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Sentenza

Sentenza n. 13668/2026 - Roma, Sezione 4Q

per l'annullamento, previa sospensiva, del provvedimento di diniego prot. 0584026 del 30.10.2025 e comunicato in data 26.11.2025 emesso dal Dipartimento della sovranità alimentare e dell'ippica DG PEMAC- Pemac III del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste - con cui veniva rigettata la richiesta avanzata dalla società ricorrente, di inserimento del Mp “EUREKA” di sua proprietà - UE N.18735 - MATR. N.00MV00407M - nell'elenco delle imbarcazioni autorizzate alla cattura bersaglio degli stock demersali, mediante l'impiego di attrezzi da traino, nell'ambito giurisdizionale dello Stretto di Sicilia “GSA 12-13-14-15-16” nel Mar Ionio "GSA 19, 20 e 2I - Gambero Rosso e Gambero Viola (art 2, comma 1).

Giustizia amministrativa202601987

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'inserimento del peschereccio MP EUREKA negli elenchi delle imbarcazioni autorizzate alla cattura bersaglio degli stock demersali mediante attrezzi da traino

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il diniego ministeriale relativo all'inserimento del peschereccio MP EUREKA negli elenchi delle unità autorizzate alla cattura degli stock demersali, in particolare gambero rosso e gambero viola, nelle aree GSA 12-16 e GSA 19-21. Il diniego era motivato dalla mancanza del requisito storico minimo di quindici giorni di pesca dei demersali negli ultimi due anni solari, dall'assenza della preesistente iscrizione nell'elenco demersale necessaria per l'opzione di mantenimento o cancellazione, da vizi formali di alcune istanze e dalla presenza di pescato demersale non autorizzato negli anni 2024-2025, segnalato alle autorità di controllo. La società ha dedotto articolate censure di diritto e ha chiesto l'annullamento dell'atto, previa sospensione cautelare. Nel corso del giudizio, il Ministero ha successivamente pubblicato l'elenco delle unità autorizzate per il 2026, nel quale il peschereccio della ricorrente risultava inserito. La ricorrente ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione, qualificando l'atto come rinuncia.

La decisione

Il TAR ha ritenuto irrituale la dichiarazione di rinuncia perché non previamente notificata alla controparte. Tuttavia, ha desunto da tale dichiarazione e dal successivo inserimento del peschereccio nell'elenco ministeriale la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a. Poiché la ricorrente aveva conseguito, attraverso l'attività amministrativa successiva, l'utilità sostanziale perseguita con il ricorso, il giudizio è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), 84, comma 4, e 85, comma 9, c.p.a. Il TAR non ha esaminato nel merito le censure rivolte contro il diniego. Le spese sono state compensate, in considerazione della minima attività processuale svolta dall'Amministrazione e del fatto che l'utilità è stata conseguita per effetto di un'attività amministrativa successiva all'atto impugnato.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 2, lett. a), D.D. 23 giugno 2023

    15 giorni di pesca dei demersali negli ultimi due anni solari

    Il provvedimento ministeriale prevede un requisito storico minimo per l'inserimento negli elenchi delle unità autorizzate alla pesca demersale.

  • artt. 3 e 4 dei DD 2023-2025

    Le disposizioni sono richiamate in relazione all'opzione di mantenimento o cancellazione dall'elenco demersale e alla necessità della preesistente iscrizione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Costituisce base normativa per la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    anche in assenza delle formalità di cui ai commi precedenti il giudice può desumere dall'intervento di fatti o atti univoci dopo la proposizione del ricorso ed altresì dal comportamento delle parti argomenti di prova della sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione della causa

    Anche in assenza delle formalità proprie della rinuncia, il giudice può desumere da fatti, atti univoci sopravvenuti o comportamenti delle parti la carenza sopravvenuta di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    È richiamato quale ulteriore fondamento processuale della definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • La dichiarazione di rinuncia al ricorso non previamente notificata alla controparte è irrituale e non produce gli effetti propri della rinuncia formale; tuttavia, può costituire, insieme ad altri fatti univoci, elemento dal quale desumere la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
  • L'inserimento del bene o del soggetto interessato in un successivo provvedimento amministrativo, quando realizza l'utilità sostanziale perseguita mediante l'impugnazione, determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso contro il precedente diniego.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata anche senza esaminare nel merito le censure rivolte contro l'atto impugnato, quando l'utilità perseguita sia stata conseguita per effetto di una successiva attività amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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