Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42671/2023 del 19/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano il decreto che ha confermato l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Gaetano Buompane e la confisca di quote societarie e di quote di proprietà su 23 immobili. Le doglianze principali sono: vizio di motivazione e violazione di legge per avere la Corte d'appello ritenuto l'attualità della pericolosità sociale sulla base di una riunione del 2018 senza adeguata spiegazione; omissione di considerare elementi che indicherebbero mutamenti nella condotta (lavoro, certificato penale non allarmante); e censura sulla presunta carenza di prova che i beni confiscati derivino da provviste illecite, poiché alcuni acquisti sarebbero riconducibili ad asse ereditario e risorse lecite documentate (dichiarazioni di redditi, dilazioni dei pagamenti, premi SìSAL/UNIRE ecc.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che la motivazione del decreto impugnato sia adeguata: la condanna irrevocabile per il reato di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.) e il ruolo non marginale ricoperto da Buompane, unita all'elemento attualizzante costituito da una riunione del 2018 tenuta nei locali aziendali con la partecipazione di numerosi pregiudicati, consentono di ritenere la persistenza del vincolo associativo e l'attualità della pericolosità. La Corte ha altresì ritenuto non decisivi gli argomenti difensivi (certificato penale, attività lavorativa) e non ha ritenuto che il periodo di detenzione successivo possa, di per sé, far presumere la cessazione della pericolosità. Quanto alla provenienza dei beni, la Corte territoriale ha valutato la sproporzione tra acquisti (2003 e 2006) e capacità reddituali documentate, ritenendo insufficiente la prova che si tratti esclusivamente di fondi leciti; la Cassazione ha giudicato la trattazione conforme ai parametri di legge. Sono inoltre stati condannati i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011 (codice antimafia), art. 4, comma 1, lett. a)

    La norma è stata richiamata per la qualificazione della pericolosità "qualificata" ai fini dell'applicazione della sorveglianza speciale; la Corte ha ritenuto che i precedenti irrevocabili e indizi recenti giustifichino l'attualità della pericolosità ai sensi del codice antimafia

  • art. 416-bis cod. pen.

    La condanna irrevocabile per il reato di partecipazione ad associazione di tipo mafioso è stata considerata elemento fondamentale per desumere la stabilità del vincolo associativo e la qualificata pericolosità, purché integrata da elementi che ne attestino l'attualità

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. e) - motivazione) - richiamato in ricorso

    Il ricorso ha invocato carenza di motivazione secondo la lettera e), ma la Corte ha rilevato che i rilievi erano in realtà qualificati come mancanza di motivazione e che la Cassazione ammette il gravame solo per violazione di legge o motivazione inesistente/meramente apparente se l'omissione riguarda un elemento potenzialmente decisivo

  • Giurisprudenza citata (Sez. U. n. 111 del 30/11/2017 e Sez. 6 n. 21525 del 18/06/2020)

    Richiamati i principi giurisprudenziali secondo cui: a) per misure di prevenzione verso indiziati di associazioni mafiose è necessario accertare l'attualità della pericolosità; b) il ricorso in Cassazione nei procedimenti di prevenzione è ammesso solo per violazione di legge o motivazione inesistente/meramente apparente. La Corte ha applicato tali principi per confermare la valutazione degli elementi indiziari e la legittimità del sindacato di motivazione

Massime di principio

  • La sola condanna per associazione mafiosa non basta automaticamente a mantenere misure di prevenzione: occorre anche elemento attualizzante che indichi la persistenza del vincolo (es. partecipazione a riunioni operative recenti).
  • Fatti recenti che mostrino contatti o riunioni con soggetti pregiudicati possono costituire prova dell'attualità della pericolosità se inseriti in un quadro fattuale e collegati alla concreta storia criminale del soggetto.
  • Nella valutazione della provenienza dei beni, la discrepanza tra acquisiti e capacità reddituale lecita documentata è indice rilevante; spetta al soggetto che afferma la liceità dimostrare in modo concreto e probante la fonte lecita delle risorse.
  • Il periodo di detenzione successivo a fatti indiziari non elimina automaticamente la pericolosità: la valutazione deve considerare se vi siano elementi concreti che dimostrino un mutamento stabile nella condotta.
  • In sede di Cassazione nei procedimenti di prevenzione è ostativa l'ampia riesamina dei fatti: il sindacato è ristretto a vizi di diritto o a carenza di motivazione che riguardi elementi potenzialmente decisivi.
  • Le argomentazioni difensive basate su documentazione contabile o dichiarazioni di redditi devono essere esaminate concretamente dai giudici di merito; se il giudice spiega la sproporzione e le ragioni della scarsa credibilità delle fonti dichiarate, la Cassazione raramente ribalta il giudizio.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.