Sentenza n. 9736/2026 - Roma, Sezione 5T
per l'annullamento - dell’avviso pubblico, pubblicato in data 14.02.2025, avente ad oggetto “l’affidamento di n. 31 concessioni di beni demaniali marittimi del Litorale di Roma Capitale per finalità turistiche e ricreative”; nonché di tutti gli atti, anche allegati all’avviso della procedura indetta da Roma Capitale, ivi incluse le schede tecniche descrittive di ciascun bene demaniale, lo schema per la domanda di partecipazione e modello di dichiarazione, lo schema per il modello di offerta economica, lo schema di concessione; - della determinazione dirigenziale n. QC/462/2025 del 14/02/2025, prot. QC/2025/14486 della direzione del dipartimento valorizzazione patrimonio e politiche abitative direzione rigenerazione litorale e grandi progetti di indizione dell’avviso pubblico per l’affidamento di n. 31 concessioni demaniali marittimi del litorale di Roma Capitale per finalità turistiche e ricreative per una durata pari a n. 1 (una) annualità (per gli esercizi di ristorazione) o stagione balneare (per le altre tipologie), con facoltà di riassegnare la concessione demaniale al medesimo operatore economico a condizioni tecniche ed economiche non peggiorative di quelle pattuite all’esito della procedura e per una durata massima di ulteriori n. 2 (due) annualità (per gli esercizi di ristorazione) o stagioni balneari (per le altre tipologie); - della deliberazione della Giunta Capitolina del 26 aprile 2024, n. 136 avente ad oggetto “indirizzi e criteri generali per la valorizzazione economica, sociale e paesaggistico-ambientale del Litorale di Roma”; - della deliberazione della Giunta Capitolina dell’11 febbraio 2025, n. 44, avente ad oggetto “indirizzi e criteri generali per la valorizzazione economica, sociale e paesaggistico-ambientale del Litorale di Roma. Integrazione alla deliberazione di Giunta Capitolina n. 136/2024”; - nonché di ogni altro atto connesso, conseguente e presupposto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione della ricorrente. Non è stata esaminata la legittimità degli atti impugnati né sono stati scrutinati i motivi di ricorso. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della novità delle questioni sottese alla controversia.
Atto impugnato: avviso pubblico e relativi atti per l’affidamento di 31 concessioni di beni demaniali marittimi del litorale di Roma Capitale, nonché gli atti di indirizzo presupposti
Esito
Favorevole al resistente (ente concedente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa ricorrente ha impugnato l’avviso pubblico del 14 febbraio 2025 e gli atti connessi, presupposti e conseguenti, relativi all’affidamento, per una o più annualità o stagioni balneari, di 31 concessioni di beni demaniali marittimi del litorale di Roma Capitale per finalità turistiche e ricreative. Dal testo della sentenza non emergono i motivi di illegittimità articolati nel ricorso. Prima della decisione, con atto depositato l’11 maggio 2026, la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione nel merito dell’impugnativa.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito determina l’improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esame dei motivi di illegittimità dedotti.
- Quando il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non definisce nel merito la legittimità dell’atto impugnato.
- La novità delle questioni sottese alla controversia può giustificare la compensazione delle spese di giudizio.
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