Sentenza n. 616/2026 - Catania, Sezione 2
avverso il silenzio delle Amministrazioni intimate sulle istanze in data 22 e 28 maggio 2024 con era stata sollecitata la riqualificazione delle aree di proprietà dei ricorrenti, rimaste prive di disciplina a seguito dell’annullamento giurisdizionale della precedente destinazione impressa dal Piano Regolatore Generale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento sulle istanze di riqualificazione urbanistica di aree rimaste prive di disciplina a seguito dell’annullamento della precedente destinazione urbanistica
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti, proprietari di terreni derivanti dalla particella 223 del foglio di mappa 53, hanno proposto ricorso avverso il silenzio serbato dal Comune di Paternò e dall’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente sulle istanze del 22 e 28 maggio 2024, con le quali avevano sollecitato la riqualificazione urbanistica delle aree, divenute prive di disciplina in conseguenza dell’annullamento giurisdizionale della precedente destinazione impressa dal piano regolatore generale. Il Comune aveva comunicato l’avvio del procedimento il 17 luglio 2024 e aveva successivamente completato l’istruttoria, predisponendo una proposta di delibera, ma non aveva adottato formalmente la variante urbanistica né concluso il procedimento. L’Assessorato regionale ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva, sostenendo implicitamente di non essere tenuto a provvedere; i ricorrenti hanno contestato tale eccezione, richiamando la natura complessa della normazione urbanistica e i poteri sostitutivi regionali.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo accertato che il Comune non aveva concluso il procedimento di riqualificazione urbanistica nonostante l’avvio formale e il completamento dell’istruttoria. Ha respinto l’eccezione di difetto di legittimazione passiva dell’Assessorato regionale, considerando rilevanti i poteri sostitutivi previsti dall’art. 48, comma 1, della legge regionale n. 19/2020 e il fatto che le istanze erano state indirizzate anche all’Assessorato. Ha ordinato a entrambe le amministrazioni di provvedere, ciascuna secondo le proprie competenze, entro sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza. In caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il dirigente tecnico del Comune di Siracusa, autorizzandolo a delegare altro funzionario dotato della necessaria professionalità, con un ulteriore termine di sessanta giorni. Le amministrazioni intimate sono state condannate, in solido fra loro ma ciascuna per la metà, alla rifusione delle spese di lite, liquidate in complessivi euro 1.810,00 oltre accessori se dovuti.
Norme richiamate
art. 48, comma 1, legge regionale n. 19/2020
La disposizione attribuisce poteri sostitutivi regionali rilevanti ai fini della legittimazione passiva dell’Assessorato nel giudizio avverso il silenzio relativo alla riqualificazione urbanistica.
Massime di principio
- Quando un’area rimane priva di disciplina urbanistica a seguito dell’annullamento giurisdizionale della precedente destinazione, l’amministrazione competente è tenuta a concludere il procedimento di riqualificazione avviato su istanza degli interessati; il completamento dell’istruttoria non equivale all’adozione dell’atto conclusivo.
- Nel giudizio avverso il silenzio, il giudice può ordinare alle amministrazioni coinvolte di provvedere secondo le rispettive competenze entro un termine determinato, anche quando il procedimento urbanistico richiede il concorso di più amministrazioni.
- L’amministrazione regionale dotata di poteri sostitutivi può essere legittimata passivamente nel giudizio contro il silenzio relativo a un procedimento di normazione urbanistica, quando l’istanza sia stata indirizzata anche a essa e la disciplina regionale le attribuisca poteri di intervento sostitutivo.
- In caso di persistente inerzia successiva all’ordine giudiziale di provvedere, il giudice amministrativo può nominare un commissario ad acta, fissando un ulteriore termine per l’adozione degli atti necessari.
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