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Sentenza

Sentenza n. 2640/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento previa concessione di sospensiva del provvedimento del 6 ottobre 2023 prot. n. 0023527 della Dirigente Settore Tutela Ambientale e Biodiversità, Promozione Territorio e Sostenibilità della Provincia di Pavia notificato dal SUAP di Broni il 6 ottobre 2023 con oggetto “Ditta Terre d'Oltrepò S.C.A.P.A., con attività ubicata nel Comune di Broni, Via San Saluto, 81 (PV) (Comparto Sud) – Revoca dell'Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) n. 14/2019 PG 10903 del 20/02/2019”

Giustizia amministrativa202302328

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento provinciale di revoca dell’Autorizzazione Unica Ambientale n. 14/2019, relativa allo scarico in pubblica fognatura di acque reflue industriali pretrattate

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (provincia)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente, gestore di un’attività vitivinicola articolata in tre unità produttive, ha impugnato la revoca dell’Autorizzazione Unica Ambientale disposta dalla Provincia di Pavia per il mancato rispetto dei valori limite di emissione previsti dalla tabella 3 dell’allegato 5 alla parte III del d.lgs. n. 152/2006, colonna relativa allo scarico in fognatura. Sono state dedotte, con tre motivi, la violazione delle norme sul procedimento amministrativo e l’insussistenza dei presupposti per la revoca dell’autorizzazione. La domanda cautelare era stata respinta con ordinanza n. 1150 del 12 dicembre 2023. Prima della decisione nel merito, la ricorrente ha dichiarato il venir meno dell’interesse alla definizione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure relative alla legittimità della revoca dell’Autorizzazione Unica Ambientale. La decisione è stata adottata dopo che la ricorrente, informata della fissazione della causa ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse alla decisione ai sensi dell’art. 72-bis, comma 1, c.p.a., ha dichiarato che l’interesse alla definizione del giudizio era venuto meno. Le spese sono state compensate, tenuto conto delle peculiarità della controversia, della definizione in rito e dell’accordo tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 72-bis, comma 1, c.p.a.

    ai soli fini della verifica della permanenza dell'interesse alla decisione

    La disposizione è richiamata quale base per la fissazione della causa finalizzata a verificare la permanenza dell’interesse alla decisione.

  • art. 74 c.p.a.

    La sentenza è pronunciata in forma semplificata ai sensi della disposizione richiamata in epigrafe.

  • tabella 3 dell’allegato 5 alla parte III d.lgs. n. 152/2006

    Prevede i valori limite di emissione per gli scarichi, tra cui quelli relativi allo scarico in fognatura; il mancato rispetto di tali valori costituiva il presupposto del provvedimento provinciale impugnato.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara, prima della decisione di merito, il venir meno dell’interesse alla definizione del giudizio, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse impedisce l’esame nel merito dei motivi di ricorso e conduce alla definizione del giudizio in rito.
  • La fissazione della causa ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse alla decisione consente al giudice di definire il giudizio mediante una pronuncia di improcedibilità quando l’interesse non risulti più attuale.

Come è indicizzato

MaterieAIA, AUA e autorizzazioni ambientaliEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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