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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39556/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale per il riesame che aveva rigettato l'istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari applicata al ricorrente per reati di associazione a delinquere e falso in atto pubblico. I difensori deducevano violazione di legge e vizio di motivazione perché il Tribunale avrebbe illegittimamente fatto riferimento all'efficacia ostativa del giudicato cautelare senza valutare adeguatamente (a) la pendenza del ricorso per cassazione verso la precedente ordinanza, (b) la presunta novità degli elementi addotti: il parere favorevole del pubblico ministero, le dimissioni dell'imputato da cariche societarie, la nomina di un nuovo amministratore, l'avvenuta riorganizzazione aziendale, l'avanzamento del processo alla fase di istruzione dibattimentale e il pensionamento del ricorrente. Si sosteneva che tali elementi, unitamente al tempo già trascorso in detenzione domiciliare, avrebbero dovuto essere valutati autonomamente per ritenere superate le esigenze cautelari.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. In sede di merito il Tribunale per il riesame aveva già ritenuto che le richieste reiterate non apportassero elementi nuovi rispetto alla decisione precedente e che il mero decorso del tempo non costituisse elemento idoneo a incidere sulle esigenze cautelari. Inoltre i difensori hanno depositato una rinuncia al ricorso il 13/09/2022 per sopravvenuta carenza di interesse; il Pubblico Ministero aveva chiesto l'inammissibilità del ricorso. Per questi motivi la Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile (con indicazione di non condanna alle spese in considerazione della rinuncia).

Norme richiamate

  • art. 23 comma 8 D.L. n. 137/2020

    Il procedimento si è celebrato con contraddittorio scritto ai sensi della norma, ossia con scambio di memorie e conclusioni in forma scritta.

  • principio giurisprudenziale sul "giudicato cautelare" e sulla novità degli elementi

    La decisione applica il principio secondo cui il mero decorso del tempo non costituisce, di per sé, un elemento nuovo idoneo a superare le esigenze cautelari; è necessaria la produzione di elementi concreti e pertinenti che incidano sui rischi cautelari (inquinamento probatorio, fuga, reiterazione).

Massime di principio

  • La semplice durata della misura cautelare non è di per sé sufficiente a dimostrare la venuta meno delle esigenze cautelari: occorrono elementi nuovi e specifici che incidano sui rischi che giustificano la misura.
  • Elementi come pareri favorevoli del Pubblico Ministero, dimissioni da cariche, nomina di nuovi amministratori, riorganizzazioni aziendali o il pensionamento del detenuto possono contribuire a valutare la riduzione delle esigenze cautelari, ma devono essere documentati e valutati nel loro concreto effetto sui rischi (es. inquinamento probatorio, reiterazione, fuga).
  • Quando si propone un riesame cautelare bisogna indicare chiaramente la novità delle circostanze rispetto alle decisioni precedenti; reiterare le stesse argomentazioni già respinte rende probabile il rigetto per mancanza di novità.
  • La pendenza di un gravame (es. ricorso per cassazione avviato contro una precedente ordinanza) non impedisce in assoluto una nuova valutazione, ma non sostituisce la necessità di elementi nuovi e pertinenti.
  • La rinuncia al ricorso per sopravvenuta carenza di interesse determina, di regola, l'inammissibilità del ricorso senza condanna alle spese se la rinuncia è tempestiva e giustificata.

Testo integrale

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