Cassazione Penale, Sentenza n. 08563/2026 del 04/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato il riesame del decreto di convalida della perquisizione e sequestro probatorio eseguito l'8/10/2025. Il ricorrente deduce: (i) carenza o motivazione apparente per l'impossibilità di confrontare la merce sequestrata con la documentazione fotografica prodotta dalla difesa e con il logo figurativo del marchio; (ii) violazione dell'art. 309, comma 9, c.p.p., per mancata considerazione degli elementi diretti a contestare il fumus commissi delicti; (iii) contestazione della configurabilità astratta del reato ex art. 474 c.p. e della mancata valutazione, da parte del Tribunale, della documentazione (registrazione del marchio "Jeans Yesed" e fotografie dei capi) utili a creare un dubbio sulla riconducibilità dei beni al marchio Armani; inoltre si eccepisce la violazione del principio di proporzionalità in relazione all'estensione del vincolo su centinaia di capi.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso meritevole di accoglimento. Ha riscontrato che il Tribunale del riesame non ha valutato la documentazione difensiva (registrazione del marchio e fotografie) che avrebbe determinato una situazione dubbia sul fumus commissi delicti e, pur riconoscendo l'impossibilità di confronto diretto, ha fondato la riconducibilità dei beni a Armani sulle dichiarazioni di consulenti legati alla casa di moda. Inoltre il provvedimento impugnato non ha adeguatamente motivato la necessità e la proporzionalità del vincolo esteso a centinaia di capi. Per tali ragioni la motivazione è risultata carente e il principio di proporzionalità non è stato rispettato; la Corte ha quindi accolto il ricorso, disponendo l'annullamento dell'ordinanza impugnata e rimettendo la questione al giudice competente per un nuovo esame che tenga conto dei documenti prodotti e del principio di proporzionalità (conseguente necessità di motivazione specifica e verifiche richieste).
Norme richiamate
art. 309, comma 9, cod. proc. pen.
Il Tribunale doveva considerare gli elementi addotti dalla difesa per contestare la sussistenza del fumus commissi delicti; l'omessa considerazione integra violazione di legge quando la deduzione sia stata specificamente sollevata.
art. 474 cod. pen.
La difesa ha contestato la configurabilità astratta del reato (falsificazione o contraffazione) in assenza di confronto visivo diretto; la Corte segnala che il giudice deve valutare la congruità degli elementi esposti per l'astratta configurabilità.
art. 253 cod. proc. pen.
Richiamato per l'esigenza che il decreto di sequestro/convalida contenga una motivazione, anche concisa, che dia conto specificamente della finalità probatoria perseguita, in ottica di proporzionalità.
art. 275, comma 3, cod. proc. pen.
Il principio di proporzionalità delle misure cautelari, richiamato in senso estensivo anche per i sequestri reali, impone che la misura sia adeguata, necessaria e residuale rispetto a fini meno afflittivi.
art. 42 Cost.
Richiamato come presidio costituzionale del diritto di proprietà che impone bilanciamento fra interessi pubblici e sacrificio del diritto del singolo; il sequestro probatorio deve rispettare tale equilibrio.
art. 1, Primo Protocollo alla CEDU
Richiamato unitamente all'art. 42 Cost. per sottolineare la tutela della proprietà e la necessità che il sequestro sia giustificato e proporzionato.
Sentenze delle Sezioni Unite (es. Sez. U n. 5876/2004 Bevilacqua; Sez. U n. 36072/2018 Botticelli; Sez. U n. 25932/2008 Ivanov; Sez. U n. 23/1996 Bassi)
Giurisprudenza richiamata per i principi secondo cui: il ricorso per cassazione è ammesso per violazione di legge e per mancanza o motivazione apparente; il tribunale del riesame deve accertare l'astratta configurabilità del reato e valutare la congruità degli elementi forniti; il sequestro probatorio richiede motivazione specifica e rispetto del principio di proporzionalità.
Massime di principio
- Il giudice che decide sul riesame di un sequestro probatorio deve esaminare e motivare specificamente le censure difensive documentali, soprattutto se tali documenti (es. registrazione del marchio, fotografie) possono creare un dubbio significativo sul fumus commissi delicti.
- La motivazione del decreto di convalida o di mantenimento del vincolo deve indicare, anche sinteticamente, la finalità probatoria concreta perseguita e dimostrare che la misura è necessaria e proporzionata rispetto a obiettivi ottenibili con mezzi meno afflittivi.
- Non è sufficiente affidarsi esclusivamente alle dichiarazioni di consulenti della parte lesiva (es. casa di moda) senza valutare criticamente la documentazione difensiva e consentire il confronto degli elementi probatori.
- La violazione del principio di proporzionalità nel sequestro probatorio può costituire motivo di annullamento già in sede di riesame e giustifica il ricorso in cassazione per violazione di legge quando la motivazione sia assente o meramente apparente.
- Quando la difesa formula deduzioni specifiche e documentate dinanzi al tribunale del riesame, l'omessa o inadeguata considerazione di tali deduzioni è suscettibile di denuncia in sede di legittimità per violazione di legge.
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