Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29099/2024 del 18/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Castrovillari del 28/10/2019 che aveva condannato il MAGLIO ai sensi dell'art. 18, comma 1, lett. d), d.lgs. n. 81/2008. Il ricorrente sosteneva che non era stata raggiunta la prova del mancato pagamento della sanzione amministrativa dopo l'adempimento delle prescrizioni e chiedeva l'assoluzione, almeno ai sensi del comma 2 dell'art. 530 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per due motivi principali: (1) il ricorrente non ha prodotto alcuna prova o allegazione concreta a confutazione degli elementi probatori acquisiti dall'accusa, in applicazione del principio della "vicinanza della prova"; (2) le censure proposte sono di natura squisitamente di merito e quindi non è possibile la conversione dell'appello in ricorso per cassazione, non essendo consentita in questa sede una nuova valutazione della consistenza probatoria. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 81 del 2008, art. 18, comma 1, lett. d)

    art. 18, comma 1, lett. d) d.lgs. n. 81/2008

    La norma è quella rispetto alla quale è stata pronunciata la condanna di merito; nella decisione di legittimità la questione inerente la qualificazione del fatto non è stata riformata, essendo l'impugnazione inammissibile per ragioni processuali e probatorie.

  • codice di procedura penale, art. 530, comma 2

    art. 530, comma 2 cod. proc. pen.

    Il ricorrente chiedeva l'assoluzione ai sensi di questa disposizione (insufficienza della prova). La Corte ha però ritenuto inammissibile il ricorso, non procedendo a valutare il merito della richiesta ai sensi di tale norma.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 2, n. 6734 del 30/01/2020, Bruzzese)

    Sez. 2, n. 6734 del 30/01/2020 (Bruzzese)

    Richiamato il principio della "vicinanza della prova": una volta assolto l'onere probatorio dall'accusa anche mediante presunzioni, è all'imputato che spetta di allegare elementi concreti e oggettivi per confutare tali elementi, poiché è l'imputato che è in posizione migliore per procurare la prova contraria.

Massime di principio

  • In materia penale, quando l'accusa adempie il proprio onere probatorio anche tramite presunzioni o massime di esperienza, l'imputato deve allegare e, se possibile, produrre elementi concreti per confutare tali elementi; l'assenza di tali allegazioni può portare all'inammissibilità del ricorso.
  • La Corte di Cassazione non è competente a riesaminare il merito probatorio: questioni che richiedono la rivalutazione della consistenza complessiva delle prove configurano censure di merito improprie e rendono inammissibile l'impugnazione in cassazione.
  • Se la contestazione riguarda il pagamento di una sanzione amministrativa, l'imputato deve conservare e, se necessario, esibire la documentazione comprovante il versamento; in mancanza è opportuno spiegare eventi oggettivi (es. smarrimento) e indicare elementi che consentano la ricostruzione del pagamento.
  • Prima di proporre ricorso in cassazione è fondamentale formulare censure di diritto (violazione di norme o vizi procedurali) e non soltanto richieste di riesame del materiale probatorio; le impugnazioni meramente di fatto sono soggette a declaratoria di inammissibilità.
  • La difesa dovrebbe, quando possibile, anticipare e documentare nelle fasi di merito eventuali ostacoli alla produzione di prove (perdita o indisponibilità di documenti) indicando mezzi alternativi di prova per evitare l'effetto negativo del principio della "vicinanza della prova".

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.