Cassazione Penale, Sentenza n. 34840/2023 del 11/08/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale della libertà che aveva rigettato il riesame del decreto di sequestro preventivo del GIP (17/06/2022). Il sequestro mirava alla confisca di somme pari all'imposta evasa (e, in caso di incapienza, al profitto imputabile al ricorrente). Il motivo dedotto era l'inosservanza degli artt. 125, comma 3; 309, comma 9; e 324, comma 7, c.p.p., per difetto assoluto di motivazione circa il "periculum in mora" nel decreto di sequestro, ossia l'omessa spiegazione delle ragioni per cui non si poteva attendere la decisione definitiva prima di apporre il vincolo ablativo
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso infondato. Ha richiamato il principio delle Sezioni Unite (n. 36959/2021, Ellade) secondo cui il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una concisa motivazione anche sul "periculum in mora", rapportata alle ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo. La Corte ha però precisato che il Tribunale del riesame può emendare errori di diritto del GIP integrando la motivazione quando questa esiste ma è giuridicamente erronea; non può invece supplire quando la motivazione è del tutto assente in senso grafico. Nel caso concreto il Tribunale del riesame ha ritenuto integrata la motivazione sul periculum e ha dunque legittimamente confermato il rigetto del riesame. Conseguenza: mantenuto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca sulle somme indicate (o, in caso di incapienza, sui beni del ricorrente per valore equivalente)
Norme richiamate
art. 321 c.p.p.
Stabilisce la facoltà del giudice di disporre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Corte interpreta tale norma come imponente l'obbligo di motivare anche il periculum in mora quando si anticipa l'effetto ablativo della confisca
art. 321 c.p.p.
Nuova formulazione che accentua la natura discrezionale del sequestro a fini di confisca per alcuni reati; la Corte ricorda che la discrezionalità richiede comunque adeguata motivazione
art. 240 c.p.
comma 2 (beni la cui fabbricazione, uso, porto, detenzione o alienazione costituisca reato)
Per i beni tipicamente illeciti l'appartenenza al novero dei beni confiscabili può essere sufficiente a motivare il sequestro, perché manca il presupposto della sentenza di condanna
art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000
Prevede la confisca obbligatoria (o per equivalente) per reati fiscali; la Corte afferma che la natura obbligatoria della confisca non esonera il giudice che dispone il sequestro dall'onere di motivare il periculum
art. 309 c.p.p.
Impone l'onere motivazionale del provvedimento che dispone una misura cautelare; la Corte distingue tra mancanza grafica della motivazione (integrazione possibile) e motivazione presente ma giuridicamente errata (anch'essa emendabile dal riesame nei limiti indicati)
art. 324 c.p.p.
Disciplina il riesame delle misure cautelari reali; richiede che il provvedimento genetico contenga motivazione utile al controllo del tribunale del riesame
art. 4 d.lgs. n. 74/2000
Norma che incrimina la dichiarazione infedele; nel caso costituisce il reato dedotto a fondamento del sequestro per equivalente
Costituzione italiana
Richiamato per il principio della presunzione di non colpevolezza quale parametro di bilanciamento, che impone adeguata motivazione per misure ablative premature
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo
art. 6 e Protocollo 1, art. 1
Richiami per il rispetto del giusto processo e della tutela della proprietà, utilizzati per sostenere la necessità di motivazione e proporzionalità nelle misure cautelari reali
Regolamento (UE) 2018/1805 e Direttiva 2014/42/UE
Richiamati per supportare il principio di proporzionalità e le garanzie richieste nella materia del congelamento e confisca dei proventi da reato
Massime di principio
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede sempre una motivazione anche sul "periculum in mora": il giudice deve spiegare perché non è possibile attendere la decisione di merito senza vanificare l'effetto della confisca
- Eccezione: per i beni la cui mera detenzione/uso costituisce reato (art. 240 c.p., beni oggettivamente criminosi) è sufficiente motivare la confiscabilità; in tali casi l'appartenenza al novero dei beni illeciti giustifica il vincolo
- La natura obbligatoria della confisca (es. nei reati fiscali) non automatizza il sequestro preventivo: il giudice che dispone il sequestro continua ad avere discrezionalità e l'onere di motivazione sul periculum
- Il tribunale del riesame può integrare vizi meramente formali o correggere errori di diritto nella motivazione del provvedimento del GIP quando una motivazione esiste; non può invece supplire quando la motivazione è del tutto assente in senso grafico e sostanziale
- Nelle ipotesi di sequestro per equivalente (prezzo/profitto del reato) il periculum in mora deve essere adeguatamente valutato e motivato, perché la confisca dipenderà dall'accertamento di responsabilità nel merito
- Principi costituzionali e convenzionali (presunzione di non colpevolezza, diritto di proprietà, proporzionalità) impongono che la misura cautelare reale non sia adottata in modo automatico e sia strettamente proporzionata e adeguatamente motivata
- In pratica, per ottenere o sostenere un sequestro a fini di confisca il PM/GIP dovrebbe indicare elementi concreti di rischio di dispersione, alterazione, occultamento o alienazione dei beni o altre ragioni che rendono impraticabile attendere la pronuncia di merito
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