Sentenza n. 792/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 17258/2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha preso atto della sopravvenuta carenza di interesse dichiarata dagli appellanti e ha dichiarato l'appello improcedibile, senza esaminare i motivi di merito relativi all'ordinanza di demolizione o alla sentenza appellata. Le spese sono state compensate in ragione della natura delle questioni trattate e del comportamento processuale delle parti.
Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, Sezione II, n. 17258/2023, che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza di demolizione n. 8 del 16 maggio 2013
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Gli appellanti hanno impugnato la sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso proposto per l'annullamento dell'ordinanza comunale di demolizione delle opere edilizie realizzate su un terreno sito in località Valle Mazzocchio, con ripristino dello stato originario dei luoghi. Il testo non espone i motivi specifici dedotti contro l'ordinanza di demolizione o contro la sentenza di primo grado. Nel corso del giudizio d'appello, con memoria del 24 novembre 2025, gli appellanti hanno dichiarato di non avere più interesse a coltivare il ricorso.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel contesto della definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 38 c.p.a.
Richiamato quale disposizione applicabile al procedimento decisionale.
Massime di principio
- La dichiarazione dell’appellante di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, quando presa d’atto dal collegio, determina la sopravvenuta carenza di interesse e conduce alla declaratoria di improcedibilità dell’appello.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l’esame dei motivi di merito dedotti contro il provvedimento amministrativo e contro la sentenza di primo grado.
- In presenza di sopravvenuta carenza di interesse, le spese di giudizio possono essere compensate quando la natura delle questioni trattate e il comportamento processuale delle parti lo giustifichino.
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