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Sentenza

Sentenza n. 6119/2026 - Roma, Sezione 5T

per l’annullamento della determinazione dirigenziale n. rep. -OMISSIS- del 20.11.2023, n. prot. QC/-OMISSIS-del 20.11.2023, avente a “OGGETTO: art. 53 L.R. 28 dicembre 2006 n. 27 ‘Regolarizzazione delle occupazioni senza titolo da parte di soggetti aventi diritto. […]’ - Diniego dell’assegnazione in regolarizzazione di alloggio di E.R.P., di proprietà di Roma Capitale, sito in Roma, -OMISSIS- int. 23, BU -OMISSIS-”, notificata il 17.2.2025, a mani della ricorrente.

Giustizia amministrativa202504768

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’assegnazione in regolarizzazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego di assegnazione in regolarizzazione dell’alloggio ERP, sostenendo che il familiare formalmente intestatario del contratto lo aveva lasciato già dal 2001, mettendolo nella disponibilità della ricorrente e del coniuge. Ha dedotto eccesso di potere per carenza di istruttoria, erroneità dei presupposti, contraddittorietà, illogicità e irrazionalità dell’azione amministrativa, nonché violazione dell’art. 53 della l.r. n. 27/2006, dell’art. 12/1999 e dell’art. 97 Cost., oltre a carenza di motivazione. In particolare, ha sostenuto che Roma Capitale si fosse limitata a verificare l’esistenza del contratto intestato al cognato senza accertare chi occupasse effettivamente l’immobile. Ha inoltre affermato che la domanda di voltura presentata il 17 maggio 2006 costituisse autodenuncia dell’occupazione, idonea a comprovare l’inizio dell’occupazione sine titulo prima del 20 novembre 2006, data rilevante ai fini della regolarizzazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che, alla data del 20 novembre 2006, l’alloggio fosse ancora formalmente e sostanzialmente riconducibile al legittimo assegnatario, il quale risultava residente nell’immobile fino al 2010 secondo le risultanze anagrafiche. La stessa ricorrente aveva riconosciuto nel ricorso che il cognato era intestatario del contratto e, nella domanda di voltura del 17 maggio 2006, aveva dichiarato tale situazione. Il trasferimento materiale dell’assegnatario in altro luogo, ove non accompagnato da una formale rinuncia o abbandono comunicato all’ente competente, non modifica la qualificazione giuridica dell’occupazione. L’occupazione da parte della ricorrente e del coniuge doveva quindi considerarsi ospitalità tollerata dal soggetto avente titolo, incompatibile con l’occupazione sine titulo finché l’alloggio rimaneva regolarmente assegnato. La domanda di voltura non poteva valere come autodenuncia dell’occupazione abusiva, anche perché era diretta a ottenere il riconoscimento della ricorrente quale assegnataria legittima. Inoltre, il successivo contratto di locazione stipulato il 21 maggio 2007 dimostrava la volontà dell’assegnatario formale di mantenere la disponibilità dell’alloggio. Sono state pertanto ritenute infondate sia la censura di difetto di istruttoria sia quella di violazione di legge. Le spese sono state compensate in ragione della novità dei profili trattati.

Norme richiamate

  • art. 53 l.r. Lazio 27/2006

    L’assegnazione in regolarizzazione di cui al comma 1 è subordinata: a) al protrarsi dell’occupazione senza soluzione di continuità da parte dello stesso nucleo familiare dalla data di occupazione fino al momento dell’assegnazione. La data di inizio dell’occupazione deve essere comprovata esclusivamente tramite certificazione anagrafica o verbale di accertamento della Polizia municipale o autodenuncia dell’occupante in data anteriore al 20 novembre 2006

    La data del 20 novembre 2006 costituisce il discrimine temporale per la regolarizzazione. L’autodenuncia deve riferirsi a un’occupazione sine titulo effettiva e non può essere ricavata da un’istanza volta a ottenere la voltura o il riconoscimento della qualità di assegnatario legittimo quando l’alloggio risulta ancora assegnato ad altro soggetto.

  • art. 97 Cost.

    La disposizione è richiamata tra i parametri di legittimità dedotti dalla ricorrente, ma il giudice non svolge una distinta interpretazione dell’articolo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base normativa per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle persone fisiche.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento dell’oscuramento dei dati personali nella pubblicazione della sentenza.

Massime di principio

  • Ai fini dell’assegnazione in regolarizzazione di un alloggio ERP, la data prevista dalla legge regionale come discrimine temporale deve essere verificata con riferimento a un’occupazione sine titulo effettiva e non alla mera presenza materiale di un soggetto diverso dall’assegnatario formale.
  • La permanenza dell’assegnazione formale e della residenza dell’assegnatario nell’alloggio esclude, fino alla cessazione del rapporto o alla formalizzazione della rinuncia nei confronti dell’ente competente, che la presenza di familiari o terzi possa qualificarsi come occupazione senza titolo; essa integra invece ospitalità tollerata dal soggetto avente titolo.
  • Il trasferimento materiale dell’assegnatario in altro luogo non determina di per sé l’abbandono giuridicamente rilevante dell’alloggio ERP, se l’abbandono definitivo e la rinuncia non sono stati formalizzati secondo la disciplina applicabile.
  • Un’istanza di voltura del contratto presentata da chi intenda ottenere il riconoscimento della qualità di assegnatario legittimo non costituisce autodenuncia dell’occupazione sine titulo ai fini della decorrenza del termine per la regolarizzazione.
  • La stipulazione, successiva alla data-soglia, di un contratto di locazione da parte dell’assegnatario formale costituisce elemento incompatibile con la tesi dell’avvenuta definitiva perdita della disponibilità dell’alloggio prima della data-soglia.

Come è indicizzato

MaterieEdilizia residenziale pubblicaMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaEccesso di potereLegittimo affidamento

Testo integrale

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