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Parere

Parere n. 922/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario proposto dai signori Lino Gallo e Claudio Gallo contro il Comune di Iseo per l’annullamento della variante generale al piano di governo del territorio del Comune di Iseo adottata con delibera del consiglio comunale n. 32 del 28 luglio 2022 e approvata definitivamente con delibera del consiglio comunale n. 3 del 16 gennaio 2023.

Giustizia amministrativa202401240

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione della variante generale al piano di governo del territorio del Comune di Iseo, limitatamente alle previsioni del piano delle regole relative all’unità di paesaggio “Riva del Lago” e alla riconversione turistico-ricettiva di un fabbricato residenziale esistente.

Esito

INTERLOCUTORIO

La questione giuridica

I ricorrenti hanno impugnato la variante generale al piano di governo del territorio, adottata con delibera consiliare n. 32 del 28 luglio 2022 e approvata definitivamente con delibera n. 3 del 16 gennaio 2023, nella parte in cui ha incluso un loro fabbricato, composto da sette unità immobiliari e attualmente destinato a residenza, nell’unità di paesaggio “Riva del Lago”. La disciplina impugnata prevede che, in sede di attuazione del piano delle regole, gli edifici esistenti debbano essere obbligatoriamente convertiti a destinazione turistico-ricettiva, con la sola permanenza della funzione residenziale accessoria, denominata RES_PER, entro 250 mq di superficie lorda o entro il diverso limite eventualmente stabilito dalla norma di piano. Con i primi due motivi i ricorrenti hanno dedotto l’irragionevolezza della disciplina, sostenendo che essa comprometterebbe la destinazione residenziale di un edificio già esistente senza essere necessaria rispetto all’obiettivo dichiarato della variante, consistente nel divieto di realizzare nuove strutture a destinazione esclusivamente residenziale. È stata inoltre dedotta la violazione del legittimo affidamento. Con il terzo motivo è stato contestato il mancato incremento della capacità edificatoria del fabbricato, nonostante l’inclusione nel piano delle regole della porzione del mappale n. 56 destinata a giardino, inizialmente ricompresa in altra zona; secondo i ricorrenti, la capacità edificatoria riconosciuta sarebbe rimasta insufficiente, al netto della volumetria esistente, per realizzare un albergo diffuso.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che l’affare non fosse maturo per la decisione e ha disposto un’integrazione istruttoria, lasciando impregiudicata ogni valutazione in rito e nel merito. Ha rilevato che nel fascicolo non erano state acquisite integralmente le pertinenti norme tecniche di attuazione, in particolare il paragrafo 4.3.4., riportato soltanto parzialmente e per estratto. Ha inoltre richiesto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, previa interlocuzione con il Comune di Iseo, di integrare la relazione istruttoria precisando l’ambito oggettivo, soggettivo e temporale del nuovo regime urbanistico e i presupposti della sua applicazione. L’integrazione dovrà chiarire, in particolare, se e a quali condizioni sia prevista la riconversione turistico-ricettiva delle strutture residenziali esistenti e quali limitazioni siano immediatamente applicabili per il solo fatto dell’approvazione della nuova disciplina. Il Ministero dovrà adempiere entro 120 giorni dalla comunicazione del parere e trasmettere la relazione integrativa anche ai ricorrenti, i quali potranno presentare osservazioni e controdeduzioni entro i successivi 15 giorni. La trattazione è stata rinviata a un’adunanza da fissarsi nel quarto trimestre del 2026. In caso di ingiustificato mancato adempimento, l’affare potrà essere deciso sulla base degli atti già presenti.

Osservazioni

Norme tecniche di attuazione - paragrafo 4.3.4.

Devono essere acquisite integralmente le pertinenti norme tecniche di attuazione, poiché il paragrafo 4.3.4. risulta agli atti soltanto in parte e per estratto e la sua conoscenza è indispensabile per decidere il ricorso.

Ambito del nuovo regime urbanistico

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, previa interlocuzione con il Comune di Iseo, deve precisare l’ambito oggettivo, soggettivo e temporale della nuova disciplina introdotta dalla variante.

Riconversione delle strutture residenziali esistenti

La relazione istruttoria deve chiarire i presupposti di applicazione del nuovo regime, con particolare riferimento all’eventuale obbligo di riconversione turistico-ricettiva degli edifici residenziali esistenti.

Limitazioni immediatamente applicabili

Deve essere precisato quali limitazioni derivino immediatamente dalla sola approvazione della nuova disciplina urbanistica, anche prima dell’attuazione del piano delle regole.

