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Sentenza

Sentenza del 18/06/2015 n. 2340 - Comm. Trib. Prov. Bari

Accertamento - Avviso - Sottoscrizione - Dirigenti decaduti - Sentenza Corte costituzionale 37/2015 - Effetto retroattivo - Illegittimità dell'avviso - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il giudice ha ritenuto illegittimo l’avviso di accertamento, poiché sottoscritto da un soggetto la cui investitura dirigenziale derivava da norme dichiarate incostituzionali, oppure da un funzionario delegato da tale soggetto. La decadenza dall’incarico è stata considerata retroattiva, con conseguente invalidità dell’atto impositivo.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato l’avviso di accertamento sostenendo che fosse stato sottoscritto da un funzionario privo della legittima qualifica dirigenziale. La contestazione si fondava sulla sentenza n. 37/2015 della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittime le norme utilizzate per conferire incarichi dirigenziali a funzionari privi dei requisiti ordinari. Secondo tale impostazione, la declaratoria di incostituzionalità opera retroattivamente e incide sulla validità degli atti sottoscritti dai dirigenti decaduti o dai funzionari da essi delegati.

Norme richiamate

  • Sentenza della Corte costituzionale n. 37/2015

    La Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le norme che consentivano il conferimento di incarichi dirigenziali a funzionari dell’Agenzia delle entrate senza il previo superamento di un regolare concorso. Nel caso esaminato, la decisione è stata interpretata nel senso che gli incarichi conferiti in base a tali norme non potevano legittimare la sottoscrizione degli avvisi di accertamento.

Massime di principio

  • La validità di un avviso di accertamento può essere contestata quando risulta sottoscritto da un soggetto privo della legittima qualifica o di una valida delega.
  • Quando una norma attributiva di poteri amministrativi viene dichiarata incostituzionale, occorre verificare se la decisione incida retroattivamente sugli atti compiuti in base a quella norma.
  • La sottoscrizione da parte di un funzionario delegato non risolve necessariamente il problema se la delega proviene da un dirigente la cui nomina è illegittima.
  • In situazioni analoghe è essenziale verificare la qualifica del firmatario, la legittimità della sua nomina, l’esistenza e l’ampiezza della delega, nonché la normativa e la giurisprudenza applicabili alla data dell’atto.
  • L’invalidità dell’avviso non deriva automaticamente dalla mera appartenenza del firmatario all’amministrazione: deve essere accertato il difetto concreto di potere o di valida delega secondo il quadro normativo e giurisprudenziale pertinente.

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