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Sentenza

Sentenza n. 209/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento dell’ordinanza n. 155 del 22.9.2016, notificata in data 28.9.2016, con la quale il Comune di Fondi ingiungeva la demolizione delle opere eseguite entro il termine di 90 giorni, oltre alla sanzione pecuniaria di € 11.500,00.

Giustizia amministrativa201600818

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di demolizione di una recinzione, un pozzo artesiano, una tettoia precaria con due manufatti sottostanti e applicazione di una sanzione pecuniaria di 11.500 euro in caso di inottemperanza

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietari interessati)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno dedotto la genericità dell'ordinanza, per omessa puntuale individuazione dell'illecito urbanistico, delle opere e della normativa violata; hanno sostenuto che le opere rientrassero nell'edilizia minore e fossero destinate soltanto a fornire riparo alle arnie durante la transumanza invernale, senza necessità di permesso di costruire. Hanno inoltre affermato che l'eventuale assenza di SCIA avrebbe potuto comportare soltanto una sanzione pecuniaria e non la demolizione, contestando infine come illogica e sproporzionata la sanzione di 11.500 euro prevista per l'inottemperanza. Il ricorso riguardava anche la chiusura o rimozione del pozzo artesiano.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo limitatamente alla parte dell'ordinanza relativa al pozzo artesiano, ritenendo che la controversia sull'ingiunzione di chiusura di un pozzo, quale opera idraulica incidente sul regime delle acque pubbliche, rientri nella giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche. Quanto alle restanti opere, il ricorso è stato respinto. Il richiamo all'art. 31 del d.P.R. 380/2001 è stato ritenuto sufficiente a individuare la disciplina applicata. I manufatti, considerati nel loro insieme — recinzione, tettoia e moduli sottostanti — non sono stati qualificati come precari, poiché la precarietà dipende dalla funzione e dalla durata dell'utilizzazione, non dalle sole modalità costruttive. La destinazione allo svolgimento duraturo dell'attività apistica e, secondo altra prospettazione dei ricorrenti, al deposito di attrezzi agricoli, evidenzia una trasformazione non temporanea del territorio, tale da richiedere il permesso di costruire. In mancanza del titolo, è stata ritenuta legittima la demolizione. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 19 l.r. n. 15/2008

    Norma indicata dai ricorrenti a sostegno della contestazione della qualificazione e del regime sanzionatorio delle opere; il testo non esplicita una specifica interpretazione accolta dal giudice.

  • d.l. n. 133/2014

    Norma richiamata dai ricorrenti tra i parametri di legittimità; il testo non esplicita una specifica interpretazione accolta dal giudice.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Il richiamo all'articolo nell'ordinanza è stato ritenuto sufficiente a individuare la normativa applicata; la realizzazione di opere in assenza di permesso di costruire legittima la sanzione demolitoria.

Massime di principio

  • La controversia relativa a un'ordinanza comunale che impone la chiusura o la rimozione di un pozzo artesiano, in quanto opera idraulica incidente sul regime delle acque pubbliche, rientra nella giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche e non in quella del giudice amministrativo ordinario.
  • Ai fini della qualificazione di un manufatto come precario, rilevano la funzione e la durata dell'utilizzazione cui è destinato, non le sole modalità costruttive o l'assenza di ancoraggio al suolo.
  • Manufatti destinati a un'utilizzazione prolungata nel tempo, anche se realizzati con materiali leggeri o prefabbricati, determinano una trasformazione non temporanea dell'assetto del territorio e richiedono il permesso di costruire.
  • Il richiamo all'art. 31 del d.P.R. 380/2001 può essere sufficiente a individuare la disciplina urbanistico-edilizia applicata nell'ordinanza di demolizione, anche senza una più ampia indicazione normativa, quando la fattispecie e le opere contestate risultino individuabili.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniGiurisdizione e riparto
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiRiparto di giurisdizionePrincipio di legalità e tipicitàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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