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Sentenza

Sentenza n. 4817/2026 - Napoli, Sezione 3

Avverso il silenzio serbato dall’A.C.E.R. in ordine alla diffida a mezzo pec del 28 ottobre 2025, per la conclusione del procedimento di vendita dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica assegnato all’odierno ricorrente, originato dalla domanda di acquisto del 12 maggio 2021;

Giustizia amministrativa202506948

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Silenzio serbato da A.C.E.R. sulla diffida a concludere il procedimento di vendita di un alloggio ERP, originato da una domanda di acquisto

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (ente gestore ERP)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha diffidato A.C.E.R. a definire la domanda di acquisto dell'alloggio ERP, chiedendo l'istruttoria dell'istanza, la determinazione del prezzo, la stipulazione del contratto di compravendita oppure l'adozione di un diniego motivato. Deduce l'illegittimità dell'inerzia e chiede l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere, con eventuale nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio è emerso che il ricorrente non risultava, allo stato, assegnatario dell'immobile: A.C.E.R. gli aveva comunicato i motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza di voltura del contratto di locazione, presentata dopo il decesso dell'originaria assegnataria, per il superamento del limite ISEE previsto per conservare il diritto di godimento dell'alloggio. A.C.E.R. ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sostenendo che la pretesa azionata riguardava un diritto soggettivo all'acquisto dell'alloggio ai sensi della legge n. 560/1993 e non l'esercizio di un potere autoritativo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Ha ritenuto che la controversia sul riscatto o acquisto di un alloggio ERP, concernendo la fase privatistica di gestione del rapporto locatizio e non la fase pubblicistica di assegnazione dell'immobile, attenga a una posizione di diritto soggettivo. In tale ambito non è configurabile un obbligo di esercizio di potere provvedimentale azionabile mediante il rito sul silenzio ex art. 117 c.p.a. Il rimedio contro il silenzio è infatti esperibile soltanto quando l'inerzia riguardi l'adozione di un provvedimento amministrativo a fronte di un interesse legittimo, non quando la pretesa sia direttamente finalizzata alla soddisfazione di un diritto soggettivo, anche in ipotesi di giurisdizione esclusiva. La controversia può essere riproposta dinanzi al giudice ordinario ai sensi dell'art. 11 c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità della materia e degli interessi coinvolti.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    la formazione del silenzio rifiuto e lo speciale procedimento giurisdizionale contemplato dall’art. 117 c.p.a.

    Il rito avverso il silenzio è diretto a rendere effettivo l'obbligo giuridico della pubblica amministrazione di provvedere mediante l'esercizio di un potere amministrativo; non è utilizzabile per ottenere la soddisfazione giudiziale di diritti soggettivi.

  • art. 11 c.p.a.

    potendo la controversia essere riproposta dinanzi al Giudice ordinario ai sensi dell’articolo 11 del codice del processo amministrativo

    La domanda può essere riproposta davanti al giudice ordinario munito di giurisdizione.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    ha comunicato, ai sensi dell’articolo 10-bis della legge n. 241 del 1990, i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza di voltura

    La norma è richiamata in relazione alla comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento della voltura del contratto di locazione; tale circostanza conferma, nel caso concreto, l'assenza dell'attuale assegnazione del ricorrente.

  • legge n. 560/1993

    il cui articolo unico permette, a determinate condizioni, il riscatto degli immobili ERP condotti in locazione

    La disciplina del riscatto degli immobili ERP fonda, secondo il giudice, una pretesa di natura soggettiva relativa alla fase privatistica del rapporto locatizio.

Massime di principio

  • Il rito avverso il silenzio ex art. 117 c.p.a. è esperibile soltanto quando l'inerzia della pubblica amministrazione riguardi l'adozione di un provvedimento amministrativo dovuto, a fronte di una posizione di interesse legittimo.
  • Le controversie relative al riscatto o all'acquisto di alloggi ERP, quando attengono alla fase privatistica di gestione del rapporto locatizio e non alla fase pubblicistica di assegnazione dell'immobile, riguardano diritti soggettivi e spettano alla giurisdizione del giudice ordinario.
  • Il rito sul silenzio non può essere utilizzato per ottenere, direttamente o indirettamente, la soddisfazione di un diritto soggettivo, anche quando l'attività amministrativa sollecitata sia formalmente descritta come un obbligo di provvedere e anche in presenza di una possibile giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
  • Quando la controversia proposta mediante azione avverso il silenzio riguarda in realtà un diritto soggettivo, il ricorso amministrativo è inammissibile per difetto di giurisdizione e può essere riproposto davanti al giudice ordinario nei termini e con gli effetti previsti dall'art. 11 c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieEdilizia residenziale pubblicaGiurisdizione e riparto
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneRiparto di giurisdizione

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