Sentenza del 14/09/2016 n. 6978 - Comm. Trib. Prov. Milano
Ricorso - Cartella di pagamento - Impugnazione per vizi propri - Ammissibilità ricorso - Sussiste - Impugnazione per eccezioni di merito - Conseguenze.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato dichiarato inammissibile, perché diretto contro il soggetto non legittimato passivamente rispetto alla contestazione proposta. L'impugnazione della cartella contro l'agente della riscossione è ammissibile solo quando riguarda vizi propri dell'atto o della sua notificazione; per contestare la tardività della pretesa o altri profili di merito occorre chiamare in giudizio l'ente creditore.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha impugnato la cartella di pagamento contestando esclusivamente la tardività della notifica e, quindi, un profilo attinente alla pretesa tributaria o alla tempestività dell'azione dell'ente creditore, senza dedurre vizi propri della cartella o dell'attività dell'agente della riscossione. Le eccezioni di merito devono essere rivolte nei confronti dell'ente titolare del credito, non soltanto contro l'agente della riscossione.
Massime di principio
- La cartella di pagamento deve essere impugnata nei confronti del soggetto corretto, individuato in base al tipo di censura formulata.
- I vizi propri della cartella o della sua notificazione possono essere contestati nei confronti dell'agente della riscossione.
- Le eccezioni di merito relative all'esistenza, alla debenza o alla tempestività del credito devono essere rivolte contro l'ente impositore o altro ente titolare del credito.
- La mancata individuazione del legittimato passivo può comportare l'inammissibilità del ricorso, anche se la contestazione potrebbe astrattamente essere fondata.
- Prima di proporre ricorso è necessario distinguere tra contestazioni formali dell'atto e contestazioni sostanziali della pretesa, verificando conseguentemente chi debba essere convenuto.
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