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Sentenza

Sentenza n. 1046/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'ottemperanza alla sentenza n. 262/2023 pronunciata in data 13.03.2023 dalla sezione lavoro del Tribunale di Benevento, notificata ex art. 475 cpc come novellato dal D. L.vo n. 150/2022 il 06.12.2024, divenuta cosa giudicata come da relativa certificazione di non proposta impugnazione

Giustizia amministrativa202503144

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Benevento che aveva accertato il diritto al beneficio della carta elettronica del docente per due anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. per ottenere l'attuazione della sentenza passata in giudicato del Tribunale di Benevento, con la quale era stato accertato il diritto a usufruire del beneficio di 500 euro annui della carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022, per complessivi 1.000 euro. La sentenza era stata notificata all'amministrazione il 6 dicembre 2024 e risultava non impugnata, con attestazione del passaggio in giudicato. La ricorrente ha dedotto l'inerzia dell'amministrazione, l'infruttuoso decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni e l'assenza di adempimento. Ha chiesto la condanna dell'amministrazione all'adempimento, anche mediante pagamento del controvalore economico con accessori, nonché la nomina di un commissario ad acta e l'applicazione di astreintes.

La decisione

Il TAR ha ritenuto rispettati i termini processuali per l'azione di ottemperanza e verificato che la sentenza del giudice ordinario era stata ritualmente notificata all'amministrazione, era passata in giudicato e non risultava adempiuta. Ha quindi dichiarato l'obbligo dell'amministrazione di dare esatta e integrale esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Poiché il termine temporale previsto per la fruizione del beneficio era ormai decorso, il giudice ha precisato che l'amministrazione deve comunque corrispondere il controvalore pecuniario del beneficio, con interessi legali fino al soddisfo: la prestazione è fungibile e l'amministrazione non può trarre vantaggio dalla propria inerzia. È stato nominato sin d'ora, senza compenso e con facoltà di delega, un dirigente della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione quale commissario ad acta, con il compito di provvedere, ove necessario, allo stanziamento in bilancio e alle fasi di impegno, liquidazione, ordine e pagamento della spesa. L'esaurimento dei fondi o l'indisponibilità di cassa non costituiscono impedimenti legittimi all'esecuzione del giudicato. È stata invece respinta la domanda di astreinte, ritenuta non equa nel caso concreto. L'amministrazione è stata condannata alle spese di giudizio, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore del procuratore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.

    La disposizione consente di agire davanti al giudice amministrativo per ottenere l'esecuzione, da parte della pubblica amministrazione, di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 114, comma 1, c.p.a.

    Il termine per proporre l'azione di ottemperanza risulta rispettato.

  • art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.

    Risultano rispettate le regole processuali richiamate per il rito camerale dell'ottemperanza.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di procedere all'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    È la norma istitutiva del beneficio economico annuale della carta elettronica del docente, oggetto dell'accertamento contenuto nella sentenza da ottemperare.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario che imponga a una pubblica amministrazione un obbligo di conformazione relativo al caso deciso.
  • In presenza di una sentenza non adempiuta, il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'esecuzione e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
  • Quando il termine previsto dal giudicato per la fruizione di un beneficio economico è ormai decorso per fatto imputabile all'inerzia dell'amministrazione, l'obbligazione può essere adempiuta mediante corresponsione del controvalore pecuniario, maggiorato degli interessi legali fino al soddisfo.
  • L'esaurimento degli stanziamenti di bilancio o la mancanza di disponibilità di cassa non costituiscono, di per sé, legittimo impedimento all'esecuzione di un giudicato avente a oggetto un'obbligazione pecuniaria della pubblica amministrazione; il commissario deve adottare le iniziative necessarie per rendere possibile il pagamento.
  • La concessione dell'astreinte nel giudizio di ottemperanza non è automatica, ma richiede una valutazione di equità riferita alle circostanze concrete.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereEfficacia ed esecutorietà

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