Massime di principio

  • Nel procedimento relativo a un ricorso straordinario, quando la decisione dipende dal contenuto di norme tecniche di attuazione acquisite solo parzialmente, il Consiglio di Stato può disporre un’integrazione istruttoria prima di pronunciarsi sul rito e sul merito.
  • Quando una disciplina urbanistica introduce un nuovo regime di destinazioni d’uso o di trasformazione degli edifici esistenti, l’istruttoria deve chiarirne l’ambito oggettivo, soggettivo e temporale, nonché i presupposti concreti di applicazione.
  • L’esame della legittimità di una previsione urbanistica che incide su edifici esistenti richiede di distinguere tra gli effetti immediatamente prodotti dall’approvazione dello strumento urbanistico e gli effetti subordinati alla successiva attuazione della disciplina di piano.

Variante urbanistica e riconversione di un fabbricato residenziale

Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da proprietari privati contro il Comune di Iseo, con l’intervento istruttorio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Sono contestate alcune previsioni della variante generale al piano di governo del territorio, adottata con delibera consiliare n. 32 del 28 luglio 2022 e approvata definitivamente con delibera n. 3 del 16 gennaio 2023.

Premesse e contenuto della disciplina impugnata

La controversia concerne il piano delle regole della variante, nella parte in cui inserisce nell’unità di paesaggio “Riva del Lago” un fabbricato di proprietà dei ricorrenti, composto da sette unità immobiliari, compresa quella nella quale essi risiedono. L’edificio è attualmente destinato a uso residenziale.

La disciplina stabilisce che, al momento dell’attuazione del piano delle regole, gli edifici esistenti debbano essere obbligatoriamente convertiti a destinazione turistico-ricettiva, consentendo soltanto la permanenza della funzione residenziale accessoria RES_PER entro 250 mq di superficie lorda, oppure entro il diverso limite eventualmente stabilito dalla norma di piano.

Motivi del ricorso

I primi due motivi riguardano la compatibilità della nuova disciplina con la situazione dell’edificio esistente. I ricorrenti sostengono che l’obbligo di conversione turistico-ricettiva sia irragionevole, perché inciderebbe sulla destinazione residenziale attuale senza risultare necessario per conseguire l’obiettivo della variante, individuato nel divieto di realizzare nuove strutture con destinazione esclusivamente residenziale. È stata inoltre dedotta la lesione del legittimo affidamento.

Con il terzo motivo i ricorrenti contestano la disciplina della capacità edificatoria. Essi rilevano che, a seguito dell’accoglimento delle loro osservazioni, la porzione del mappale n. 56 adibita a giardino è stata inclusa nel piano delle regole, mentre la capacità edificatoria del fabbricato è rimasta invariata. Secondo la prospettazione del ricorso, tale capacità sarebbe insufficiente, una volta detratta la volumetria esistente, per la realizzazione di un albergo diffuso.

Valutazioni istruttorie del Consiglio di Stato

La Sezione non ha ritenuto l’affare maturo per la decisione. La documentazione disponibile non consente infatti di ricostruire con sufficiente precisione il contenuto della disciplina applicabile, poiché le norme tecniche di attuazione, e in particolare il paragrafo 4.3.4., sono state prodotte soltanto parzialmente e per estratto.

La Sezione ha quindi ritenuto indispensabile acquisire il testo pertinente delle norme tecniche di attuazione e integrare la relazione ministeriale già trasmessa.

Incombenti richiesti

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, previa interlocuzione con il Comune di Iseo, dovrà chiarire:

  • l’ambito oggettivo della nuova disciplina;
  • l’ambito soggettivo dei destinatari;
  • l’ambito temporale di applicazione;
  • i presupposti necessari per l’applicazione del nuovo regime;
  • l’eventuale obbligatorietà della riconversione turistico-ricettiva delle strutture residenziali esistenti;
  • le limitazioni che si producono immediatamente per il solo fatto dell’approvazione della nuova disciplina.

Termini e prosecuzione del procedimento

Gli adempimenti istruttori devono essere eseguiti entro 120 giorni dalla comunicazione del parere. La relazione integrativa dovrà essere trasmessa anche ai ricorrenti, i quali potranno presentare osservazioni e controdeduzioni entro i successivi 15 giorni.

Il ricorso è stato rinviato a un’adunanza da fissarsi nel quarto trimestre del 2026. La Sezione ha precisato che, in caso di mancato e ingiustificato adempimento degli incombenti istruttori, l’affare potrà essere deciso sulla base della documentazione già presente nel fascicolo.

Conclusioni

Il parere ha natura interlocutoria e non contiene alcuna decisione sull’ammissibilità, sulla procedibilità o sulla fondatezza dei motivi di ricorso. Ogni valutazione in rito e nel merito è stata espressamente riservata all’esito dell’integrazione istruttoria.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiDestinazioni d'uso e zone omogeneeRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaIstruttoria processuale
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

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