Cassazione Penale, Sentenza n. 2561/2023 del 20/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto negativo di competenza per un procedimento a carico di Ezio Vittalini e Roberto Malambrini, imputati per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio. Il punto controverso era il luogo di consumazione del delitto di riciclaggio: il Tribunale di Padova sosteneva che la riconsegna del denaro al cliente a Padova non fosse elemento determinante perché l'effetto dissimulatorio si era già realizzato nel passaggio transfrontaliero delle somme (movimentazione attraverso valichi nel circondario di Como), per cui la competenza territoriale spettava al Tribunale di Como; il GUP di Como in precedenza aveva ritenuto invece competente Padova.
La decisione
La Corte ha dichiarato la competenza territoriale del Tribunale di Como (GUP Como). Ha argomentato che il reato di riciclaggio si consuma con il conseguimento dell'effetto dissimulatorio (operazioni di sostituzione, trasferimento o altre manovre idonee a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa) e non con la mera restituzione del denaro al cliente. Pertanto il semplice trasporto materiale del denaro in altro luogo non integra di per sé la "movimentazione" tipica del reato; il luogo rilevante è l'ultimo punto in Italia in cui si è realizzata una fase idonea a far venir meno l'identificabilità della provenienza illecita (nel caso, l'ingresso/trasferimento attraverso valichi nel circondario di Como). La Corte ha richiamato la propria giurisprudenza sul tema e ha confermato l'orientamento che identifica il momento consumativo nel conseguimento dell'effetto dissimulatorio.
Norme richiamate
art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)
Il reato si consuma con la realizzazione dell'effetto dissimulatorio risultante dalle condotte tipiche (sostituzione, trasferimento o altre operazioni volte ad ostacolare l'identificazione della provenienza illecita). Non è necessario che il bene "ripulito" venga restituito al soggetto che lo aveva movimentato.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (richiamata: Sez. 1, n. 32491/2015 e altre pronunce)
La Corte ha interpretato il concetto di "trasferimento" in senso giuridico/dissimulativo includendo le operazioni bancarie e di trasformazione che rendono il denaro non riconducibile all'origine illecita; ha escluso rilevanza penale del mero trasporto fisico quando l'effetto dissimulatorio si è già realizzato.
Massime di principio
- Nel riciclaggio transfrontaliero la competenza territoriale in Italia va individuata nel luogo in cui si è realizzato l'effetto dissimulatorio (cioè l'operazione che ha ostacolato l'identificazione della provenienza illecita), non nel luogo della successiva riconsegna al cliente.
- Il mero trasporto materiale del denaro tra luoghi diversi (anche l'ultimo luogo italiano prima dell'estero) non costituisce di per sé la "movimentazione" tipica del reato, se non ha contribuito a produrre l'effetto dissimulatorio.
- Se le operazioni di sostituzione/trasferimento/monetizzazione sono avvenute in istituti bancari o valichi specifici, la competenza spetta al giudice del luogo in cui tali operazioni hanno avuto efficacia dissimulatoria (ad es. luogo di ingresso in Italia se qui si perde l'identificabilità).
- Quando è contestata anche l'associazione per delinquere, la competenza si determina con riferimento al delitto più grave (qui: riciclaggio) che determina il foro competente.
- Per casi simili è fondamentale acquisire e documentare dove sono state svolte le operazioni dissimulatorie (banche, punti di ingresso/uscita, trasferimenti tra conti) perché ciò orienta la determinazione del luogo di consumazione e, quindi, della competenza territoriale.
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