Cassazione Penale, Sentenza n. 12865/2022 del 05/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La società terza interessata ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato le istanze di dissequestro. Le richieste erano articolate in: a) annullamento del decreto originario e dissequestro di tutti i conti correnti e delle somme su di essi confluite, documentate da una relazione notarile; b) in subordine, dissequestro delle somme confluite successivamente al 27 giugno 2018 (data del primo sequestro); c) in estremo subordine, dissequestro delle somme indicate nel verbale di esecuzione del 10/12/2020 (circa €130.736,02). La difesa ha censurato l'omessa considerazione di tutte le istanze a lei riferibili (sostiene violazione del principio devolutivo e difetto di motivazione) e ha invocato l'errata applicazione dell'art. 321 c.p.p., sostenendo che la natura fungibile del denaro richiede prova specifica e coefficiente di pertinenzialità o prova che le somme non derivino da reato; ha prodotto una relazione notarile e documenti contabili per dimostrare la lecita provenienza degli incassi (contratti di locazione, acquisti immobiliari anteriori ai reati dedotti).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondata e generica la prima doglianza sulla mancanza di motivazione: il Tribunale di Roma aveva legittimamente motivato anche per relationem facendo riferimento a precedenti provvedimenti (Tribunale di Civitavecchia) che avevano già respinto argomentazioni analoghe. Quanto al merito, la Corte ha confermato che la relazione notarile e la documentazione prodotta non dimostravano in modo specifico la liceità degli incassi successivi al sequestro originario e non provavano la riconducibilità dei €130.736,02 ai canoni di locazione richiamati; la censura configurava un contestabile travisamento della prova, che non è rimedio ammissibile in sede di cassazione. Richiamata la regola secondo cui il ricorso per ordinanze cautelari reali è ammesso in cassazione solo per violazione di legge (o per motivazione del tutto assente o meramente apparente), la Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di €3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 322-bis c.p.p.
Norma sulla cognizione in sede di appello contro i provvedimenti cautelari: disciplina l'appello ex art. 322-bis; la Corte osserva che l'appello devolve piena cognizione al giudice del gravame, ma la cassazione contro ordinanze cautelari reali è ammessa solo per vizio di legge
art. 321 c.p.p.
Norma sul sequestro e sulla restituzione dei beni: la Corte richiama che il sequestro di somme a titolo di pertinenza del reato richiede prova del nesso (prodotto, profitto, prezzo o finalità di commissione) e che è compito della difesa provare la lecita provenienza delle somme contestate
art. 325 c.p.p.
Usata come richiamo alla limitazione del controllo in cassazione sulle ordinanze cautelari reali: il ricorso per cassazione è consentito solo per violazione di legge
art. 292, comma 2, lett. c)-bis c.p.p.
Richiama l'obbligo di motivazione per i provvedimenti applicativi della misura; la Corte sottolinea che per le ordinanze di restituzione dei beni è ammessa la motivazione per relationem agli atti noti alle parti
Massime di principio
- In casi di sequestro di somme su conti correnti la parte terza deve fornire prove specifiche, documentali e circostanziate che colleghino ciascun flusso di denaro alla fonte lecita invocata; una relazione generale sugli acquisti immobiliari e sui contratti di locazione può non essere sufficiente.
- La natura fungibile del denaro impone al terzo interessato di dimostrare la riconducibilità puntuale delle somme sequestrate a introiti leciti (provenienza e coincidenza temporale), specialmente quando il primo sequestro è anteriore agli incassi successivi.
- Il giudice può motivare 'per relationem' richiamando provvedimenti precedenti noti alle parti quando le argomentazioni sono sostanzialmente le stesse; la motivazione per relationem è legittima salvo che la parte non evidenzi specifiche ragioni per le quali quegli atti non siano pertinenti.
- In Cassazione contro ordinanze cautelari reali la sindacabilità è limitata ai vizi di diritto o a motivazioni del tutto mancanti o meramente apparenti; il mero travisamento della prova o la diversa valutazione degli elementi di fatto sono rimedi generalmente improponibili in sede di legittimità.
- Se la difesa è impedita nell'acquisire copia di documenti bancari a causa del sequestro, è necessario spiegare e provare tale impossibilità e, se possibile, chiedere misure istruttorie o provvedimenti cautelari incidentali per consentire l'acquisizione della documentazione probatoria.
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