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Sentenza

Sentenza n. 2481/2026 - Roma, Sezione 1

per l’annullamento - della Determinazione Dirigenziale del Municipio Roma I – U.O. Amministrativa Ufficio Commercio in Area Pubblica – Affissioni, Insegne e Pubblicità (Trevi) rep. n. CA/2408/2022 – prot. n. CA/106285/2022 del 27 giugno 2022, avente ad oggetto: “Applicazione delle decisioni assunte dal TAR Lazio nel 2022 in tema di rinnovo delle concessioni di posteggio su aree pubbliche”; - degli atti presupposti, connessi e conseguenziali, tra cui segnatamente la Det. Dir. Rep. n.CA/2369/2022 del Municipio Roma I avente ad oggetto “Modifica ed integrazione – ai sensi dell’art. 26 bis D.L. 22 marzo 2021 n. 41 come convertito dalla Legge 21 maggio 2021 n. 69 – delle Determinazioni Dirigenziali emesse ai sensi dell’art. 181, comma 4-bis, del Decreto Legge n. 34/2020, come convertito dalla Legge n. 77/2020”.

Giustizia amministrativa202212729

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione dirigenziale del Municipio Roma I sull'applicazione delle decisioni del TAR Lazio in tema di rinnovo delle concessioni di posteggio su aree pubbliche, nonché atti presupposti e connessi relativi alla modifica e integrazione di precedenti determinazioni concernenti tali concessioni

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno proposto un'azione di annullamento contro le determinazioni dirigenziali adottate da Roma Capitale in materia di rinnovo delle concessioni di posteggio su aree pubbliche, deducendo l'illegittimità degli atti impugnati. Dal testo della sentenza non sono specificamente ricavabili i singoli motivi di legittimità articolati nel ricorso. Nel corso del giudizio, i ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione, chiedendo la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza d'interesse. Roma Capitale ha chiesto in via principale la declaratoria di inammissibilità e, in subordine, quella di improcedibilità, sostenendo inoltre la natura vincolata degli atti impugnati.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d'interesse, aderendo alla dichiarazione resa dai ricorrenti. Ha precisato che la prospettata natura vincolata degli atti impugnati attiene al merito della controversia e non incide sulla sussistenza originaria di un interesse concreto e attuale a contestarne gli effetti lesivi. La sentenza non ha quindi esaminato nel merito i vizi dedotti né ha accolto la richiesta comunale di dichiarare il ricorso inammissibile. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda e della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non esplicita ulteriori profili interpretativi.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza d'interesse giustifica la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando non permane un interesse concreto e attuale alla decisione.
  • La natura vincolata dell'atto amministrativo impugnato riguarda il merito della controversia e non esclude, di per sé, la sussistenza originaria dell'interesse concreto e attuale a impugnarlo per contestarne gli effetti lesivi.
  • La definizione del giudizio per sopravvenuta carenza d'interesse non comporta necessariamente la condanna alle spese, che possono essere compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaConcessioni demaniali marittimeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiCommercio e attività produttiveDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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