Sentenza del 17/10/2023 n. 314 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Umbria
Accertamento imposte - IMU - Terreni edificabili - Svolgimento attività agricola continuativa - Qualifica coltivatore diretto - Illegittimità
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione degli avvisi di accertamento IMU 2014 per terreni classificati edificabili nel piano regolatore comunale. La ricorrente ha contestato l'attribuzione di edificabilità e il valore al mq assegnato dal Comune, nonché ha dedotto che i terreni sono oggetto di coltivazione agricola continuativa effettuata dalla madre, la quale ha la qualifica di coltivatrice diretta, richiedendo l'esenzione IMU per terreni agricoli.
La decisione
La Corte d'appello tributaria ha accolto l'appello della contribuente: ha ritenuto che l'IMU non è applicabile ai terreni qualificati come edificabili quando su di essi venga praticata in modo continuativo e sistematico attività agricola o silvopastorale da un coltivatore diretto o da un imprenditore agricolo professionale. Poiché dagli atti risultava che la madre comproprietaria, in qualità di coltivatrice diretta, conduceva i terreni in modo continuativo e il Comune non aveva mai contestato l'effettivo svolgimento dell'attività agricola, il Collegio ha esteso l'esenzione a tutti i comproprietari (anche quelli privi di qualifica speciale), annullando gli avvisi di accertamento IMU impugnati.
Norme richiamate
Normativa IMU relativa all'esenzione dei terreni agricoli
L'interpretazione adottata è che l'esenzione IMU spetti ai terreni effettivamente destinati ad attività agricola o silvopastorale quando la coltivazione è praticata in modo continuativo e sistematico da un coltivatore diretto o da un imprenditore agricolo professionale; tale esenzione si estende a tutti i comproprietari se almeno uno di essi possiede la qualifica richiesta.
Piano regolatore comunale (attribuzione di edificabilità)
L'attribuzione di edificabilità da parte del piano regolatore non è sufficiente, di per sé, a escludere l'esenzione IMU se sui terreni è effettivamente e continuativamente esercitata attività agricola; la qualificazione urbanistica non muta automaticamente il regime fiscale dell'uso concreto del bene.
Principio di autonomia dei singoli periodi d'imposta
Un precedente giudicato su diversa annualità non vincola automaticamente la decisione sul periodo in contestazione; ogni anno di imposta va valutato autonomamente.
Massime di principio
- Se un terreno è sistematicamente e continuativamente coltivato da un coltivatore diretto o da un imprenditore agricolo professionale, l'esenzione IMU per terreni agricoli può trovare applicazione anche se il terreno è classificato edificabile nel piano regolatore.
- L'esenzione IMU, in presenza di conduzione agricola continuativa, si estende a tutti i comproprietari dei terreni se almeno uno di essi ha la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale.
- L'attribuzione di edificabilità o la quantificazione del valore al metro quadro nel piano regolatore sono atti presupposti che possono essere contestati ma non annullano automaticamente i diritti fiscali derivanti dall'uso effettivo del terreno; per contestare tali atti occorrono adeguate prove (es. perizia) che dimostrino la diversa situazione di fatto o di valore.
- La mancanza di una contestazione da parte del Comune circa l'effettivo svolgimento dell'attività agricola indebolisce la possibilità di applicare l'IMU; è onere dell'amministrazione fornire elementi certi contrari all'uso agricolo dichiarato.
- I giudizi relativi ad annualità diverse sono autonomi: la decisione favorevole al contribuente per un anno non è automaticamente estendibile ma costituisce argomento utile; ogni periodo d'imposta richiede la propria prova sulla sussistenza dei presupposti.
- In contenziosi simili è consigliabile produrre documentazione probatoria della coltivazione continuativa (contratti di conduzione, documenti previdenziali/assicurativi, registrazioni di produzione, iscrizione come coltivatore diretto o IAP) e, se si impugna la classificazione urbanistica o i valori, una perizia tecnica/economica a supporto.
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