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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24488/2022 del 24/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Chialastri impugna la sentenza della Corte d'appello di Roma che confermava la condanna per il reato di cui all'art. 186, commi 2, lett. B, 2-bis e 2-sexies Cod. Strada (fatto del 4/12/2016). Il ricorso deduce violazione di legge e carenza di motivazione nel diniego della sospensione condizionale della pena: il giudice ha motivato il diniego richiamando solo un precedente beneficio di sospensione senza effettuare la prognosi di recidiva ai sensi dell'art. 164 c.p.; inoltre si censura la valutazione della gravità del fatto con riferimento alla contestuale commissione del reato di lesioni personali colpose da circolazione, ritenuto separatamente giudicato.

La decisione

La Corte rileva che il diniego della sospensione condizionale è stato motivato senza un espresso giudizio prognostico di recidiva ex art. 164 c.p., e che tale carenza non può essere supplita dal solo richiamo a una precedente sospensione o alla gravità del reato. Considerata la data del fatto e l'irrilevanza dei periodi di sospensione della prescrizione, il reato risulta ad oggi estinto per prescrizione. Perciò la sentenza impugnata è annullata senza rinvio per estinzione del reato; è disposta l'eliminazione della sanzione amministrativa accessoria applicata e la trasmissione degli atti al Prefetto di Roma ai sensi dell'art. 224, comma 3, Cod. Strada.

Norme richiamate

  • art. 186 Codice della Strada

    Norma contestata: guida in stato di alterazione (commi indicati) per i fatti del 4/12/2016; la condanna originaria è fondata su questa disposizione.

  • art. 164 Codice Penale

    Disposizione sulla sospensione condizionale della pena: la Corte ha richiesto che il diniego del beneficio sia fondato su una concreta prognosi negativa di recidiva (primo comma), non sostituibile dal mero richiamo a un precedente beneficio o alla generica gravità del reato.

  • art. 224, comma 3, Codice della Strada

    Prevede la trasmissione degli atti al Prefetto per le competenze amministrative connesse alla sanzione accessoria: la Corte ha disposto tale trasmissione dopo l'annullamento per prescrizione.

Massime di principio

  • Il diniego della sospensione condizionale della pena deve contenere un giudizio prognostico motivato sulla recidiva ai sensi dell'art. 164 c.p.; riferimenti generici o il solo richiamo a precedenti benefici non sono sufficienti.
  • La gravità del reato, seppur rilevante, non può da sola supplire alla mancanza di una motivazione concreta sul rischio di recidiva; il giudice deve indicare gli elementi specifici che giustificano il diniego.
  • Quando, alla data della decisione della Corte di legittimità, il termine di prescrizione è interamente decorso, il reato si estingue e la sentenza va annullata senza rinvio per estinzione.
  • L'estinzione del reato per prescrizione comporta anche l'eliminazione delle sanzioni amministrative accessorie applicate in sentenza e può imporre la trasmissione degli atti al Prefetto per gli ulteriori provvedimenti amministrativi.
  • In casi simili conviene contestare in Cassazione la carenza motivazionale nei dinieghi di benefici (sospensione condizionale, misure alternative) e verificare sempre la decorrenza dei termini di prescrizione alla luce degli eventuali periodi di sospensione/interruzione.

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