Cassazione Penale, Sentenza n. 06833/2026 del 19/02/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 05/09/2025 che aveva confermato il decreto di sequestro emesso dal GIP l'11/07/2025. I ricorrenti, con tre motivi, deducono: (1) violazione di legge per mantenimento della misura cautelare su soggetti che non avrebbero conseguito alcun profitto personale dal reato e per inesatta individuazione e quantificazione del profitto (richiamando la giurisprudenza di Sez. U); (2) errata trasformazione o equiparazione del sequestro diretto a sequestro per equivalente, con superamento dei limiti del riesame e dell'ambito del decreto; (3) illegittima ripartizione pro quota del profitto tra i correi nonostante gli atti indaginori indicassero il solo Molineris come percettore del profitto. Inoltre i ricorrenti sollevavano profili costituzionali e CEDU relativi alla proporzionalità e al diritto di proprietà.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso. Ha ritenuto la motivazione del GIP e del Tribunale del riesame non meramente apparente ma coerente e adeguata: il Tribunale ha correttamente valutato il fumus commissi delicti e, alla luce degli accertamenti della Guardia di Finanza e della fase istruttoria, ha legittimamente applicato la massima di esperienza (e la regola di chiusura della ripartizione) quando non era possibile quantificare la quota di profitto di ciascun concorrente. Sul piano della natura della misura, la Corte conferma che la distinzione fra confisca diretta e confisca per equivalente dipende dalla prova del nesso di derivazione causale; la confisca per equivalente (e il sequestro finalizzato ad essa) è legittima quando la prova diretta manca o è incompleta. La Corte inoltre esclude la possibilità di sindacare in cassazione valutazioni fattuali e di merito sufficientemente motivate, e dichiara non consentito in questa sede assumere a fondamento i profili di illegittimità costituzionale o convenzionale non previamente dedotti come motivi di cassazione. Di conseguenza l'ordinanza del Tribunale è confermata e il sequestro mantenuto.
Norme richiamate
art. 321 cod. proc. pen.
Norma richiamata come base per il sequestro preventivo/impeditivo e per la disciplina del sequestro finalizzato alla confisca; il giudice deve motivare il presupposto indiziario del fumus e la sussistenza delle esigenze cautelari
art. 322-ter cod. pen.
Richiamato in relazione alla disciplina della confisca del profitto/ del prezzo del reato e al principio che la confisca è dovuta salvo che il profitto appartenga a persona estranea
art. 640-quinquies / art. 640-quater cod. pen.
Art. 640-quater richiamato quale disposizione che prevede la confisca del profitto del reato e rinvia a regole sulla confisca diretta o per equivalente; la Corte conferma la legittimità della confisca per equivalente quando manca la prova diretta del nesso causale
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Definisce il limite del controllo in Cassazione contro ordinanze su sequestro: ricorso ammesso solo per violazione di legge o per vizi della motivazione così gravi da rendere incomprensibile il percorso logico-argomentativo
art. 606 cod. proc. pen.
Regola i motivi di impugnazione in Cassazione; la Corte ricorda che profili costituzionali o CEDU non rientrano tra i motivi previsti e, se del caso, dovrebbero essere proposti con diversa procedura (questione di legittimità)
art. 42 Cost.
Richiamato nei profili relativi alla proporzionalità dell'ablazione patrimoniale; la Corte segnala che tali censure non erano sindacabili nel presente motivo di cassazione
1° Protocollo CEDU, articolo 1
Richiamato dai ricorrenti per la tutela del diritto di proprietà; la Corte osserva che la questione convenzionale non è idonea come motivo autonomo di cassazione ex art. 606
Sez. U, n. 13783 del 26/09/2024 (Massini)
Giurisprudenza di riferimento: afferma che la qualificazione dell'ablazione non deriva solo dalla natura del bene ma dalla prova del nesso di derivazione; vieta automatismi di solidarietà fra correi e individua gli 'indici di verifica' e la possibilitá di applicare, in mancanza di quantificazione, la regola di ripartizione paritaria solo se non è possibile determinare le quote in concreto
Sez. U, n. 10561 del 30/01/2014 (Gubert)
Giurisprudenza citata per il principio che non è richiesta una ricerca preventiva generalizzata dei beni prima di disporre la confisca per equivalente, quando sussista il pericolo di dispersione
Massime di principio
- In sede di riesame il Tribunale deve valutare tutti gli aspetti devoluti ma non può decidere su questioni non oggetto del riesame: il sindacato in Cassazione è limitato a vizi di legge e a gravi carenze motivazionali.
- La distinzione tra confisca diretta e confisca per equivalente dipende dalla prova del nesso di derivazione del bene dal reato: se manca la prova diretta, è legittimo procedere a sequestro/confisca per equivalente.
- Quando non è possibile, nella fase delle indagini, quantificare la quota di profitto spettante a ciascun concorrente, il giudice può applicare la regola di chiusura (ripartizione pro quota) purché la scelta sia motivata sulla base di indici di esperienza e degli elementi probatori disponibili.
- Le censure di violazione costituzionale o convenzionale non rientrano ordinariamente fra i motivi di cassazione ex art. 606 c.p.p. e, se rilevanti, devono essere sollevate con la procedura idonea (es. questione di legittimità costituzionale).
- Il giudice può ordinare il sequestro per equivalente anche senza una preventiva, esaustiva individuazione di tutti i beni profitto, quando sussista un pericolo concreto di dispersione e la misura sia proporzionata e motivata.
- In Cassazione non è consentito riformare la valutazione di merito fondata su motivazione non apparente: rilievi che si riducano a una diversa interpretazione degli elementi probatori non sono sindacabili come violazione di legge.
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