Sentenza del 18/10/2023 n. 3123 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione degli avvisi di accertamento per il recupero a tassazione (IRES) di crediti d'imposta per attività di ricerca e sviluppo relativi agli anni d'imposta 2019 e 2020. La contribuente contestava: a) omissione/necessità di un contraddittorio preventivo ex art. 5-ter D.Lgs. n.218/1997 e Circolare n.17/E/2020; b) mancata acquisizione del parere tecnico del MISE (art.8 D.M. 27/05/2015); c) merito: illegittimità dell'accertamento perché le attività EDSM costituirebbero R&S ammissibile e i relativi costi sarebbero effettivamente sostenuti; d) in subordine, eccezione di obiettiva incertezza normativa e richiesta di attenuazione delle sanzioni.
La decisione
Appello rigettato e sentenza di primo grado confermata. La Corte ha ritenuto che: il contraddittorio preventivo, ove rilevante, era stato in concreto espletato mediante questionari noti alla contribuente; la richiesta del parere MISE è facoltativa e l'Ufficio ha legittimamente deciso di non richiederlo, anche per la genericità delle allegazioni; nel merito la documentazione prodotta dal contribuente è risultata generica, postuma e insufficiente (mancanza di fogli di presenza, relazioni tecniche firmate come prescritto dall'art.3 comma 11-bis D.L. n.145/2013, contratti significativi per tutte le annualità, prova del prototipo, ecc.), cosicché i crediti contestati sono stati ritenuti inesistenti. Le sanzioni applicate dall'Ufficio sono state confermate (minimo edittale) e la società condannata al pagamento delle spese di giudizio per Euro 8.000,00 oltre accessori.
Norme richiamate
D.Lgs. n.218 del 1997, art.5-ter comma 3 e comma 5
disciplina del contraddittorio preventivo con il contribuente
Il contraddittorio è uno strumento generalmente previsto ma non implica l'automatica invalidazione dell'accertamento se non provato che il contribuente avrebbe fornito elementi concreti e non pretestuosi capaci di modificare la valutazione dell'Ufficio; i questionari inviati possono costituire contraddittorio in concreto.
Circolare Agenzia delle Entrate n.17/E del 2020
indirizzi in materia di contraddittorio preventivo
La circolare indica la necessità del contraddittorio ma la Corte richiede che il contribuente dimostri quali elementi concreti avrebbe prodotto e come avrebbero influito sull'accertamento.
D.M. 27 maggio 2015, art.8
possibilità di richiedere il parere del MISE
La richiesta di parere tecnico al MISE è facoltativa; l'Amministrazione può decidere di non acquisirlo specie se le deduzioni del contribuente sono generiche e non individuano aspetti tecnici specifici sottoponibili a preventiva valutazione del MISE.
D.L. n.145 del 2013, art.3 comma 11-bis
obbligo di redazione di relazione tecnica per attività di R&S
Per le attività svolte direttamente dall'impresa occorre una relazione a cura del responsabile aziendale controfirmata dal legale rappresentante; la mancata produzione di detta relazione è elemento decisivo per escludere la prova della spettanza del credito.
Risoluzione Agenzia delle Entrate AE/40/E2019
criteri di finanziabilità dei progetti R&S
L'Agenzia ha chiarito limiti di ammissibilità (es. esclusione di alcune categorie come sviluppo sperimentale se rientranti in definizioni non agevolabili); la Corte ha ritenuto possibile che l'attività segnalata fosse riconducibile a sviluppo sperimentale non finanziabile.
D.P.R. n.600 del 1973, art.32
invito a comparire / richiesta documentale
L'Ufficio può svolgere istruttoria anche mediante inviti/documentazione; il procedimento svolto da altra Direzione e le relative scelte istruttorie non vincolano l'Ufficio che procede al controllo.
D.Lgs. n.546 del 1992, art.15 comma 2-sexies
riduzione del 20% nella liquidazione delle spese di lite
Norma applicata per quantificare le spese di giudizio ridotte percentualmente nel dispositivo.
Comunicazione Commissione 2014/C 198/01 e Manuale di Frascati
criteri europei su ricerca, sviluppo e innovazione e definizione di attivita' agevolabili
Riferimenti utilizzati dalla contribuente per sostenere l'agevolabilità (es. creazione di algoritmi); la Corte ha ritenuto che tali riferimenti non sostituiscono la necessità di prove specifiche e documentazione probatoria idonea.
Massime di principio
- Il contraddittorio preventivo è generalmente previsto ma il contribuente deve dimostrare, con elementi precisi, quali argomentazioni avrebbero inciso sull'esito: questionari e richieste documentali possono costituire contraddittorio valido.
- La richiesta del parere tecnico del MISE è facoltativa e dipende dalla qualità e dalla specificità della documentazione: se le deduzioni tecniche sono generiche il parere potrebbe non essere richiesto dall'Ufficio.
- Per ottenere crediti R&S occorre documentazione contemporanea, dettagliata e tipicamente prevista dalla normativa (relazioni tecniche firmate ex art.3 comma 11‑bis D.L. n.145/2013, fogli di presenza, contratti di ricerca dettagliati, evidenza di prototipi e confronto risultati attesi/ottenuti); documenti generici e postumi sono normalmente insufficienti.
- Certificazioni contabili o attestazioni sulla correttezza formale non sostituiscono la prova sostanziale dell'effettivo svolgimento di attività di R&S ammissibili.
- Se, a seguito dell'istruttoria, il credito risulta 'inesistente in nuce' per mancanza di prova, le sanzioni minime possono essere confermate; per ottenere attenuazioni il contribuente deve dimostrare un'affidabile e oggettiva incertezza normativa, non solo interpretazioni divergenti.
- Qualora si intenda coinvolgere il MISE occorre indicare preventivamente i profili tecnici specifici che si ritengono controversi e produrre documentazione capace di consentire una valutazione tecnica puntuale.
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