Cassazione Penale, Sentenza n. 14564/2023 del 05/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 01/08/2022 del Tribunale del Riesame di Asti che aveva confermato il sequestro preventivo del veicolo Fiat 500 (targa FN344CA). La difesa deduce tre censure: 1) il veicolo era già stato sottoposto a sequestro probatorio in altro procedimento (contro Emanuele Medis Shiary Lefleur) poi revocato senza restituzione, per cui il nuovo sequestro sarebbe ingiustificato; 2) i fatti contestati alla Mansueto sarebbero al massimo illecito amministrativo ai sensi dell'art. 94-bis Cod. Strada e non il delitto di falso ideologico (artt. 48 e 479 c.p.), mancando prove dell'intento di indurre in errore il pubblico ufficiale; 3) incompetenza territoriale del G.I.P. di Asti perché il fatto sarebbe stato consumato presso il P.R.A. di Cuneo, essendo lì stata inoltrata la richiesta di trascrizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le doglianze manifestamente infondate e meramente ripetitive, priva di critica concreta al percorso motivazionale del Tribunale del Riesame, che aveva adeguatamente motivato la sussistenza del fumus e del periculum per il sequestro preventivo. La Corte ha confermato il principio giurisprudenziale secondo cui la dichiarazione di essere proprietario al P.R.A. per ottenere l'immatricolazione di veicoli in realtà nella disponibilità di altri può integrare il reato di falso ideologico in atto pubblico (e non solo l'illecito amministrativo). Quanto al periculum, il Tribunale del Riesame aveva evidenziato il rischio di dispersione del bene (alienazione) e l'uso del veicolo per ulteriori delitti. Sulla competenza territoriale la Corte ha ritenuto corretta la motivazione del Tribunale del Riesame: in assenza di elementi per individuare il luogo di consumazione del reato più grave, si applicano criteri per reati connessi che non consentono di ricorrere alle regole suppletive dell'art. 9 c.p.p., ma impongono di individuare il luogo di consumazione del reato più grave fra quelli residui. Infine la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
artt. 48 e 479 cod. pen.
La Corte aderisce all'orientamento secondo cui chi dichiara falsamente la proprietà al P.R.A. inducendo il pubblico ufficiale in errore può integrare il reato di falso ideologico in atto pubblico (art. 479), configurando il fumus del reato più che un mero illecito amministrativo.
art. 94-bis Codice della Strada
Rilevata la distinzione tra illecito amministrativo previsto dall'art. 94-bis e il reato di falso ideologico: nel caso concreto la condotta è stata ritenuta idonea a integrare il reato penale quando sia finalizzata a simulare trasferimenti di proprietà e a creare intestazioni fittizie.
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamato con riferimento ai presupposti del sequestro preventivo (fumus e periculum): la Corte conferma che il Tribunale del Riesame ha valutato correttamente gli indizi e il rischio di dispersione e uso per ulteriori delitti.
art. 321 cod. proc. pen.
Norma richiamata nel quadro delle garanzie procedurali connesse alle misure cautelari; la Corte ha ritenuto che il giudizio di gravità indiziaria e pericolo sia stato compiuto nei limiti richiesti.
artt. 8 e 16 cod. proc. pen.
Citate in rapporto alla competenza territoriale: la Corte condivide l'approccio del Tribunale del Riesame che, in mancanza di elementi per localizzare il luogo di consumazione del reato più grave, ha ritenuto corretta la valutazione sulla competenza.
art. 9 cod. proc. pen.
Richiamato come norma non applicabile meccanicamente nei casi di reati connessi quando non sia individuabile il luogo di consumazione del reato più grave; occorre ricorrere ai criteri specifici per reati connessi e al luogo del reato residuo più grave individuabile.
art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.
Norma procedurale che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (tra cui l'erronea interpretazione di legge); la Corte ha ritenuto che i motivi proposti fossero meramente replicativi e privi di una critica puntuale alla motivazione impugnata, risultando quindi inammissibili.
Massime di principio
- La dichiarazione di proprietà resa al P.R.A. che abbia lo scopo di ottenere immatricolazioni o trascrizioni fittizie può integrare il reato di falso ideologico in atto pubblico e non è necessariamente qualificabile come mera violazione amministrativa (art. 94-bis C.d.S.) se emergono indizi di simulazione e intento fraudolento.
- Per disporre il sequestro preventivo di un bene la valutazione giudiziale deve considerare sia il fumus (concreti indizi di reato) sia il periculum (rischio di dispersione o di uso per ulteriori reati); elementi documentali che mostrino pattern di intestazioni fittizie e precedenti alienazioni sono rilevanti a sostegno della misura.
- Nelle impugnazioni in Cassazione è necessario formulare censure specifiche e motivatamente critiche rispetto al percorso logico-giuridico del provvedimento impugnato; motivi meramente ripetitivi o ricostruttivi dei fatti senza critica puntuale alla motivazione portano all'inammissibilità.
- Quando, in ipotesi di reati connessi, non è possibile individuare il luogo di consumazione del reato più grave, la determinazione della competenza territoriale deve seguire i criteri previsti dalla giurisprudenza per i reati connessi (non si applicano automaticamente le regole suppletive dell'art. 9 c.p.p.).
- La mera circostanza di un precedente sequestro probatorio revocato non esclude automaticamente un successivo sequestro preventivo: occorre dimostrare concretamente la mancanza dei presupposti (fumus e periculum) altrimenti il nuovo provvedimento può essere ritenuto legittimo.
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