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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41338/2023 del 11/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Bari (23/09/2022) che li ha condannati per porto illegale di arma comune da sparo (fatti del 2/12/2015 a San Marco in Lamis): sostengono che la Corte d'appello ha contraddetto il Tribunale, il quale aveva assolto dall'esercizio illecito dell'attività venatoria per mancanza di elementi circa l'uccisione del capriolo; inoltre lamentano che l'arma non sarebbe stata detenuta per una durata apprezzabile o comunque non vi sarebbe prova di impiego, che le circostanze attenuanti generiche non sono state adeguatamente concesse (anche in prevalenza sulle aggravanti) e che non è stata applicata la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati, confermando la valutazione di merito. Ha ritenuto che il trasferimento dell'arma, durante la battuta di caccia, dal soggetto titolato a quello non titolato che poi ha imbracciato l'arma costituisca un porto illecito anche se temporaneo, purché di durata apprezzabile. Ha osservato che non si trattò di mera esibizione: i ricorrenti, scesi dall'autovettura, ricevettero le armi "breve manu" da un terzo e si allontanarono nella boscaglia ciascuno imbracciando il fucile. La Corte ha inoltre rilevato la gravità dei fatti (penetrazione in quattro in un parco nazionale dove la caccia è vietata, senza titolo abilitativo) e ha confermato che le circostanze attenuanti generiche sono state riconosciute in equivalenza con le aggravanti, escludendo la particolare tenuità del fatto. Ha quindi rigettato i ricorsi e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Legge 2 ottobre 1967, n. 895 (Norme sulla caccia), artt. 4 e 7

    Usata come fondamento del reato di porto illegale di arma comune da sparo in attività venatoria: il porto di armi senza le necessarie autorizzazioni è illecito, e il trasferimento/affidamento dell'arma a persona non abilitata integra il porto illecito.

  • Codice penale, art. 131-bis

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata esclusa sulla base della gravità oggettiva del fatto e del grado di colpevolezza; la Corte ha ritenuto che la valutazione circa la tenuità può risultare anche implicitamente dalla motivazione che considera gli indici di gravità ex art. 133 c.p.

  • Codice penale, art. 133

    Richiamato come criterio per valutare la gravità oggettiva del fatto e il grado di colpevolezza ai fini della quantificazione della pena e per valutare l'eventuale applicabilità di 131-bis.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma applicata per la condanna alle spese del procedimento in cassazione nei confronti dei ricorrenti, dopo il rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Il porto illegale di arma si configura anche quando la detenzione è temporanea, purché la durata e il rapporto con l'arma siano apprezzabili: un trasferimento 'breve manu' seguito dall'imbracciamento costituisce porto illecito.
  • L'assoluzione o la mancata prova di un reato diverso (es. uccisione del selvatico) non esclude automaticamente la responsabilità per porto illegale di arma se esistono elementi autonomi che dimostrano il trasferimento e l'uso dell'arma da parte di persona non autorizzata.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis può essere esclusa anche implicitamente quando il giudice di merito valuta, alla stregua dell'art. 133 c.p., la gravità oggettiva della condotta e il grado di colpevolezza e ne trae la conclusione circa l'inidoneità del fatto a integrare la tenuità.
  • Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche può essere neutralizzato se valutato in equivalenza alle circostanze aggravanti; è importante che la difesa deduca specificamente le ragioni per richiedere prevalenza delle attenuanti.
  • In procedimenti per porto di armi nel contesto venatorio, il fatto di trovarsi in aree vietate (es. parchi nazionali) e l'assenza di titoli abilitativi aggravano la posizione e rendono meno probabile il riconoscimento di misure attenuanti o cause di non punibilità.

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