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Sentenza

Sentenza n. 815/2026 - Catania, Sezione 2

per l’esecuzione del decreto ingiuntivo del Tribunale di Catania n. 483/2022 in data 25 gennaio 2022.

Giustizia amministrativa202301499

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: decreto ingiuntivo del Tribunale di Catania n. 483/2022, del quale è stata chiesta l'esecuzione in ottemperanza

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha chiesto l'esecuzione del decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Catania. Nel corso del giudizio il Comune ha rappresentato dapprima la rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale e, successivamente, ha documentato la dichiarazione di dissesto finanziario dell'ente, intervenuta con deliberazione consiliare n. 57 del 10 ottobre 2023. Il giudizio era stato precedentemente sospeso con ordinanza n. 2901 del 6 ottobre 2023.

La decisione

Il TAR ha dichiarato estinto il giudizio di ottemperanza. Ha ritenuto applicabile l'art. 248, comma 2, d.lgs. 267/2000, secondo cui, dalla dichiarazione di dissesto e sino all'approvazione del rendiconto previsto dall'art. 256 dello stesso decreto, non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive, compreso il giudizio di ottemperanza, nei confronti dell'ente per i debiti rientranti nella competenza dell'organo straordinario di liquidazione. Il Collegio ha inoltre richiamato la previsione secondo cui le procedure esecutive pendenti sono dichiarate estinte d'ufficio nei casi indicati dalla norma, con inserimento nella massa passiva dell'importo dovuto per capitale, accessori e spese. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione del particolare esito della controversia.

Norme richiamate

  • art. 248, comma 2, d.lgs. 267/2000

    dalla data della dichiarazione di dissesto e sino all’approvazione del rendiconto di cui al successivo art. 256, non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive - incluso il giudizio in ottemperanza - nei confronti dell’ente per i debiti che rientrano nella competenza dell’organo straordinario di liquidazione

    La dichiarazione di dissesto impedisce l'inizio o la prosecuzione delle azioni esecutive, incluso il giudizio di ottemperanza, per i debiti di competenza dell'organo straordinario di liquidazione; il giudizio pendente deve essere dichiarato estinto nei casi previsti dalla disposizione.

  • art. 256 d.lgs. 267/2000

    È individuato come termine finale del periodo durante il quale, ai sensi dell'art. 248, comma 2, d.lgs. 267/2000, non possono essere intraprese o proseguite le azioni esecutive.

Massime di principio

  • La dichiarazione di dissesto finanziario dell'ente locale preclude, dalla sua adozione fino all'approvazione del rendiconto previsto dall'art. 256 d.lgs. 267/2000, l'inizio o la prosecuzione delle azioni esecutive relative ai debiti rientranti nella competenza dell'organo straordinario di liquidazione, compreso il giudizio di ottemperanza promosso per l'esecuzione di un titolo giudiziale.
  • Quando ricorrono i presupposti previsti dall'art. 248, comma 2, d.lgs. 267/2000, il giudice deve dichiarare d'ufficio l'estinzione della procedura esecutiva pendente, con inserimento nella massa passiva dell'importo dovuto a titolo di capitale, accessori e spese.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaControlli e finanza locale
RamiProcesso amministrativoEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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