Cassazione Penale, Sentenza n. 14765/2022 del 15/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per violazione di legge e difetto di motivazione: si contestava la sussistenza del reato di detenzione di arma clandestina sostenendo che l'oggetto fosse una pistola giocattolo/replica mai immatricolata modificata e non arma artigianale, con conseguente impossibilità della lesione del bene giuridico relativo al controllo delle armi; si deduceva inoltre l'illegittimità della pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici, atteso che la pena principale definitiva era inferiore a cinque anni di reclusione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato le censure sulla qualificazione dell'arma: ha ritenuto provato, richiamando le prove delle precedenti decisioni, che si trattava di una pistola originariamente a salve poi modificata e resa funzionante, con rinvenimento di otto proiettili cal. 38, e ha confermato che una tale trasformazione determina la clandestinità dell'arma. Ha però accolto la censura relativa alla pena accessoria: avendo la Corte d'appello rideterminato la pena a quattro anni, cinque mesi e dieci giorni di reclusione (oltre a euro 10.666,00 di multa) la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la parte della sentenza che disponeva l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'ha sostituita con l'interdizione temporanea dai pubblici uffici per anni cinque; per il resto il ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
D.P.R. n. 309 del 1990 (Testo Unico stupefacenti)
La Corte ha confermato la riqualificazione del fatto in termini di detenzione ai fini di spaccio ai sensi dell'art. 73, comma 5, con conseguente diminuzione della pena rispetto al giudizio di primo grado.
Codice Penale
L'art. 29 cod. pen. disciplina l'applicazione delle pene accessorie; la Corte ha richiamato che l'interdizione perpetua si applica solo per ergastolo o reclusione non inferiore a cinque anni, mentre per pene non inferiori a tre anni l'interdizione è temporanea e fissata per legge in cinque anni.
Legge 18 aprile 1975, n. 110
La detenzione di arma clandestina integra il reato di cui all'art. 23; la Corte ha ritenuto che una pistola a salve trasformata in arma da sparo, priva di matricola, rientra nella nozione di arma clandestina.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. 5, n. 28584 del 14/03/2017, Rv. 270240
In caso di più reati unificati dalla continuazione, ai fini dell'applicazione della pena accessoria si deve fare riferimento alla misura della pena base stabilita in concreto per il reato più grave come risultante dopo la diminuzione per la scelta del rito (es. abbreviato), e non alla pena complessiva aumentata dalla continuazione.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. 1, n. 28814 del 22/02/2019, Rv. 276493 (e altre pronunce citate)
La giurisprudenza afferma espressamente che una pistola a salve, in quanto priva di matricola, artigianalmente trasformata in arma da sparo, costituisce arma clandestina e integra il reato previsto dalla normativa sulle armi.
Massime di principio
- La trasformazione di una pistola a salve o di una replica in un'arma funzionale comporta la qualificazione come arma clandestina se priva di matricola; la natura originaria di "giocattolo" non esclude la responsabilità quando l'oggetto è stato reso idoneo a sparare.
- Per l'applicazione delle pene accessorie (es. interdizione dai pubblici uffici) va considerata la misura della pena base del reato più grave come risultante dopo eventuali diminuzioni per il rito (es. abbreviato), non la pena complessiva maggiorata per la continuazione.
- L'interdizione perpetua dai pubblici uffici è applicabile solo per condanne all'ergastolo o per reclusione non inferiore a cinque anni; per pene di durata non inferiore a tre anni la legge prevede invece l'interdizione temporanea, di regola fissata in cinque anni.
- Le censure difensive sulla natura tecnica dell'arma (artigianale vs. modifica di replica) devono essere supportate da elementi probatori specifici e peritali: se le decisioni di merito accertano la trasformazione in arma funzionante e il rinvenimento di proiettili, la prospettazione difensiva resta affetta da debolezza probatoria.
- Quando si impugna una sentenza in Cassazione, ottenere l'annullamento parziale (ad es. solo della pena accessoria) è possibile anche se il resto della decisione è confermato; pertanto, nella difesa occorre mirare sia a profili di diritto che a profili di quantificazione della pena.
- In casi di più reati unificati dalla continuazione, nella prospettazione difensiva conviene evidenziare la misura della pena specifica del reato più grave dopo il beneficio del rito, se l'obiettivo è contenere l'applicazione di pene accessorie più gravi.
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