Cassazione Civile, Sentenza n. 13227/2022 del 27/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione in Cassazione avverso la decisione della CTR che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia e aveva accolto l'appello della contribuente contro avviso d'accertamento relativo a IRES, IRAP e IVA per l'anno 2006, contestando, tra l'altro, la non deducibilità/indetraibilità di costi di leasing immobiliare e il recupero a tassazione di perdite su crediti.
La decisione
La Corte ha accolto in parte il ricorso dell'Agenzia: ha ritenuto errata la dichiarazione di inammissibilità dell'appello erariale (confermando il principio di conversione dell'appello principale in appello incidentale se depositato nei termini), ha cassato la sentenza impugnata con rinvio per insufficiente o assente motivazione riguardo a molte delle perdite su crediti (rilievi n.3 e n.4) eccetto la posizione relativa a Euroteam Sistemi, sulla quale ha ritenuto necessari ulteriori accertamenti (la CTR aveva ritenuto deducibile la perdita per presunta certezza dell'insolvenza ma la Corte ha rimarcato che la dichiarazione di fallimento è intervenuta nel 2007, dopo l'esercizio 2006). Sono stati rigettati i motivi che denunciavano motivazione meramente apparente e violazioni inerenti l'inerenza dei canoni di leasing in relazione all'oggetto sociale. La sentenza è cassata in parte e rinviata alla CTR di Brescia in diversa composizione, con incarico di decidere anche sulle spese di legittimità.
Norme richiamate
art. 54, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
L'appello dell'Amministrazione, se depositato entro il termine previsto per le controdeduzioni anche se proposto come ricorso autonomo, deve essere considerato convertibile in appello incidentale (principio di conservazione degli atti) e quindi ritenuto ammissibile.
art. 360, primo comma, n. 3 e n. 4, cod. proc. civ.
Criteri di ammissibilità dei motivi di cassazione (nullità, violazione di legge, vizio di motivazione) utilizzati per articolare i vari motivi di ricorso.
art. 109, d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
Riferimento alla disciplina della deducibilità dei costi: l'inerenza si valuta con riferimento all'oggetto sociale e alla correlazione tra costo e attività di impresa, non mediante un nesso strettamente utilitaristico tra costo e ricavo; l'antieconomicità può essere indizio di non inerenza.
art. 101, d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (comma 5)
Nel caso di procedure concorsuali (es. fallimento), la deduzione della perdita su crediti è ammessa nel periodo di imputazione a bilancio ricadente nella 'finestra temporale' tra la data della sentenza dichiarativa di fallimento e il periodo d'imposta in cui, per corretti principi contabili, si proceda alla cancellazione del credito; occorre pertanto valutare la certezza della perdita nel periodo d'imposta considerato.
art. 112, cod. proc. civ.
Impedisce al giudice di decidere su motivi nuovi non dedotti in grado di appello; la Corte ha rilevato che la CTR ha considerato aspetti (per alcune posizioni creditorie) non dedotti correttamente in sede di appello, configurando possibile violazione.
artt. 2697, 2727, 2729 cod. civ.
Rinvio alle regole sulla prova e all'onere probatorio invocate dall'Agenzia nella contestazione dell'operatività delle deduzioni e delle svalutazioni contabilizzate; la Corte ha valutato la sufficienza della motivazione della CTR rispetto a tali allegazioni.
Cass. 21/10/2019, n. 26811 (principio di diritto)
L'appello proposto in via principale da chi, essendo stata la sentenza già impugnata da un'altra parte, avrebbe potuto proporre soltanto appello incidentale, non è inammissibile, ma può convertirsi, per il principio di conservazione degli atti giuridici, in gravame incidentale, purché depositato nel termine prescritto per quest'ultima impugnazione.
Principio confermato: il principio di conservazione consente la conversione dell'impugnazione quando ciò avviene entro il termine previsto per l'impugnazione incidentale, evitando inutili nullità formali che lederebbero il diritto di difesa.
Massime di principio
- Un appello proposto dall'Amministrazione come atto autonomo può essere considerato appello incidentale se depositato entro il termine per le controdeduzioni: i formalismi possono essere sanati per il principio di conservazione degli atti, purché non pregiudichino la difesa della controparte.
- La deducibilità dei costi (art. 109 TUIR) va valutata con riferimento all'oggetto sociale dell'impresa e alla correlazione qualitativa tra spesa e attività; non è richiesto un nesso immediato e quantitativo tra costo e ricavo, benché l'evidente sproporzione possa essere indizio contrario.
- Per le perdite su crediti la deducibilità richiede la certezza della perdita entro il periodo d'imposta valutato: l'intervento di una procedura concorsuale (es. fallimento) e la sentenza che la dichiari aprono una finestra temporale utile per l'imputazione contabile; senza tale evento giudiziale occorre documentare la certezza dell'inesigibilità con fatti e prove specifiche.
- Il giudice d'appello deve motivare separatamente e specificamente per ciascuna posizione contestata (es. ogni singolo credito); una motivazione generica che tratta solo una posizione e poi estende il risultato ad altre senza ragionamento è insufficiente e può determinare cassazione limitata.
- Non sono ammissibili in appello nuovi motivi diversi da quelli dedotti nel ricorso introduttivo; il giudice non può fondare la decisione su elementi nuovi rilevanti per la controversia, salvo che siano stati regolarmente introdotti.
- In sede di cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato: si censurano solo vizi gravi (mancanza assoluta di motivazione, motivazione apparente, affermazioni inconciliabili) e violazioni di legge; l'insufficienza argomentativa di per sé salvo i casi menzionati è più difficilmente sanzionata.
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