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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22257/2024 del 03/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Siano impugnava l'ordinanza del 7/08/2023 che aveva concesso la detenzione domiciliare ai sensi dell'art. 47-ter ord. pen. e dichiarato non luogo a provvedere sulla semilibertà, contestando in particolare la competenza del Tribunale di Sorveglianza di Lecce ad estendere la propria valutazione anche a un successivo provvedimento di cumulo emesso dalla Procura di Velletri. Dopo il cumulo, la pena era stata rideterminata e il ricorrente aveva presentato istanza di affidamento in prova al servizio sociale; Siano lamentava che il Tribunale non avrebbe esaminato adeguatamente tale istanza e che ciò avrebbe violato il diritto di difesa, deducendo inosservanza ed errata applicazione della legge penale ai sensi dell'art. 606, n.1, lett. b) c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta l'applicazione del principio della perpetuatio iurisdictionis: la competenza del Tribunale di sorveglianza, radicatasi sulla situazione al momento della richiesta originaria, rimane insensibile a successivi provvedimenti sopravvenuti, ivi compreso il titolo di cumulo. Quanto all'istanza di affidamento in prova, il Tribunale di merito aveva rilevato la tardività della sua proposizione e aveva comunque escluso i requisiti per la misura in considerazione dei gravi precedenti e della propensione a delinquere emersa dal rapporto di Polizia. La Cassazione ha confermato tali valutazioni e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. In sede di merito era stata inoltre disposta la trasmissione degli atti al Magistrato di sorveglianza di Lecce per la valutazione della liberazione anticipata e l'estensione della detenzione domiciliare alla ulteriore sentenza compresa nel cumulo.

Norme richiamate

  • art. 678, comma 1-ter, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per il rimedio di opposizione avverso l'ordinanza interlocutoria; utilizzata quale titolo processuale per il ricorso in sede di merito

  • art. 47-ter ord. pen.

    Norma sull'ammissione alla detenzione domiciliare applicata dal magistrato relatore per concedere la misura alternativa

  • art. 47 ord. pen.

    Norma sull'affidamento in prova al servizio sociale; il Tribunale ha rilevato la tardività dell'istanza e l'assenza dei requisiti in base ai precedenti del condannato

  • art. 606, n. 1, lett. b) c.p.p.

    Motivo di ricorso indicato dal difensore per denunciare inosservanza ed erronea applicazione della legge penale; la Cassazione lo ha ritenuto infondato rispetto alla questione di competenza e alla mancata istruttoria sull'affidamento

  • principio della perpetuatio iurisdictionis (giurisprudenza)

    in forza del principio della perpetuatio iurisdictionis la competenza per territorio del magistrato o del tribunale di sorveglianza, una volta radicatasi con riferimento alla situazione esistente all'atto della richiesta di una misura alternativa alla detenzione, rimane insensibile agli eventuali mutamenti che tale situazione può subire in virtù di successivi provvedimenti

    Principio applicato dalla Corte per affermare che la sopravvenienza di un titolo esecutivo non trasferisce la competenza ad altro organo se la competenza si era già radicata al momento della prima istanza

  • Sez. 1, n. 57954 del 19/09/2018, Rv. 275317 (giurisprudenza)

    Giurisprudenza di riferimento richiamata a supporto del principio della perpetuatio iurisdictionis e della insensibilità della competenza rispetto a titoli successivi

Massime di principio

  • La competenza del Tribunale di sorveglianza, una volta radicata in relazione alla situazione esistente al momento della prima richiesta di misura alternativa, resta valida anche se sopravvengono successivi titoli esecutivi: non sempre la comparsa di nuove condanne trasferisce la competenza.
  • Istanza di misura alternativa proposta tardivamente (ad esempio solo all'udienza fissata per decidere sull'opposizione) può essere dichiarata inammissibile o valutata negativamente per tardività; è quindi importante proporre tempestivamente nuove richieste e corredarle della documentazione necessaria.
  • Anche se una richiesta tardiva viene esaminata, il giudice di merito può respingerla sulla base della valutazione del profilo soggettivo del richiedente (precedenti penali, segnalazioni di polizia, propensione a delinquere) e non solo per questioni formali.
  • Il ricorrente deve custodire e produrre tempestivamente ogni nuovo titolo esecutivo e ogni istanza connessa (es. affidamento in prova) per evitare di perdere la possibilità di un esame di merito; in caso di sopravvenienze rilevanti è opportuno chiedere espressamente al giudice l'acquisizione della documentazione e la valutazione integrata.
  • La trasmissione degli atti al Magistrato di sorveglianza può essere disposta per assicurare le necessarie fasi procedurali (ad es. valutazione per liberazione anticipata) e non esclude che il Tribunale di sorveglianza abbia già competenza originaria sulla materia.

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