Sentenza del 08/02/2017 n. 3361 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L’Agenzia delle Entrate aveva revocato l’agevolazione prima casa e irrogato le relative sanzioni, ritenendo l’immobile di lusso ai sensi dell’art. 1 del D.M. 2 agosto 1969, poiché situato in un’area urbanisticamente destinata alla costruzione di ville. I ricorrenti sostenevano che la Commissione tributaria regionale avesse omesso di valutare le caratteristiche concrete dell’appartamento e la presenza, nella zona, anche di villini plurifamiliari e case a schiera. Contestavano inoltre la sanzione, sostenendo che la normativa successiva avesse sostituito il criterio delle caratteristiche di lusso con quello catastale.
La decisione
La Corte di cassazione ha confermato la legittimità del recupero dell’imposta. Per gli acquisti anteriori al 1° gennaio 2014, infatti, il carattere di lusso poteva derivare dalla destinazione urbanistica dell’area: l’inserimento in una zona destinata a ville era sufficiente, senza necessità di esaminare le caratteristiche intrinseche dell’immobile o la categoria catastale. Tuttavia, applicando il principio del favor rei previsto dall’art. 3, comma 2, del D.Lgs. n. 472 del 1997, la Corte ha escluso le sanzioni, poiché la riforma normativa aveva eliminato dal presupposto agevolativo il parametro delle caratteristiche qualitative dell’immobile. La sentenza impugnata è stata quindi cassata limitatamente alle sanzioni, dichiarate non dovute. Le spese di tutti i gradi sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
D.M. Ministero dei Lavori Pubblici 2 agosto 1969, art. 1
abitazioni realizzate su aree destinate dagli strumenti urbanistici, adottati od approvati, a ville, parco privato ovvero a costruzioni qualificate dai predetti strumenti come di lusso
Per il regime previgente, la collocazione dell’immobile in un’area urbanisticamente destinata a ville o a costruzioni di lusso era sufficiente a qualificare l’abitazione come di lusso, indipendentemente dalle sue caratteristiche costruttive concrete.
D.P.R. n. 131 del 1986, art. 1, comma 2, Parte Prima della Tariffa
Nella disciplina previgente individuava gli immobili esclusi dall’agevolazione prima casa mediante i parametri di lusso del D.M. 2 agosto 1969.
D.P.R. n. 131 del 1986, art. 1, comma 4, Parte Prima della Tariffa
Costituiva il fondamento della sanzione collegata alla dichiarazione non veritiera circa il possesso dei requisiti dell’immobile.
D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 10, commi 1, lettera a), e 5
Ha sostituito il criterio delle caratteristiche di lusso con il criterio catastale, escludendo dall’agevolazione gli immobili classificati nelle categorie A/1, A/8 e A/9, con efficacia per i trasferimenti successivi al 1° gennaio 2014.
D.Lgs. n. 175 del 2014, art. 33
Ha esteso il criterio catastale anche all’agevolazione prima casa applicata con IVA ridotta.
D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 3, comma 2
salvo diversa previsione di legge, nessuno può essere assoggettato a sanzioni per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile
Il principio del favor rei impedisce di applicare o mantenere sanzioni quando una normativa successiva elimina la rilevanza dell’elemento sul quale si fondava la violazione.
Art. 2697 c.c.
Richiamato dai ricorrenti in relazione all’onere della prova, ma la censura è stata dichiarata assorbita dalla conferma della legittimità della principale ratio decidendi.
Art. 360 c.p.c., comma 1, numeri 3 e 5
Disciplina i motivi di ricorso per cassazione relativi, rispettivamente, alla violazione di legge e ai vizi della motivazione.
Massime di principio
- Per gli acquisti soggetti alla disciplina anteriore al 1° gennaio 2014, la destinazione urbanistica dell’area a ville o costruzioni di lusso può essere sufficiente a escludere l’agevolazione prima casa, anche se l’immobile concreto non presenta caratteristiche di lusso particolarmente evidenti.
- In tale regime, l’ubicazione urbanistica può prevalere sulle caratteristiche intrinseche dell’abitazione e sulla classificazione catastale.
- Per gli acquisti successivi al 1° gennaio 2014, il criterio principale è quello catastale: l’agevolazione è esclusa per gli immobili classificati A/1, A/8 o A/9, indipendentemente dalle caratteristiche concrete o dalla destinazione urbanistica.
- La modifica normativa non elimina necessariamente il recupero dell’imposta relativa a un’agevolazione indebitamente fruita secondo la legge vigente al momento dell’acquisto, ma può impedire l’applicazione delle sanzioni se la condotta contestata riguarda un requisito non più rilevante secondo la legge successiva.
- Il principio del favor rei può essere applicato d’ufficio dal giudice in ogni fase del giudizio, purché la sanzione non sia divenuta definitiva.
- Per valutare casi analoghi occorre verificare anzitutto la data dell’acquisto, la disciplina applicabile in quel momento, gli strumenti urbanistici allora vigenti e, per il periodo successivo, la categoria catastale dell’immobile.
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