 15/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza dell'Aquila che aveva ammesso Nicola Sarno alla semilibertà. Il ricorrente censura: mancata e carente valutazione degli elementi contrari forniti dagli Organi consultivi (Direzione Nazionale Antimafia, Direzione Distrettuale Antimafia, Questura, Guardia di Finanza, Carabinieri) indicanti legami familiari e riconnessioni con il clan Sarno, opacità patrimoniale della famiglia, revoca di misure di protezione e possibile attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata; valutazione insufficiente della pericolosità sociale e della mancata revisione critica/dissociazione; carente verifica dell'idoneità dell'attività lavorativa proposta e interpretazione superficiale della nota dei Carabinieri di Piedimonte San Germano.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. La Corte ha annullato l'ordinanza del 12/03/2024 e ha rinviato il procedimento al Tribunale di sorveglianza per un nuovo giudizio, ordinando che siano esaminate e motivate in modo completo e coerente: le informazioni e i pareri contrari degli Organi consultivi (valutando specificamente la possibilità dell'attualità dei collegamenti con il clan), l'idoneità e il contesto dell'attività lavorativa proposta (tenendo conto dei pregiudizi penali di altri dipendenti segnalati), l'adempimento delle obbligazioni civili e di riparazione pecuniaria o l'effettiva impossibilità, nonché ogni altra circostanza personale e ambientale rilevante, dando motivazione adeguata e affrontando punto per punto le criticità emerse.
Norme richiamate
art. 4-bis Ord. pen. (come modificato dal d.l. 31/10/2022, n.162)
Richiede l'acquisizione di elementi idonei a escludere l'attualità dei collegamenti del condannato con la criminalità organizzata e impone la prova dell'adempimento delle obbligazioni civili o della loro impossibilità; la collaborazione non è più decisiva in via assoluta, ma la valutazione giudiziale deve essere motivata e basata su elementi concreti.
art. 50 Ord. pen.
Stabilisce la disciplina sulla misura della semilibertà e la necessità che il condannato abbia scontato la quota di pena prevista per reati ostativi; il Tribunale deve verificare il superamento della quota espiativa e le condizioni ordinarie per l'ammissione.
art. 48 Ord. pen.
Indica le finalità della semilibertà (partecipazione ad attività lavorative o utili al reinserimento sociale): l'attività lavorativa proposta deve essere funzionale all'attuazione della misura e il contesto deve essere immune da elementi pregiudizievoli per il reinserimento.
art. 3, comma 2, d.l. 31/10/2022, n.162 (regime transitorio)
Per i reati commessi prima dell'entrata in vigore del d.l. 162/2022, quando è stato riconosciuto l'obiettivo dell'inesigibilità o impossibilità della collaborazione, occorre acquisire elementi tali da escludere l'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata per consentire i benefici previsti dall'art. 4-bis.
art. 4-bis, comma 2 Ord. pen. (richiamato)
Attribuisce al giudice poteri istruttori ampliati per accertare l'assenza di collegamenti attuali o potenziali con la criminalità organizzata; la valutazione deve essere motivata e fondata su elementi istruttori concreti.
art. 114 e art. 116 cod. pen. (richiamati in tema di risarcimento e attenuanti)
Richiamati nella parte relativa alla possibilità che il risarcimento del danno ovvero attenuanti possano incidere sulla concessione dei benefici, anche se il risarcimento avviene dopo la sentenza; il giudice valuta l'adempimento o l'impossibilità dello stesso.
Massime di principio
- Il giudice che decide sull'ammissione a misure alternative per reati ostativi non può basarsi esclusivamente sulla buona condotta carceraria: deve acquisire e motivare elementi concreti che escludano l'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata.
- Quando gli Organi consultivi (DDA, DNA, forze di polizia) esprimono pareri contrari occorre valutare e affrontare specificamente le loro osservazioni (es. revoche di misure di protezione, indagini patrimoniali, legami familiari) e motivare il rigetto di tali censure.
- Per i reati commessi prima della modifica normativa del 2022 va applicata la disciplina transitoria dell'art. 3 comma 2 d.l. 162/2022: anche in tali casi bisogna acquisire elementi idonei a escludere l'attualità dei collegamenti criminosi prima di concedere benefici.
- Il requisito dell'attività lavorativa per la semilibertà richiede un esame concreto dell'idoneità del rapporto di lavoro e del contesto ambientale (presenza di pregiudicati, legami territoriali con aree a rischio): non è sufficiente indicare genericamente il datore o il luogo.
- Il giudice deve verificare l'adempimento delle obbligazioni civili e della riparazione pecuniaria o l'effettiva impossibilità di tali adempimenti; l'accertamento deve risultare dalla motivazione o da acquisiti elementi istruttori.
- In caso di pareri contrastanti il provvedimento deve evidenziare un'analisi comparativa degli elementi favorevoli e contrari e spiegare perché, sulla base di prove e informazioni, si ritiene superata la presunzione di collegamento con l'organizzazione.
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