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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19080/2026 del 26/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la condanna per guida in stato di ebbrezza (art. 186 c.2 lett. c) e c.2-bis Cod. Str.). Tre i motivi principali: 1) nullità e inutilizzabilità del prelievo ematico perché eseguito senza aver avvertito l'imputato della facoltà di farsi assistere da un difensore e senza consenso, essendo l'esame richiesto dalla polizia giudiziaria e non a fini terapeutici; 2) erronea esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen., in quanto la Corte territoriale non avrebbe adeguatamente motivato la gravità concreta della condotta; 3) illegittimità dell'obbligo di revoca automatica della patente previsto dall'art. 186, comma 2-bis Codice della strada, per violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza e richiesta, in subordine, di sollevare questione di legittimità costituzionale della norma.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto non viziati gli accertamenti ematochimici poiché il ricovero e la documentazione clinica dimostravano che l'imputato era in uno stato di agitazione e disorientamento (ove non era in grado di firmare né di comprendere la richiesta di prelievo), sicché non potevano essere richiesti consenso o avviso di difensore e l'esame era urgente e indifferibile. Il secondo motivo è stato giudicato aspecifico e reiterativo: la Corte d'appello aveva valutato la concreta pericolosità della condotta (elevato tasso alcolemico, gravi lesioni con subamputazione del piede sinistro, pericolo per altri utenti) escludendo la particolare tenuità; tale valutazione rientra nel sindacato di merito e non è censurabile in cassazione salvo manifesta illogicità, non provata. Il terzo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: la revoca automatica della patente prevista dall'art. 186 c.2-bis è conforme al sistema e alla giurisprudenza costituzionale che ha già valutato e ritenuto compatibile il meccanismo sanzionatorio; la questione di legittimità costituzionale era già stata giudicata infondata. Il ricorrente è stato inoltre condannato alle spese del procedimento e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 186 Codice della strada

    prevede le sanzioni per la guida in stato di ebbrezza; comma 2, lett. c) e comma 2-bis disciplinano l'ipotesi con tasso alcolemico elevato e la revoca della patente

    La revoca prevista dal comma 2-bis è obbligatoria quando il conducente con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l abbia provocato un incidente; la norma ha carattere oggettivo e risponde a finalità di prevenzione data la elevata pericolosità della condotta

  • art. 131-bis Codice penale

    disciplina la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto

    L'applicabilità della particolare tenuità richiede una valutazione concreta e motivata della offensività della condotta; gravi lesioni e elevato tasso alcolemico possono escluderla

  • art. 606, comma 1, cod. proc. pen.

    disciplina i motivi di ricorso per cassazione

    Il ricorso deve confrontarsi puntualmente con la motivazione di merito; argomentazioni generiche o reiterative sono aspecifiche e possono determinare l'inammissibilità

  • art. 611, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    prevede il trattamento cartolare del ricorso

    Il ricorso è stato trattato in forma cartolare secondo questa disposizione

  • artt. 114 disp. att., 356 c.1, 178 lett. b) e 191 cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate in relazione alla utilizzabilità degli atti e delle prove e al diritto di difesa; la Corte ha ritenuto le misure procedurali rispettate o giustificate dall'incapacità dell'imputato

  • art. 222 Codice della strada

    disciplinava sanzioni amministrative accessorie; oggetto di pronunce costituzionali precedenti

    Distinto e autonomo rispetto all'art. 186; le modifiche e pronunce costituzionali su art. 222 non hanno inciso sulla legittimità dell'art. 186 c.2-bis

  • art. 616 cod. proc. pen.

    prevede la condanna alle spese e la misura della somma da versare alla Cassa delle ammende

    Sulla base di questa norma la Corte ha disposto la condanna del ricorrente alle spese e al pagamento di euro 3.000 per la Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Un prelievo ematico eseguito senza consenso e senza avviso di difensore può essere considerato utilizzabile se emerge che l'interessato era incapace di comprendere o di prestare consenso (stato di agitazione, confusione, grave lesione) e l'esame era urgente e indifferibile per ragioni di tempo
  • Per ottenere l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis è necessario fornire una motivazione concreta e puntuale sulla scarsa offensività del fatto; la presenza di un elevato tasso alcolemico, lesioni gravi o pericolo per terzi sono elementi che di norma escludono la tenuità
  • La previsione di revoca automatica della patente ai sensi dell'art. 186 c.2-bis, in presenza delle condizioni previste (tasso >1,5 g/l e incidente), è considerata compatibile con il sistema costituzionale e di prevenzione; i tentativi di dedurne automatismi contrari ai principi di proporzionalità hanno scarse possibilità di successo alla luce della giurisprudenza consolidata
  • In cassazione non è sufficiente ripetere genericamente censure già svolte in grado di merito: il ricorso deve confrontarsi specificamente con i passaggi decisivi della motivazione per evitare l'inammissibilità per aspecificità o reiterazione
  • La separazione tra sanzione penale e sanzione amministrativa accessoria non esclude l'applicazione di garanzie, ma non determina una totale parificazione delle discipline; le valutazioni legislative su limiti e automatismi sanzionatori sono soggette a sindacato solo se manifestamente irragionevoli

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