Cassazione Penale, Sentenza n. 33014/2024 del 22/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Due motivi: 1) violazione del principio di correlazione tra imputazione contestata e sentenza (art. 521 c.p.p., artt. 24 e 111 Cost.): il ricorrente sostiene che l'accusa indicava la sottrazione di una Ford Currier targata AA629PT sequestrata il 14/11/2008, mentre la condanna riguarda una Ford Mondeo targata AN517BL appartenente a terzo e sequestrata il 6/3/2008, determinando un mutamento del fatto e una lesione del diritto di difesa; 2) violazione dell'art. 131-bis c.p. per mancato riconoscimento della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto e per non avere valorizzato il minimo edittale e lo scarso valore del mezzo sottratto.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato dalla Corte di Cassazione. La Corte ha ritenuto infondato il primo motivo: richiamando la giurisprudenza consolidata, ha affermato che il mutamento del fatto integra vizio solo se c'è una trasformazione radicale della fattispecie tale da creare incertezza sull'oggetto dell'imputazione e pregiudizio concreto alla difesa; nel caso di specie le difformità di targa/modello e data non hanno impedito al ricorrente di comprendere la natura della contestazione (la sottrazione dell'auto Ford affidata alla sua custodia) e la data corretta del reato (23/7/2016) permettevano una difesa effettiva. Quanto al secondo motivo, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di appello circa la non applicabilità dell'art. 131-bis: la decisione ha valutato in modo complessivo modalità della condotta, grado di dolo e entità del danno e ha motivato sulla non minimale rilevanza del danno e sull'intensità del dolo. Conseguentemente il rigetto del ricorso è stato confermato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. (in precedenza il Tribunale di Crotone aveva inflitto 4 mesi e 34 euro di multa; la Corte di appello aveva rideterminato la pena a 2 mesi e 20 euro di multa).
Norme richiamate
art. 334 cod. pen.
Norma del reato contestato (sottrazione/dispersione di cose sottoposte a sequestro); applicata alla sottrazione della vettura affidata alla custodia del proprietario.
art. 521 cod. proc. pen.
Richiamato dalla difesa in relazione al principio di correlazione; la Corte ha precisato che la verifica non può essere puramente letterale ma deve considerare se l'imputato abbia potuto efficacemente difendersi rispetto all'oggetto dell'imputazione.
art. 24 Cost.
Riferimento costituzionale al diritto di difesa; la Corte ha ritenuto che tale diritto non sia stato pregiudicato dalla difformità formale tra contestazione e decisione.
art. 111 Cost.
Richiamato in tema di garanzie processuali; utilizzato per valutare la regolarità del processo e la possibilità di difesa concreta.
art. 131-bis cod. pen.
Norma sulla esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha confermato che l'accertamento richiede una valutazione complessiva delle circostanze e ha ritenuto che nel caso concreto non ricorrono i presupposti per l'applicazione.
art. 133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno): richiamato come parametro per valutare la tenuità ai sensi dell'art. 131-bis.
Sez. U., n. 36551 del 15/07/2010 (giurisprudenza consolidata)
Giurisprudenza citata per il principio che il mutamento del fatto deve essere radicale per integrare violazione del diritto di difesa; orientamento seguito dalla Corte nella decisione.
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che dispone la condanna alle spese del ricorso rigettato; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
art. 23, comma 8, legge n. 176/2020 e successive modifiche
Richiamata per indicare il regime procedurale con cui è stato trattato il procedimento; non incide sul merito ma sulla modalità di trattazione.
art. 1, comma 2, d.lgs. 16 marzo 2015, n. 28
Richiamato nella giurisprudenza sul significato dell'art. 131-bis e sulla necessità di una valutazione complessiva per la tenuità; citazione di principio di orientamento interpretativo.
Massime di principio
- Il principio di correlazione tra imputazione e sentenza non si valuta solo con un confronto letterale: è necessario verificare se le differenze materiali (es. marca, targa, data) abbiano effettivamente impedito al difensore e all'imputato di comprendere l'oggetto dell'accusa e di difendersi; differenze formali non sono automaticamente causa di nullità se la sostanza dell'imputazione è chiara.
- Per parlare di mutamento del fatto rilevante ai fini della nullità occorre una trasformazione radicale degli elementi essenziali della fattispecie tale da generare incertezza sull'oggetto dell'imputazione e pregiudizio concreto alla difesa.
- La valutazione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) richiede un'apprezzamento complessivo e congiunto di modalità della condotta, grado di colpevolezza e entità del danno o pericolo (art. 133). Non è sufficiente considerare isolatamente il valore materiale del bene sottratto.
- Gli apprezzamenti di fatto riguardanti responsabilità, dolo e entità del danno compiuti dal giudice di merito sono riservati e non facilmente sindacabili in sede di legittimità salvo errori di diritto o gravi vizi logici nella motivazione.
- In ricorso per Cassazione è fondamentale dimostrare il pregiudizio concreto subito dalla difesa (non solo le discrepanze formali) e indicare errori di diritto o vizii motivazionali nella valutazione della tenuità per avere chance di accoglimento.
- In caso di rigetto del ricorso, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; quindi valutare il rapporto costi/benefici prima di proporre impugnazioni prive di prospettiva ragionevole.
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