Cassazione Penale, Sentenza n. 40383/2023 del 04/10/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Mongardi impugnava la sentenza della Corte di Cassazione n. 34260/2022 per errore materiale o di fatto, lamentando il mancato esame della questione decisiva relativa alla sopravvenuta illegalità della pena pecuniaria derivante dalla successiva pronuncia della Corte Costituzionale (sent. n. 28/2022 e decisione del 01/02/2022) che ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 53 comma 2 della legge n. 689/1981 nella parte che fissava i criteri per il valore giornaliero della pena pecuniaria; la difesa aveva depositato memoria richiamando tale intervenuta modificazione normativa e chiedeva che la conversione della pena detentiva in pena pecuniaria fosse rideterminata alla luce del nuovo assetto.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha revocato la sentenza n. 34260/2022 della sesta sezione della Corte di Cassazione e ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Bologna del 17/06/2021 limitatamente alla determinazione della pena pecuniaria. Ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Bologna per la rideterminazione della pena pecuniaria alla luce del nuovo assetto normativo, ritenendo che l'omesso esame della memoria difensiva e della sopravvenuta modifica normativa integrasse l'errore di fatto previsto dall'art. 625-bis c.p.p. La Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui la Cassazione deve rilevare d'ufficio l'illegalità della pena e applicare il trattamento piu' favorevole anche se il ricorso è inammissibile, salvo il caso di ricorso tardivo.
Norme richiamate
art. 56 cod. pen. e art. 316-ter cod. pen.
Norme che definiscono il delitto contestato (tentata percezione indebita di erogazioni da parte di ente pubblico); indicano la fattispecie di reato per la quale la ricorrente era stata condannata.
legge 24/11/1981 n. 689, art. 53 comma 2
"il valore giornaliero non può essere inferiore alla somma indicata dall'art.135 del codice penale e non può superare di dieci volte tale ammontare"
La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di tale formulazione per la parte indicata; la decisione ha inciso sui criteri di determinazione della pena pecuniaria rendendo necessario rideterminare le pene convertite antecedentemente.
art. 135 cod. pen.
Richiamato come parametro di riferimento nel meccanismo di determinazione del valore giornaliero della pena pecuniaria; collegato all'art. 53 L. 689/1981.
art. 609 cod. proc. pen.
Attribuisce alla Corte di cassazione il potere, anche d'ufficio, di annullare la sentenza impugnata in punto di pena quando sopravvengono modifiche normative piu' favorevoli.
art. 625-bis cod. proc. pen.
Consente il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto avverso provvedimenti della Corte di cassazione; qui utilizzato per lamentare l'omesso esame della memoria difensiva e della modifica normativa.
Costituzione (art. 3, art. 13, art. 25, art. 27)
Richiamati per sostenere i principi di uguaglianza, libertà personale e garanzie della responsabilità penale e della funzione della pena; giustificano l'obbligo di applicare il trattamento piu' favorevole.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 7
Principio 'nullum crimen, nulla poena sine lege' e obbligo di applicare la pena sopravvenuta piu' favorevole; fonte richiamata per giustificare la rilevabilità d'ufficio dell'illegalità della pena.
Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, art. 15
Richiama il principio della legalità e l'obbligo di applicare in favore dell'imputato la pena sopravvenuta piu' favorevole; citato a fondamento dell'interpretazione costituzionalmente orientata.
Massime di principio
- Quando sopravviene una pronuncia costituzionale che modifica i parametri di determinazione della pena, la Corte di cassazione deve rilevare d'ufficio l'illegalità della pena e applicare il trattamento piu' favorevole, anche se il ricorso principale risulti inammissibile, salvo che il ricorso sia tardivo.
- L'omesso esame, da parte della Corte di cassazione, di una memoria difensiva che segnala una sopravvenuta modificazione normativa che incide sulla pena può integrare errore materiale o di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. e legittimare il ricorso straordinario con richiesta di revoca.
- La conversione della pena detentiva in pena pecuniaria va verificata rispetto ai parametri di legge vigenti al momento della determinazione; se tali parametri vengono dichiarati incostituzionali, la pena pecuniaria va rideterminata conformemente al nuovo assetto.
- In procedimenti penali la difesa deve tempestivamente depositare memorie per richiamare eventuali sopravvenienze normative; tuttavia la Corte ha il dovere di 'autoinvestirsi' della questione di illegittimità della pena anche se la parte non insiste quando la questione incide sui diritti fondamentali.
- Il rimedio dell'annullamento e del rinvio per la determinazione della pena è lo strumento ordinario quando si accerta che la pena inflitta non è piu' conforme ai parametri legali successivamente stabiliti.
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