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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24250/2022 del 23/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente denunciava: 1) nullità della citazione a giudizio per notificazione eseguita presso il difensore d'ufficio presso il cui studio aveva eletto domicilio, senza che fosse accertata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale e la conoscenza del processo da parte dell'imputato; 2) vizio di motivazione e violazione di legge nella valutazione delle circostanze attenuanti e del riconoscimento della recidiva (artt. 133, 62-bis, 99 c.p.), tenendo conto delle precarie condizioni di vita dell'imputato.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso per il primo motivo, ritenendo che l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non sia di per sé sufficiente a comprovare la conoscenza del processo da parte dell'imputato; perciò ha rilevato la nullità della notificazione e della dichiarazione di assenza, ha assorbito l'esame del secondo motivo e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e la sentenza di primo grado, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di Bologna per il proseguimento del procedimento.

Norme richiamate

  • Codice penale

    artt. 81, secondo comma; 337; 651

    Norme relative ai reati per i quali l'imputato era stato condannato in primo grado; citate come capo d'imputazione ma non oggetto della decisione di cassazione sul profilo procedurale

  • Codice penale

    Norme concernenti le circostanze attenuanti e la recidiva, richiamate nel secondo motivo per criticare la valutazione della Corte territoriale; il loro esame è stato assorbito dalla decisione per la nullità procedurale accertata

  • Codice di procedura penale

    Art. 179 su nullità della notificazione e art. 180 sui limiti di rilevabilità: la Corte interpreta che la notificazione al difensore domiciliatario, se non idonea a dimostrare la conoscenza del processo, determina una nullità assoluta rilevabile in ogni stato e grado

  • Decreto-legge n.137/2020, convertito

    art. 23, commi 8 e 9; successivamente prorogato da atti normativi

    Norme che hanno consentito lo svolgimento del procedimento in camera di consiglio con modalità adottate durante il periodo emergenziale; richiamate per la tenuta dell'udienza di trattazione

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sezioni Unite)

    Sez. U. n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail); Sez. U. n. 119 del 27/10/2004 (errone)

    Principi consolidati secondo cui l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente per dichiarare che l'imputato fosse a conoscenza del processo; occorre verificare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o elementi idonei a dimostrare la conoscenza o la volontaria sottrazione

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio non prova di per sé la conoscenza del processo da parte dell'imputato: il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o altri elementi che rendano certa la conoscenza dell'atto
  • Se la notificazione della citazione a giudizio è formalmente eseguita presso il difensore domiciliatario ma non consente di ritenere che l'imputato abbia effettivamente avuto conoscenza dell'atto, la nullità è assoluta e può essere fatta valere in qualsiasi stato e grado del procedimento
  • La dichiarazione di assenza dell'imputato si fonda sulla regolarità e sulla idoneità della notificazione: difetti in tale procedimento inficiano l'intero giudizio in assenza
  • Questioni sostanziali (es. valutazione delle attenuanti o della recidiva) possono rimanere inesaminate o assorbite se prevale un vizio processuale di tale rilevanza da determinare l'annullamento del giudizio
  • In situazioni analoghe difensori e giudici dovrebbero documentare e verificare scambi, atti compiuti dall'imputato e rapporti professionali per evitare contestazioni di inesistenza della conoscenza del procedimento

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