Cassazione Penale, Sentenza n. 33830/2024 del 05/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. volto a correggere un presunto errore di fatto nella sentenza n. 50792/2023 della Corte di Cassazione che aveva rigettato l'istanza di revisione ex art. 630, comma 1, lett. c) proposta da Longarini a fronte della condanna definitiva per bancarotta per distrazione relativa alla cessione di immobili di Immobili San Marco S.r.l. Il ricorrente deduceva che sugli immobili sussistevano ipoteche volontarie anteriori al preliminare (indicata nell'art. 4 del preliminare) che avrebbero tutelato i creditori e dunque escluso il dolo; inoltre prospettava fatti omessi (natura societaria, versamento caparra, manomissione scritture contabili, assenza di danno per i creditori) che, secondo lui, avrebbero fatto venir meno gli elementi per ritenere il suo concorso nella bancarotta.
La decisione
Il ricorso straordinario è stato dichiarato inammissibile per manifesta insussistenza delle condizioni previste dall'art. 625-bis cod. proc. pen. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui il rimedio ex art. 625-bis è ammesso solo per errori percettivi immediatamente rilevabili (svista o equivoco) e non per rivalutazioni di fatto o errori di giudizio. La decisione ha osservato che le ipoteche volontarie erano già agli atti (menzionate nel preliminare) e che la difesa in realtà chiedeva una rivalutazione delle risultanze processuali e della qualificazione del dolo: questioni di merito non sindacabili con il ricorso straordinario. La Corte ha confermato che, in caso di concorso dell'extraneus nella bancarotta, è sufficiente un contributo volontario al depauperamento del patrimonio; ciò è stato ritenuto riscontrato nel ruolo svolto da Longarini nella stipula del preliminare e nella indicazione dell'acquirente finale a prezzo molto inferiore e non integralmente pagato. Condanna alle spese e pagamento in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Regola il ricorso straordinario per correzione di errore materiale o di fatto; la Corte precisa che è ammissibile solo per errori percettivi (svista o equivoco) che siano oggettivamente immediatamente rilevabili e decisivi, escludendo le valutazioni di merito e gli errori di diritto
art. 630, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'istanza di revisione per nuovi elementi rilevanti; qui è il titolo dell'istanza di revisione originaria che era stata rigettata dalla Corte di appello
artt. 110 cod. pen., 216, comma 1, n. 1; 223, comma 1; 219, comma 1 e 2 n. 1 R.D. n. 267 del 16 marzo 1942 (codice delle leggi fallimentari)
Norme penali e disposizioni del vecchio regio decreto sul reato di bancarotta e concorso in reato; la Corte ha richiamato la fattispecie contestata (bancarotta per distrazione) e i criteri per valutare il concorso dell'extraneus
art. 499 cod. proc. civ.
Richiamato dalla difesa come strumento che avrebbe permesso ai creditori ipotecari di intervenire nell'azione esecutiva; la Corte ha ritenuto irrilevante ai fini dell'esclusione del dolo la mera presenza di ipoteche volontarie
art. 498 cod. proc. civ.
Richiamato in relazione alla possibilità di intervento nella procedura esecutiva da parte di ulteriori creditori; la Corte ha osservato che tale meccanismo non rendeva comunque neutra l'operazione rispetto ai creditori chirografari
art. 23, comma 8 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. legge n. 176/2020)
Norma invocata dalla difesa per la richiesta di trattazione orale del ricorso; menzionata in ordine al procedimento
art. 127 cod. proc. pen.
Norma sui mezzi di prova documentali e sulle memorie in materia penale; la Corte ha ricordato i limiti di ammissibilità dei documenti nuovi non già presenti nel fascicolo di legittimità
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis è ammesso solo per errori percettivi (svista o equivoco) immediatamente riscontrabili: non è lo strumento per rimettere in discussione valutazioni di merito o ricostruzioni probatorie
- La presenza di documenti o circostanze già agli atti (es. un preliminare che menziona ipoteche) non costituisce novità idonea alla revisione se non ne è dimostrata l'effettiva incidenza percettiva sull'errore giudiziario
- La valutazione del dolo nell'ipotesi di concorso dell'extraneus nella bancarotta può fondarsi anche su un contributo volontario al depauperamento del patrimonio; l'esistenza di garanzie reali non esclude automaticamente la configurabilità del reato se l'operazione ha ridotto l'area di garanzia dei creditori chirografari
- Per ottenere riesame tramite il rimedio straordinario è necessario indicare con precisione in che modo uno sviamento percettivo ha condizionato la decisione e dimostrare che la correzione avrebbe inciso in modo decisivo sull'esito
- Documenti o prove nuove non presenti nel fascicolo di legittimità non sono riesaminabili nel giudizio di legittimità/straordinario; le allegazioni di carenza probatoria devono essere specifiche e non meramente assertive
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