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Ordinanza

Ordinanza n. 55/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento emesso dalla Direzione Regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Agenzia delle Entrate notificato in data 4.3.2026 di revoca dell’iscrizione dall’elenco informatizzato dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità.

Giustizia amministrativa202600157

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia - Trieste, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca dell'iscrizione dall'elenco informatizzato dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (professionista)

Prevale il privato

La controversia

Il professionista ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento notificato il 4 marzo 2026 con cui la Direzione Regionale del Friuli Venezia Giulia dell'Agenzia delle Entrate ha revocato la sua iscrizione dall'elenco informatizzato dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità. Il testo dell'ordinanza non espone nel dettaglio i motivi di illegittimità dedotti, limitandosi a rilevare che le questioni sollevate richiedono approfondimento nella sede di merito e che la causa è caratterizzata da una cospicua mole di documenti prodotti dalle parti.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti per la tutela cautelare e ha confermato il decreto monocratico precedentemente adottato, già rettificato, con il quale era stata sospesa l'efficacia dei provvedimenti impugnati. Quanto al fumus boni iuris, il Collegio non ha formulato una valutazione definitiva, ritenendo che le questioni sollevate necessitino dell'approfondimento proprio della fase di merito. Quanto al periculum in mora, ha confermato le valutazioni già espresse nel decreto presidenziale. Ha quindi accolto l'istanza cautelare, fissando l'udienza pubblica di merito al 23 settembre 2026. Ogni statuizione sulle spese, comprese quelle della fase cautelare, è stata rinviata al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della disciplina della tutela cautelare collegiale; l'istanza cautelare è stata accolta, con conferma della sospensione dell'efficacia degli atti impugnati.

  • art. 56 c.p.a.

    Richiamato in relazione al decreto monocratico presidenziale precedentemente adottato, con cui era stata accolta l'istanza cautelare e sospesa l'efficacia dei provvedimenti impugnati.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Applicato per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando le questioni dedotte e la documentazione processuale richiedono un approfondimento incompatibile con una valutazione definitiva nella fase cautelare, il giudice può accogliere la domanda cautelare senza definire in via conclusiva il fumus boni iuris, rinviando l'esame pieno alla fase di merito.
  • In presenza di un periculum in mora già positivamente valutato con decreto monocratico ex art. 56 c.p.a., il collegio può confermare tale valutazione nella successiva camera di consiglio e mantenere la sospensione dell'efficacia degli atti impugnati, fissando contestualmente l'udienza di merito.

Come è indicizzato

MaterieSanzioni amministrative pecuniarieTutela cautelare
RamiAutorità indipendenti e regolazioneProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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