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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14731/2022 del 10/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (convivente)

La controversia

Una ex convivente agiva per ottenere la restituzione di euro 18.500 versati, tramite sette bonifici tra il 2007 e il 2008, per l'acquisto dell'arredamento della casa comune, sostenendo che la relazione era cessata e che i versamenti erano rimasti privi di giustificazione. Il convenuto eccepiva l'incompetenza territoriale del Tribunale adito, invocando il foro del luogo in cui si trovavano i beni mobili, e proponeva in via riconvenzionale lo scioglimento della comunione sui mobili acquistati. Il Tribunale respingeva l'eccezione e accoglieva la domanda di restituzione; la Corte d'appello confermava, rilevando che il primo giudice aveva in realtà accolto la domanda quale azione di arricchimento senza causa e che l'appellante non aveva censurato specificamente tale ratio decidendi. Con il ricorso per cassazione il soccombente deduceva: 1) violazione delle regole sulla competenza territoriale, assumendo competente il giudice del luogo di ubicazione dei mobili; 2) e 3) violazione dell'art. 342 c.p.c. e vizi motivazionali, sostenendo che l'appello aveva in realtà contestato la qualificazione della domanda come indebito e aveva dedotto la comunione dei beni acquistati, con omessa considerazione di documenti e circostanze decisive.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile/sostanzialmente infondato il primo motivo perché non si confrontava con la ratio decidendi della sentenza d'appello: la Corte territoriale aveva correttamente affermato che, nella verifica della competenza, conta la domanda come proposta e non le contestazioni del convenuto, e che l'eccezione di incompetenza deve investire tutti i criteri concorrenti di foro. Ha rigettato anche il secondo e il terzo motivo perché non colpivano la ratio decisiva individuata dalla Corte d'appello, ossia che il Tribunale aveva accolto la domanda ex art. 2041 c.c. e che l'appellante non aveva censurato in modo specifico tale passaggio; inoltre il ricorso non era autosufficiente, non riproducendo integralmente l'atto di appello. Il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    Il vizio motivazionale e l'error in procedendo possono essere dedotti, ma il motivo deve comunque essere specifico e colpire la ratio decidendi della sentenza impugnata.

  • art. 342 c.p.c.

    L'appello deve contenere censure specifiche e correlate alla decisione di primo grado; il motivo generico o non attinente alla ratio è inammissibile.

  • art. 366 c.p.c.

    Nel ricorso per cassazione sono necessari specificità e autosufficienza, con riproduzione degli atti e dei passaggi rilevanti per consentire il controllo della Corte.

  • art. 38 c.p.c.

    In tema di competenza territoriale il convenuto deve contestare il giudice adito con riferimento a tutti i criteri concorrenti, salvo che l'attore abbia indicato un unico foro.

  • art. 20 c.p.c.

    Ai fini della competenza nelle cause relative a diritti di obbligazione rilevano i fori previsti dalla norma, tra cui il forum destinatae solutionis.

  • art. 23 c.p.c.

    La norma è stata invocata dal ricorrente, ma la Corte ha rilevato che la verifica della competenza va fatta sulla base della domanda e dei criteri concorrenti, non della sola qualificazione alternativa sostenuta dal convenuto.

  • art. 18 c.p.c.

    Richiamato come uno dei criteri concorrenti di competenza territoriale che il convenuto deve contestare.

  • art. 19 c.p.c.

    Richiamato come uno dei criteri concorrenti di competenza territoriale che il convenuto deve contestare.

  • art. 2041 c.c.

    Il Tribunale aveva qualificato la pretesa come azione di arricchimento senza giusta causa; la Cassazione ha ritenuto che tale ratio non fosse stata specificamente censurata.

  • art. 13 d.p.r. n. 115/2002

    1° co. quater; 1° co. bis

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • artt. 1100 e ss. c.c.

    Richiamati dal ricorrente per sostenere la tesi della comunione dei beni mobili acquistati per l'arredo della casa comune, ma senza esito utile in cassazione.

Massime di principio

  • Nella verifica della competenza territoriale, il giudice deve avere riguardo alle allegazioni contenute nella domanda attrice e non alle contestazioni difensive del convenuto; la qualificazione giuridica del fatto è rimessa all'attore, salvo ambiguità non risolvibili.
  • L'eccezione di incompetenza territoriale nelle controversie su diritti di obbligazione deve investire tutti i fori concorrenti astrattamente applicabili, poiché non è sufficiente indicare un solo foro alternativo se la domanda è compatibile con più criteri di collegamento.
  • In appello e in cassazione la censura deve essere specificamente correlata alla ratio decidendi della sentenza impugnata: il motivo è inidoneo se colpisce una qualificazione giuridica solo marginale e non la reale base logico-giuridica della decisione.
  • Nel ricorso per cassazione opera il principio di autosufficienza: quando si contesta una declaratoria di inammissibilità per difetto di specificità dell'appello, occorre riportare in modo completo i passaggi rilevanti dell'atto di gravame, non meri stralci parziali.
  • Se il giudice di merito ha deciso la controversia su una determinata qualificazione sostanziale della domanda, il ricorrente deve impugnare puntualmente quella qualificazione; la mancata censura della ratio comporta il rigetto del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaImpugnazioni
RamiProcesso civileObbligazioniContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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