Sentenza n. 1290/2026 - Napoli, Sezione 6
per l’annullamento del provvedimento di revoca del nulla osta - istanza P-NA/L/Q/2023/102424 al lavoro subordinato, emesso dalla Prefettura di Napoli il 30/04/2025; nonché di ogni altro atto comunque connesso a quello impugnato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta al lavoro subordinato, adottato a causa della mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno con il datore di lavoro originario
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente aveva ottenuto il nulla osta al lavoro subordinato ed era entrato regolarmente in Italia, ma la Prefettura aveva omesso per lungo tempo di convocare lui e il datore di lavoro originario per la sottoscrizione del contratto di soggiorno. Nel frattempo, il ricorrente aveva trovato un’occupazione presso un diverso datore di lavoro e aveva documentato l’avvio del rapporto nel luglio 2024; inoltre, l’attività della datrice di lavoro originaria era cessata nel dicembre 2024. La revoca è stata censurata per violazione di legge ed eccesso di potere, in quanto l’Amministrazione avrebbe imputato al lavoratore le conseguenze della propria inerzia, senza valutare la possibilità di consentire la stipulazione del contratto di soggiorno con il nuovo datore di lavoro o di rilasciare un permesso per attesa occupazione. Sono stati inoltre dedotti il mancato esame della condizione personale e dell’inserimento sociale e lavorativo dello straniero e la violazione delle garanzie procedimentali, tra cui la mancata traduzione degli atti nella lingua conosciuta dal cittadino dello Sri Lanka.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso all’esito dell’esame congiunto delle censure di merito, assorbendo quelle procedimentali, e ha annullato la revoca del nulla osta. Il giudice ha valorizzato l’ingresso regolare in Italia, l’assenza di contestazioni circa l’originaria sussistenza delle condizioni per il rapporto di lavoro, la prolungata inerzia dell’Amministrazione nella convocazione delle parti e il consistente intervallo tra il rilascio del nulla osta e la revoca. Il decorso del tempo non imputabile al lavoratore non può determinare a suo carico le conseguenze sfavorevoli della mancata sottoscrizione del contratto. Prima di revocare il nulla osta, l’Amministrazione avrebbe dovuto considerare l’inserimento sociale, familiare e lavorativo maturato medio tempore, la nuova attività lavorativa documentata, la cessazione dell’attività del datore originario e la possibilità di consentire il cambio di datore o di rilasciare un titolo per attesa occupazione, anche alla luce delle circolari ministeriali. La decisione ha ritenuto irragionevole l’allocazione dell’alea del ritardo amministrativo sul ricorrente. Le spese sono state compensate.
Massime di principio
- Quando la mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno dipende, in tutto o in parte, dalla prolungata inerzia dell’Amministrazione nella convocazione delle parti, le conseguenze sfavorevoli del decorso del tempo non possono essere automaticamente imputate allo straniero titolare di un nulla osta al lavoro.
- Prima di revocare un nulla osta al lavoro subordinato rilasciato a uno straniero regolarmente entrato nel territorio nazionale, l’Amministrazione deve valutare l’inserimento sociale, familiare e lavorativo maturato nel frattempo e l’eventuale possibilità di rilasciare un titolo di soggiorno diverso, incluso un permesso per attesa occupazione.
- La revoca del nulla osta non è legittima se l’Amministrazione, dopo avere omesso per un periodo significativo di convocare le parti, non considera la nuova attività lavorativa del cittadino straniero e la possibilità di consentire la sottoscrizione del contratto di soggiorno con un diverso datore di lavoro.
- L’Amministrazione non può allocare irragionevolmente sul lavoratore straniero l’alea derivante dal proprio ritardo procedimentale, quando il lavoratore sia entrato regolarmente in Italia e non sia contestata l’originaria sussistenza delle condizioni per il rapporto di lavoro.
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