Cassazione Penale, Sentenza n. 47348/2023 del 24/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso deduceva vizio di motivazione e carenza di gravità indiziaria rispetto alla contestazione di tentata estorsione (capo T), rilevando l'assenza di contatti diretti tra il Mancuso e la vittima, la scarsa concretezza degli elementi probatori (ruolo evocato del Mancuso solo tramite dichiarazioni di terzi, assenza di intercettazioni o servizi che lo riguardassero) e l'omessa o insufficiente valutazione delle argomentazioni difensive (memorie e elementi sul "tempo silente"). Inoltre si contestava l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. per mancanza dei presupposti di vantaggio per il sodalizio e del relativo fondamento indiziario.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata (quella del Tribunale del riesame) e ha disposto il rinvio al Tribunale di Catanzaro per un nuovo esame. Il motivo centrale dell'annullamento è stato l'insufficiente e contraddittorio apprezzamento della gravità indiziaria circa la partecipazione concreta del Mancuso alla condotta estorsiva: la sua figura risultava evocata solo indirettamente da terzi (Scordo) senza evidenziare un collegamento causale e probatorio adeguato; l'uso dei legami familiari e di figure terze (es. collegamenti con "Luigi Mancuso" o Megna) non è stato ritenuto idoneo a supplire la carenza di elementi concreti. Per queste ragioni la Corte ha annullato con rinvio e non ha esaminato le restanti doglianze.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Richiama il principio che il concorso di persone nel reato può manifestarsi in forme atipiche, ma il giudice deve comunque motivare specificamente la prova della partecipazione ideativa o preparatoria e il rapporto causale con l'azione degli altri concorrenti
art. 192 cod. proc. pen.
Le intercettazioni fra terzi possono costituire prova diretta senza bisogno di riscontri oppure, se trattate come indizi, richiedono i requisiti di gravità, precisione e concordanza; il giudice deve valutare il significato delle conversazioni secondo logica e linearità
art. 416-bis.1 cod. pen.
L'aggravante cd. "mafiosa" richiede evidenza che la condotta abbia avuto finalità o effetti di agevolazione del sodalizio; non è sufficiente un generico richiamo all'appartenenza o a vantaggi personali senza mostrare il nesso con il profitto/agevolazione per l'organizzazione
art. 629 cod. pen.
Riferito al reato di estorsione pluriaggravata: la qualificazione aggravata impone adeguata motivazione sugli elementi costitutivi e sulle circostanze aggravanti utilizzate per giustificare misure cautelari
art. 56, 81, 112, 57, 110 cod. pen. (richiamati difensivamente)
Richiamati dalla difesa con riguardo all'elemento soggettivo e alla partecipazione: la Corte evidenzia che vanno specificati i profili soggettivi richiesti dalle imputazioni e non possono essere desunti in via indiziaria generica
art. 311 e art. 292 cod. proc. pen. (citati difensivamente)
art. 292, comma 2, lett. c) e c-bis, e comma 2-ter
Richiamati nelle doglianze per vizio di motivazione su esigenze cautelari e valutazione degli indici; la Corte sottolinea l'obbligo del giudice di motivare puntualmente sulla gravità indiziaria e sulle esigenze cautelari
art. 23, comma 8, D.L. 137/2020
Norma procedurale richiamata per consentire alla Procura Generale di concludere per iscritto; non incide sul merito della valutazione cautelare ma è richiamata nella fase processuale
Massime di principio
- La mera evocazione del nome dell'indagato da parte di terzi, senza elementi probatori diretti o una catena causale chiara, non basta a fondare la gravità indiziaria necessaria per misure cautelari severe.
- Quando l'accusa basa la ricostruzione soprattutto su intermediari, il giudice deve spiegare in modo preciso come il ruolo dell'intermediario colleghi l'origine della richiesta estorsiva all'indagato, indicando elementi concreti e concatenati.
- Le intercettazioni tra terzi possono costituire prova diretta, ma il loro contenuto va valutato con criteri di linearità logica; se sono usate come indizi richiedono gravità, precisione e concordanza.
- L'aggravante cd. "mafiosa" (o di favoreggiamento a sodalizio) richiede prova o indizi specifici che il fatto sia stato posto in modo da avvantaggiare il sodalizio: non è sufficiente richiamare genericamente l'appartenenza o supposti vantaggi personali.
- Nelle richieste di misura cautelare il giudice deve valutare e motivare anche l'adeguatezza di misure meno afflittive (arresti domiciliari, controllo a distanza), spiegando perché non sarebbero idonee a fronteggiare le esigenze cautelari.
- Il decorso del tempo e l'assenza di "seguìti" operativi dopo i fatti denunciati incidono sulla attualità del pericolo di reiterazione e devono essere adeguatamente considerati nella valutazione del periculum.
- I legami familiari o di gruppo non possono di per sé sostituire la dimostrazione del nesso causale tra l'indagato e la condotta criminosa: servono elementi concreti che colleghino l'indagato alla singola azione contestata.
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