Sentenza n. 905/2026 - Ancona, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio del Comune sulla richiesta di attestazione del decorso dei termini del procedimento e della formazione del titolo abilitativo in sanatoria relativo a un lagone di accumulo del digestato
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha proposto ricorso ex art. 117 c.p.a. chiedendo l’accertamento dell’inadempimento del Comune rispetto alla richiesta del 27 febbraio 2026 di rilasciare l’attestazione prevista dall’art. 36-bis, comma 6, d.P.R. 380/2001, nonché l’attestazione dell’avvenuta formazione del titolo abilitativo in sanatoria. L’istanza edilizia, presentata il 19 febbraio 2025, riguardava la realizzazione di un lagone di accumulo di circa 5.000 metri cubi, destinato allo stoccaggio provvisorio del digestato liquido proveniente da un impianto biogas, in area vincolata. Nell’ambito del procedimento erano stati coinvolti la Provincia di Ancona e la Soprintendenza per l’accertamento della compatibilità paesaggistica; la Provincia aveva poi espresso parere favorevole, ritenendo formatosi il silenzio-assenso della Soprintendenza. La ricorrente lamentava che il Comune non avesse definito il procedimento, non avesse quantificato l’oblazione e non avesse riscontrato né la richiesta di attestazione né la successiva nota tecnica del 31 marzo 2026 contenente elementi per il calcolo della sanzione. Il Comune ha sostenuto l’inapplicabilità del silenzio-assenso nei procedimenti riguardanti tutela paesaggistica e ambientale, ai sensi dell’art. 20, comma 4, l. 241/1990, e ha dedotto che il rilascio del titolo in sanatoria era comunque subordinato al previo pagamento dell’oblazione prevista dalla normativa edilizia. Il TAR ha inoltre rilevato, senza decidere ulteriormente il punto, che la domanda era stata presentata ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001 e riguardava un intervento qualificato come nuova costruzione, sicché risultava dubbia anche l’applicabilità dell’art. 36-bis.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Il Collegio ha ritenuto decisivo il fatto, pacifico, che la società non avesse versato alcuna oblazione ai sensi dell’art. 36-bis, comma 5, d.P.R. 380/2001. Poiché la legge subordina espressamente il rilascio del titolo edilizio in sanatoria al pagamento dell’oblazione, in assenza di tale pagamento non poteva essersi formato alcun titolo abilitativo, neppure tacitamente; conseguentemente, non sussisteva l’obbligo del Comune di attestare la formazione del titolo. Le ulteriori questioni relative all’applicabilità dell’art. 36-bis e al silenzio-assenso in materia paesaggistica e ambientale sono rimaste assorbite o comunque non decisive. La società ricorrente è stata condannata alle spese di lite, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina il rito per l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere in caso di silenzio o inerzia; il ricorso è stato proposto per ottenere l’attestazione richiesta al Comune.
art. 36-bis, comma 5, d.P.R. 380/2001
“Il rilascio del permesso e la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria sono subordinati al pagamento, a titolo di oblazione, di un importo”
Il pagamento dell’oblazione costituisce condizione espressa per il rilascio del titolo in sanatoria; in sua assenza non può formarsi alcun titolo abilitativo, neppure tacitamente.
art. 36-bis, comma 6, d.P.R. 380/2001
È stato invocato dalla ricorrente quale fondamento dell’obbligo del Comune di rilasciare l’attestazione del decorso dei termini e della formazione del titolo; tale pretesa è stata esclusa perché mancava il previo versamento dell’oblazione.
art. 20, comma 4, l. 241/1990
“Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l’ambiente, la tutela dal rischio idrogeologico, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l’immigrazione, l’asilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumità...”
La disposizione è stata richiamata dal Comune per sostenere l’esclusione del silenzio-assenso nei profili paesaggistici e ambientali; il TAR non ha fondato su tale questione la decisione finale.
art. 167, commi 4 e 5, d.lgs. 42/2004
Norme richiamate nell’ambito del procedimento di accertamento della compatibilità paesaggistica relativo all’intervento edilizio.
art. 181, commi 1-ter e 1-quater, d.lgs. 42/2004
Norme richiamate nell’ambito del procedimento paesaggistico connesso alla sanatoria edilizia.
art. 146, comma 5, d.lgs. 42/2004
Norma relativa al parere della Soprintendenza, richiamata nel procedimento paesaggistico; la ricorrente ha sostenuto che il mancato parere entro i termini avesse determinato il silenzio-assenso.
Massime di principio
- Quando la legge subordina espressamente il rilascio di un titolo edilizio in sanatoria al previo pagamento di un’oblazione, il mancato versamento impedisce la formazione del titolo, anche tacita, e preclude l’accertamento giudiziale della sua intervenuta formazione per decorso dei termini.
- Nel giudizio ex art. 117 c.p.a. non può essere imposto all’amministrazione di attestare la formazione di un titolo abilitativo quando manca una condizione legale espressamente necessaria per il suo rilascio.
- La formazione tacita di un titolo edilizio in sanatoria non può essere riconosciuta in contrasto con una condizione sostanziale posta dalla legge per il rilascio del titolo stesso.
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