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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41740/2023 del 13/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la pronuncia del GIP di Tempio Pausania che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di furto in abitazione aggravato (artt. 624‑bis e 625 n.2 c.p.) commesso nell'ottobre 2014. Il ricorso contestava il calcolo della prescrizione operato dal GIP e la corretta applicazione delle norme in materia (art. 157 e ss. c.p.), sostenendo che la prescrizione non fosse ancora maturata.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per un nuovo esame al giudice di merito. La Corte ha rilevato un errore nel calcolo della prescrizione operato dal GIP, precisando che, in relazione al limite edittale massimo del reato (dieci anni di reclusione), la prescrizione decennale prevista ai sensi dell'art. 157 c.p. sarebbe maturata soltanto nell'ottobre 2024; di conseguenza la dichiarazione di prescrizione del 15/03/2023 era prematura.

Norme richiamate

  • art. 624‑bis c.p.

    Definisce il reato di furto in abitazione aggravato; richiamato per individuare la fattispecie contestata e il relativo limite edittale da prendere in considerazione nel calcolo della prescrizione.

  • art. 625 n.2 c.p.

    Indica le aggravanti applicabili al furto; rilevante, in combinato disposto con l'art. 624‑bis, per determinare il massimo edittale della pena.

  • art. 157 e ss. c.p.

    Stabilisce le regole di determinazione dei termini di prescrizione in relazione al massimo edittale della pena; la Corte ha interpretato che, applicando l'art. 157 al massimo edittale vigente ratione temporis, la prescrizione decennale matura nel ottobre 2024.

  • legge n. 103 del 23 giugno 2017

    Modificò il minimo edittale del reato (portandolo a quattro anni), richiamata per ricostruire l'evoluzione normativa ma non incide sul calcolo della prescrizione basata sul massimo edittale.

  • legge 26 aprile 2019 n. 36

    Ulteriore novella che aumentò il minimo edittale a cinque anni; menzionata dalla Corte per spiegare le modifiche intervenute nel tempo, comunque non determinanti ai fini del calcolo della prescrizione basata sul limite massimo.

Massime di principio

  • La prescrizione si calcola in relazione al limite edittale massimo del reato: per reati il cui massimo è di dieci anni, la prescrizione decennale decorre dalla data del fatto e va verificata con attenzione alle modifiche normative intervenute, considerando la disciplina ratione temporis.
  • Nelle valutazioni di prescrizione il giudice deve applicare correttamente le regole dell'art. 157 e ss. c.p.; errori nel computo possono comportare l'annullamento della decisione e il rinvio per nuovo esame.
  • Le modifiche dei minimi edittali (ad es. leggi successive che innalzano il minimo) non necessariamente incidono sul calcolo della prescrizione quando il parametro rilevante è il massimo della pena previsto per la fattispecie al momento della commissione.
  • In contestazioni di prescrizione relative a fatti avvenuti anni prima, occorre verificare esattamente la data di consumazione del reato e confrontarla con i termini di prescrizione maturabili in base al massimo edittale vigente ratione temporis; non sono ammissibili calcoli approssimativi.
  • Se il pubblico ministero o la parte ritengono errato il calcolo di prescrizione del giudice di merito, possono proporre ricorso in cassazione ove vi sia un errore di diritto nell'applicazione delle norme sulla prescrizione.

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