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Sentenza

Sentenza del 15/06/2015 n. 54 - Comm. Trib. Prov. Imperia

ACCERTAMENTO - Reddito d'impresa - Pubblico esercizio - Congruità studi settore - Determinazione induttiva ricavi - Utilizzo "Vinometro" - Bassa assunzione vino - Consumo in abbinamento cibi - Imprecisione metodo - Consegue - Illegittimità accertamento - Consegue

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Amministrazione ha ricostruito induttivamente i ricavi dell'attività utilizzando principalmente il consumo di vino, dopo una precedente ricostruzione basata sul numero di tazze di caffè. I maggiori ricavi così determinati superavano la soglia di 50.000 euro, ritenuta idonea a giustificare il ricorso agli studi di settore, sebbene la contribuente risultasse congrua rispetto ai relativi risultati. Il metodo è stato contestato perché il consumo di vino non costituisce un parametro sufficientemente preciso e affidabile: alcuni clienti non consumano vino e altri lo consumano in quantità variabile in relazione al tipo di pasto e agli alimenti ordinati.

La decisione

L'accertamento è stato ritenuto illegittimo. La ricostruzione dei ricavi fondata esclusivamente o prevalentemente sul cosiddetto "vinometro" è stata considerata intrinsecamente imprecisa, in quanto non tiene adeguatamente conto delle diverse abitudini dei clienti e del consumo di vino in abbinamento ai cibi. La pretesa fiscale, quindi, non può fondarsi su un calcolo meramente presuntivo privo di adeguati elementi di riscontro, anche considerando la congruità della contribuente agli studi di settore.

Norme richiamate

  • Studi di settore

    La congruità agli studi di settore costituisce un elemento favorevole al contribuente e non può essere superata mediante una ricostruzione induttiva basata su parametri approssimativi e non adeguatamente verificati.

  • Accertamento induttivo del reddito d'impresa

    L'accertamento induttivo richiede presunzioni sufficientemente precise, gravi e concordanti. Un metodo basato sul solo consumo di vino, soggetto a notevoli variazioni individuali e legate ai pasti, non è di per sé idoneo a determinare con attendibilità i ricavi.

Massime di principio

  • La ricostruzione induttiva dei ricavi di un ristorante o bar non può basarsi automaticamente su un singolo indice di consumo, come vino o caffè, se tale indice non riflette in modo stabile le effettive vendite.
  • I parametri presuntivi devono essere verificati alla luce delle concrete caratteristiche dell'attività, delle abitudini della clientela, del tipo di servizio e dei prodotti offerti.
  • La congruità agli studi di settore rappresenta un elemento difensivo rilevante, soprattutto quando l'Amministrazione intende discostarsene con un metodo alternativo poco preciso.
  • Per legittimare un accertamento induttivo sono necessari ulteriori elementi oggettivi di riscontro; una stima fondata su dati meramente teorici o su percentuali non dimostrate può essere annullata.
  • La variabilità del consumo dei prodotti accessori o complementari ai pasti deve essere considerata prima di utilizzarli come base per ricostruire le vendite complessive.

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